
Considerazioni sparse post Ucraina-Macedonia del Nord (2-1)
L'Ucraina vince meritando e avvicina le speranze di incontrare l'Italia agli ottavi.
- Calcio sovietico contro calcio balcanico, per una sfida variopinta e vivace a Bucarest, come fanno presagire i colori caldi delle magliette delle due squadre. Da una parte il giallo acceso dell'Ucraina, dall'altro il rosso significativo della Macedonia del Nord. A prevalere è la squadra di Shevchenko che domina il match, eccetto il primo quarto d'ora del secondo tempo, e si intasca tre gettoni capitali per raggiungere almeno ad oggi il secondo posto nel girone C, che in concreto vorrebbe dire al momento rappresentare l'avversaria dell'Italia agli ottavi. Brillano le reti di Yarmolenko e Yaremchuk, - il magic duo a segno nella prima gara con l'Olanda - mentre Alioski ha riaperto la contesa nel secondo atto dell'incontro, ma le speranze macedoni rimangono vane;
- I primi 45 minuti sono un no contest a favore dell'Ucraina. Gli iniziali virgulti pericolosi li genera Malinovskyi. L'atalantino è la rappresentazione fra l'autentico, nel trovare pertugi dove non esistono, e il pratico, nel mandare in porta i compagni con tocchi sopraffini di prima; colleghi di squadra tra l'altro sciuponi. Ma proprio il fantasista esploso con Gasperini nel finale macchia tutto sbagliando un penalty che avrebbe arrotondato il bottino ucraino. Ben conviene a lui che il compagno capitano e leader del gruppo Yarmolenko vesti i panni del goleador, nel vantaggio, e dell'assistman, nel mandare in porta Yaremchuk per il raddoppio.
- Negli spogliatoi l'Ucraina veleggia festante sul 2-0 e sembra un k.o. già scritto per la Macedonia. Errore capitale abbozzare questa ipotesi. Se Pandev ed Elmas nel primo tempo in attacco sembrano due stuzzicadenti in mezzo all'oceano e i reparti macedoni appaiono laceri, quasi sconnessi, nella ripresa la musica cambia. Angelovski inserisce Trajkovski dalla panca che entra col mantello da supereroe e con un uomo offensivo in più la Macedonia trova il gol. Eccelsa conclusione da fuori dell'ex Palermo, Buschchan fa il miracolo e sulla ribattuta il sempreverde Pandev conquista il rigore. Alioski non è un cecchino e si fa parare la conclusione, ma sulla ribattuta timbra il cartellino;
- La reazione macedone si blocca lì. Sfortunatamente per la Macedonia il talento diffuso in rosa è tra i meno quotati del lotto e Pandev da solo non può fare tutto. L'Ucraina stavolta non fa harakiri come con l'Olanda e cementifica la vittoria. Ottima performance di Buschchan, centrifugato dalle polemiche interne dopo la papera su Dumfries, e del dirimpettaio Dimitrievski che tiene a galla la Macedonia. Karavayev da dare e avere: s'inventa di tacco l'assistenza sul gol di Yarmolenko, commette il fallo da penalty su Pandev;
- La cenerentola Macedonia è con un piede e mezzo già dentro la fossa, ma è da sottolineare come abbia provato in tutti i modi a farsi valere e strappa un applauso virtuale. Invece la truppa di Shevchenko si giocherà il secondo posto con l'Austria nell'ultima giornata, tenendo accesa la radiolina stasera, poiché andrà in scena Austria-Olanda. Sicuramente lì davanti i vari Yarmolenko, Malinovskiy, Yaremchuk e Zinchenko scrivono ottimi spartiti musicali di calcio, dietro al contrario l'impressione è che gli interpreti ucraini lascino a desiderare se sotto pressione. Noi comunque crediamo che in ottica futura per gli azzurri, l'Ucraina sia una mina vagante maggiore rispetto all'Austria.
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