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, 16 Giugno 2021

Considerazioni sparse post Finlandia-Russia (0-1)


Non proprio la partita del secolo, alla fine decisa da un affresco mancino di Miranchuk, il più forte dei 22 in campo.


- A San Pietroburgo, immersi in una classica calura di un pomeriggio estivo, Finlandia e Russia aprono le danze per quanto concerne la seconda giornata del girone eliminatorio di Euro 2020. Se avevate qualcos'altro da fare tranquilli, non vi siete persi il manifesto della partita perfetta, bensì una gara che ha visto scornarsi tra loro due formazioni modeste, tecnicamente e tatticamente;

- Una gara con queste premesse poteva essere sancita solamente dall'interprete più talentuoso sceso sul prato, vale a dire Aleksei Miranchuk. Il trequartista dell'Atalanta ha disegnato un sinistro squisito e imprendibile sotto il sette a pochi istanti dal concludersi del primo tempo. Una gemma che vale platino per gli Orsi, infatti ora la Russia sale a 3 punti, in concomitanza con i finnici e nell'ultimo turno con la Danimarca si giocherà tutto;

- Dalla Finlandia non è semplice scavare temi e annotazioni interessanti per chi non ha potuto osservare il match. Ci viene da dire che il credo del ct Kanerva, impregnato su un rigido 3-5-2, abbia un didascalico approccio tattico, sulla scorta di un gioco che non ottiene complimenti plebiscitari. Ciò è dovuto in parte ai modesti elementi finlandesi, nonostante gli scandinavi siano abili a svolgere il rispettivo compitino, ma difendersi compatti e ripartire in contropiede non è un teorema vincente, nemmeno per infrangere una Russia reduce da una debacle difensiva col Belgio. Peraltro troppo asfittici le sostituzioni tentate da Kanerva, serviva un arrembaggio a briglie sciolte nel finire del match;

- Per quanto riguarda le prestazioni individuali della Russia, Dzyuba è l'elefantiaca boa degli Orsi, le prende tutte di testa, ma non chiedetegli uno scatto. Di Miranchuk si è scritto sopra e l'unico in grado di parlare la sua lingua è Golovin, per il resto la Russia nutre risicate qualità, anche se l'istrionico allenatore Cercesov stavolta disegna le scelte giuste. Contro il Belgio Semenov è stato un colabrodo dietro, mentre il sostituto Diveev oggi ha compiuto un match zelante e ricco di salvataggi. Inoltre il ct russo ha dato le chiavi della trequarti dal 1' a Miranchuk (quattro giorni fa era subentrato misteriosamente al 70'). Da segnalare l'assenza del veterano Zhirkov e la brutta botta alla se schiena subita da Mario Fernandes;

- In casa Finlandia il centrocampo è scarno di verticalizzazioni, solo Camara è il più elettrico e prova qualche sortita, mentre si sentiva la mancanza di capitan Sparv. Davanti Pukki fa il boia e l'impiccato, peccato per Pohjanpalo che dopo il gol alla Danimarca poteva essere anche oggi l'eroe della nazione, ma all'alba del match il suo gol di testa è stato annullato per fuorigioco. Ora per i finnici il proibitivo match col Belgio, da capire se con i tre punti guadagnati nella prima giornata con i danesi, inficiati comunque da ciò che è successo ad Eriksen, i finlandesi potranno strappare una miracolosa qualificazione agli ottavi, alla prima storica apparizione in un campionato europeo.

  • Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.

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