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2 min

- di Redazione Sportellate

Considerazioni sparse post Svezia-Slovacchia (1-0)


La Svezia è una buona squadra. Alla Slovacchia manca una prima punta degna di questo nome per esserlo.


- La Svezia vince e si prende il primo posto del girone grazie ad una Slovacchia troppo timida nella ripresa per meritarsi un risultato diverso dalla sconfitta. La squadra di Andersson legittima i 3 punti grazie ad un secondo tempo intenso, in cui soprattutto grazie al dominio nel gioco aereo le occasioni sono state numerose. Decisivo Forsberg su rigore, ma a meritarsi la copertina sono Alexander Isak e la retroguardia svedese;

- Partiamo da Isak, che in questo Europeo si sta confermando come uno degli attaccanti Under 23 più interessanti al mondo. Forza fisica devastante, grandi capacità tecniche abbinate ad un motore degno di una Lamborghini ed una maturità sorprendente per un ragazzo di 21 anni. Il coast to coast del 70esimo minuto con cui ha ridicolizzato i difensori slovacchi è un vero e proprio manifesto delle sue qualità. Fossimo i direttori sportivi di una big europea ci faremmo sicuramente un pensierino;

- L'altro grande protagonista di questo Svezia-Slovacchia è il reparto difensivo svedese, oggi per certi versi anche meno preciso del solito. E' vero, l'avversario era quello che era, ma dopo l'1 a 0 odierno siamo ad una sola rete subita nell'anno in corso dai gialloblù (peraltro in amichevole). Numeri importanti, che manifestano come questa Nazionale sia quasi impossibile da penetrare a prescindere da avversario ed interpreti. E' la solita Svezia brutta e cattiva, ma ad un pizzico di fantasia e creatività in più (leggasi Dejan Kulusevski) dal farsi veramente pericolosa;

- Cosa dire della Slovacchia? La Nazionale capitanata da Marek Hamsik ha giocato un primo tempo dignitosissimo, ma ha avuto il demerito di tirare i remi in barca ad inizio ripresa, dando l'impressione di accontentarsi dell'eventuale pareggio. Per quanto ci aspettavamo una squadra peggiore, resta difficile essere competitivi a questi livelli senza una prima punta di livello e proprio per tale semplice ragione fa ancora più male vedere Robert Bozenik poltrire per 90 minuti in panchina. Per qualificarsi ora, serve l'impresa contro le Furie Rosse;

- Oltre ad Isak, nella Svezia promosso Forsberg che oltre a siglare il rigore decisivo è l'unico centrocampista svedese con cambio di passo ed un minimo di inventiva. Impalpabile Berg, inoperoso Olsen. Tra gli slovacchi a rubare la scena è Martin Dúbravka, portiere del Newcastle capace di parare tutto il parabile e tenere a galla i suoi fino a pochi minuti dalla fine. Kucka è l'ultimo a mollare.

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