Article image
,
4 min

- di Lorenzo Lari

Pagelle Azzurre: Italia-Svizzera 3-0


La costruzione dal basso è tornata di moda anche tra i media mainstream, Locatelli è pronto per una big e l’Italia gioca divinamente. Ebbene sì, è tempo di dare i voti ai protagonisti azzurri dopo il 3 a 0 contro la Svizzera. 


Donnarumma: 6,5
Se contro la Turchia la sua presenza era stata inutile, ieri sera viene chiamato in causa nell’unica doppia occasione svizzera e la risposta é stata di quelle importanti. Portiere dal potenziale infinito. Gioca in sicurezza e con precisione anche con i piedi.

Spinazzola: 6,5
Cavallo pazzo Spinazzola disputa un’altra partita di quantità, corsa e dribbling. Fino all’1 a 0 degli azzurri è tra i migliori in campo, mandando ripetutamente ai matti il povero Mbabu: l’impressione è che in 26 minuti finisca per puntare più spesso lui l’avversario di quanto han fatto il 75% dei terzini di Serie A nell’intera ultima stagione. Una volta andati in vantaggio, tira il fiato e si limita al compitino. 

Chiellini: 6
Era proprio necessario rischiarlo? Ni. Chi ha seguito le sue ultime stagioni in bianconero, sa benissimo quanto Giorgio faccia ormai fatica a gestire senza infortuni il doppio impegno settimanale. Speriamo non sia nulla di grave. Venti minuti comunque ottimi. 

Acerbi: 6
Entra un po’ imbambolato ma fa comunque il suo, sportellando e facendosi rispettare quando chiamato in causa. Ora che ha rotto il ghiaccio con l’Europeo, è giusto però pretendere qualcosa in più. 

Bonucci: 7
Partita di una qualità mostruosa a livello di impostazione. Fa partire una miriade di azioni dell’Italia con passaggi ed entry pass millimetrici, sia di destro che di sinistro. Non va mai in sofferenza in fase di non possesso e forse è questa la vera notizia. Avanti così. 

Di Lorenzo: 6,5
Prestazione solida del terzino del Napoli, che anche oggi si dimostra affidabile ed in salute. Fino ad un mese fa era difficile immaginare si potesse ritagliare uno spazio così importante nell’undici di Mancini: bravo lui a farsi trovare pronto nel momento del bisogno e sfruttare l’occasione. 

Locatelli: 8
Sa fare tutto e in maniera divina. Per rendere l’idea: l’apertura di prima alla Totti da cui nasce il primo gol ed il tiro che a conti fatti chiude il match sono entrambi eseguiti di sinistro, quello che sulla carta sarebbe il piede “debole” del centrocampista del Sassuolo. Piccolo aneddoto. Quando qualche mese fa all’interno di “Dilly Dong” - il nostro podcast di approfondimento calcistico - mi chiesero di nominare il giocatore più sottovalutato dell’annata 2020 di Serie A risposi Locatelli: constatare che fino all’altro ieri per tanti fosse ancora un giocatore come “ce ne sono tanti in giro”, mi faceva venire un’orticaria che neanche la D’Urso. È il momento che tutti provino quantomeno a comprenderne il potenziale. Siamo di fronte ad un ragazzo che può legittimamente ambire a giocare per qualsiasi squadra d’Europa. Qualsiasi. Poi saranno la sua crescita e la sua voglia di migliorarsi giorno dopo giorno a stabilirne ruolo e importanza all’interno di una rosa di un top team. 

Jorginho: 6,5
Calciatore di un’intelligenza più unica che rara. Capacità difensive e di letture sopra la media, tecnica sopraffina e leadership innata. No, non c’era bisogno della Champions League vinta da protagonista per capire di che pasta fosse fatto l’italo-brasiliano, ma sì, la vittoria con il Chelsea ci ha ridato un playmaker con una consapevolezza e una sicurezza nei propri mezzi ancora maggiori. Probabilmente l’unico e vero irrinunciabile del Mancio.

Barella: 7 
Inesauribile. Dovrebbe fare la mezzala destra ma finisce per essere dappertutto. Abbina qualità e quantità come solo i più grandi sanno fare. È proprio il caso di dirlo: “aahhh come gioca il centrocampo dell’Italia” semi cit. 

Insigne: 6
Si cerca e si trova con il suo compagno di merende col numero 17, ma incide poco. I suoi movimenti ad accentrarsi e ad entrare dentro il campo sono fondamentali per creare spazio a Spinazzola. Deve aggiustare la mira al tiro. 

Immobile: 6,5
2 gol in 2 partite dell’Europeo, 5 nelle ultime 6 con la Nazionale. Come giustamente sottolineato nelle nostre “considerazioni sparse” post match, la fiducia massima del nostro centravanti è determinante per il rendimento suo e dell’Italia, quindi ben venga la partenza a razzo. Gol a parte, sempre bello constatare quanto l’attaccante della Lazio sia migliorato nel gioco di sponda e nel palleggio: non sarà mai Benzema, ma è diventato un giocatore infinitamente più associativo rispetto al passato e ciò gli rende onore.  

Berardi: 7
Grande cattiveria agonistica e voglia di lasciare il segno. Non tira mai indietro la gamba e corre tanto, anzi tantissimo. Questo lo porta a non essere sempre lucido negli ultimi 30 metri, ma poco male. L’assist che ci permette di andare avanti resta una delle giocate più importanti dell’incontro. Un fiume in piena. 

Toloi: 6
Un anticipo dei suoi e poco altro. 

Chiesa: 6
Qualche scorribanda, alcune scelte azzeccate, altre meno. Ancora non è il suo momento, ma siamo convinti arriverà presto. 

Mancini: 6,5
Se pensiamo a come stavamo messi tre anni fa ci sarebbe da fare un monumento a Roberto Mancini. Sulla partita e le scelte di ieri, rimane giusto qualche dubbio su quel Chiellini titolare. Per il resto il Mancio è per l’ennesima volta impeccabile.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

nato a Rimini l’11/06/1990. Laureato in Giurisprudenza, adora disquisire di sport ed America. Ogni tanto scrive, solitamente legge. Sogna un giorno di poter assistere ad una partita allo Staples al fianco di Jack Nicholson.

Cos’è sportellate.it

Dal 2012 Sportellate interviene a gamba tesa senza mai tirarsi indietro. Sport e cultura pop raccontati come piace a noi e come piace anche a te.

Newsletter
Canale YouTube
clockcrossmenu