
Considerazioni sparse post Croazia-Repubblica Ceca (1-1)
Sì, è tutto vero: al momento Schick è capocannoniere dell'Europeo e la Croazia è lontana parente di quella dei Mondiali 2018.
P.s. l'arbitro aveva fretta che ha fischiato con venti secondi d'anticipo mentre la Croazia attaccava?
- No, non è immaginazione, è pura realtà. Il capocannoniere dell'Europeo dopo 180 minuti di match è Patrik Schick, l'ex attaccante della Roma che all'Olimpico aveva le sembianze di un oggetto misterioso. Eppure l'ossuto ma dalle nobili movenze mancino ha siglato tre reti in due gare e dopo la meravigliosa doppietta rifilata alla Scozia, stasera a Glasgow timbra un rigore che vale un altro gettone d'oro per la Repubblica Ceca;
- La metà numero uno di gioco va su note monoritmiche, con le due formazioni che si fanno il solletico, sino a quando i cechi provano ad aumentare i giri di motore e vogliono incutere timore a Livakovic. Così da un corner Lovren sgomita su Schick. Var review e rigore per gli uomini di Silhavy. Schick, sanguinolento per il colpo incassato dal difensore del Liverpool, non sente il dolore, spiazza Livakovic e mostra i muscoli;
- La Croazia nei primi 45 minuti pare un fantasma. L'unica occasione da annotare nei vuoti taccuini è un tiro di Rebic che a tu per tu con Vaclik spedisce alle stelle la ghiotta tentazione di pareggiare. Dalic, che non concede spazio a Brozovic se non negli spiccioli conclusivi di lancette, lascia negli spogliatoi all'intervallo proprio l'attaccante del Milan e la carta a sorpresa Brekalo (in realtà ha compiuto ben poco), inserendo Petkovic e Ivanusec. Ma all'aurora della ripresa è un siluro di Perisic che buca l'estremo difensore ceco e rimette il bilanciere in pari. Si crede sia il preludio di una riscossa croata, invece il fuoco di Modric e co. si spegne flebilmente e le due contendenti si accontentano del pari;
- La Repubblica Ceca veste i panni di mago Merlino, perché prima dell'Europeo aveva ingannato diversi addetti ai lavori. Contro l'Italia in amichevole era stata "rumbata" e in tanti avranno pensato che a Glasgow facesse da vittima sacrificale del girone D. Invece i cechi dopo due gare hanno collezionato 4 punti e hanno ottime chances di andare agli ottavi di finale. Non esprime un gioco da palati fini, sia chiaro, ma la banda di Silhavy è compatta, gira bene il pallone sfruttando i suoi interpreti migliori, con un centrocampo che fa da diga e si propone, guidato da un Darida pugnace e da un Soucek che è in crescita esponenziale. Oggi invece passo indietro per Coufal, saltato impietosamente da Perisic nel gol croato;
- A proposito di Croazia, la Hrvastska è una copia sbiadita di quella che nel 2018 approdò alla finale dei Mondiali. Una formazione lenta, flemmatica e che dispone sì di un talento immane, ma poco valorizzato da una manovra e da movimenti degli uomini offensivi prevedibili. L'esterno destro di Modric rimane da patrimonio Unesco, tuttavia la carta d'identità inizia a pesare anche per l'ex Pallone d'Oro. Lovren compie una sciocchezza capitale, Kramaric e Rebic ai limiti dell'irritante. Non è totalmente buio il futuro della nazionale di Dalic, poiché con una gioia all'ultima contro la Scozia dovrebbe accedere alla fase ad eliminazione diretta, però i fasti del passato non ci appaiono ancora riproducibili.
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