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2 min

- di Alessandro Ginelli

Considerazioni sparse post Ungheria-Portogallo (0-3)


A Budapest il calcio torna a riempire completamente le sue arene mettendo in scena una lotta tra un leone e un uomo a mani nude. Vince il leone, soffrendo più del previsto.


- Qui a Sportellate abbiamo un mantra: non parlare mai di ciò che non si conosce nel dettaglio. Non conosciamo quale sia la situazione Covid-19 in Ungheria, nè abbiamo consapevolezza diretta di come il capo di stato ungherese Orban abbia gestito la situazione internamente, e per questo motivo ci limitiamo a commentare le immagini che sono apparse nel nostro televisore. Beh, il commento spontanto è che dopo quasi un anno e mezzo vedere pulsare la Puskas Arena al ritmo dei boati delle oltre 60.000 persone presenti è stato uno spettacolo. Per fortuna non ci siamo mai mai abituati al calcio senza pubblico;

- Il ritorno del pubblico al completo conferisce un tono ancora più epico alla sfida tra Ungheria e Portogallo, che se si fosse disputata nell'Antica Roma sarebbe stata ricordata nei libri come lo scontro tra un uomo a mani nude e un leone affamato. Per 80 minuti l'uomo tiene perfettamente l'arena e sembra addirittura poter coronare un finale storico. Negli ultimi 10 minuti però il leone si sveglia e porta via il bottino con un risultato molto più ampio rispetto a quanto realmente dimostrato all'interno dell'arena;

- Il Portogallo è una squadra fortissima e molto più profonda rispetto a quella capace di imporsi nel 2016, ma ha mostrato oggi dei difetti strutturali abbastanza vistosi. Molti di questi difetti ci sembra di averli visti nelle ultime stagioni nella Juventus. Non crediamo sia un caso, ma ci riserviamo di vedere le prossime uscite contro avversari più probanti. Qui, in ogni caso ciò che non ci ha convinto: l'assenza di una fonte di gioco esterna (cfr. Joao Cancelo), il doppio mediano incontrista contro una squadra chiusissima, i cambi tardivi di Fernando Santos, Diogo Jota. Qui, invece, ciò che ci ha convinto: lo 0-3 finale;

- L'Ungheria per 80 minuti gioca una partita commovente per applicazione con un Adam Szalai in versione Leonida di 300. Marco Rossi è un allenatore preparato e dal nostro punto di vista la sua squadra ha fatto vedere di più sia rispetto alla Turchia che rispetto alla Svezia (squadre continuamente paragonate a quella magiara nel corso della telecronaca Sky), anche perchè l'Ungheria priva di Szoboszlai è forse la squadra dal tasso tecnico peggiore dell'intera competizione. Aver sfiorato l'impresa con quel sinistro di Schon e l'urlo strozzato dello stadio di Budapest hanno avuto un contraccolpo negativo sull'attenzione maniacale negli ultimi 10 minuti. Ovviamente le prossime partite non lasciano fiducia nel futuro;

- In attesa del big match tra Germania e Francia, il Portogallo batte un colpo fondamentale per assestare il proprio cammino nel girone più complicato di questo Euro 2020. L'impressione è che questa squadra possa fare meglio contro squadre che giocano più aperte rispetto all'Ungheria, ma anche che Francia e Germania abbiano entrambe delle armi affilate con cui fare malissimo ai lusitani. Gli occhi di tutta Europa devono necessariamente essere puntati sul terzo posto di questo girone, che potrebbe influire con decisione sull'equilibrio dell'intera competizione.

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Nato a Cremona il 23/11/1996. Conserva nell'armadio i pantaloncini del suo esordio in Serie D allo Stadio Euganeo di Padova. Non sa scegliere tra la parte sinistra e quella destra del proprio cervello e nemmeno quale sia il suo sport preferito. È fermamente convinto che il Paradiso sia un'Olimpiade che dura in eterno.

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