
Considerazioni sparse post Scozia-Repubblica Ceca (0-2)
Patrik, siamo sempre follemente innamorati di te e del tuo infinito talento.
- Chi non è mai stato vittima di un colpo di fulmine? Chi non ha mai nutrito un amore platonico verso qualcosa di irraggiungibile? Tutti, pensiamo. Chi scrive prova un affetto incondizionato - calcistico sia chiaro - e sviscerato verso un giocatore che da alcuni anni sta nascondendo la sua classe, illustrandola a morsi. Tale rappresentante dell'arte boema è Patrik Schick, una sorta di cometa che ha rischiarato il mondo del calcio a strappi, palesando a intermittenza dei colpi degni di un genio con la lampada. Proprio il filiforme mancino ex Roma, oggi al Leverkusen e che nella capitale non ha lasciato dolci ricordi, ha deciso di entrare nell'albo di Euro 2020 siglando il gol della competizione. Un arcobaleno abbacinante dai 45,5 metri, - nessun altro ha segnato da tale distanza in un Europeo di calcio - un pallonetto denso di potenza e talento che ha regalato la vittoria per 0-2 della Repubblica Ceca sulla Scozia;
- Oggi, in un tiepido pomeriggio di Glasgow ad Hampden Park (proprio quello stadio in cui Zidane tramutò una marcatura pazzesca con una conclusione volante in finale di Champions), al minuto 52' di gioco Schick ha pensato di innalzarsi dal resto dei giocatori sul campo e ha deliziato la platea con una rete d'antologia che entrerà negli annali del gioco. Inoltre l'attaccante dalle movenze dinoccolate ma dal sinistro leggiadro e zuccheroso, ha sancito con una doppietta il successo dei cechi nella partita inaugurale dei propri Europei. Il vantaggio fissato da colui che in maglia Samp aveva prodotto un gol simile a quello di Bergkamp contro il Newcastle, era arrivato tramite una chirurgica capocciata su assist di Coufal all'imbrunire del Lato A del match.
- Ammettiamo che nel primo tempo in terra scozzese non era successo granché, eccetto un tiro potente di Robertson, capitano della Tartan Army e "sparring partner" di Schick in quanto miglior interprete dello scacchiere della Scozia, ben contrapposto da Vaclik. Ecco, l'estremo difensore della Repubblica Ceca nel Lato B della sfida è stato salvifico con le parate su Dykes e sul tentato autogol di uno dei suoi. I padroni di casa hanno assediato la porta avversaria, Hendry ha incocciato una traversa, ma vuoi per poca concretezza degli attaccanti, vuoi per la resistenza degli ospiti, però la Scozia non produce reddito pesante e incappa in un k.o. che potrebbe già farle salutare il torneo;
- E' davvero un brutto gancio da incassare per il pugile che indossa il Kilt, perché era da 25 anni che non partecipava ad un Europeo e si ritrova già con una pistola puntata sulla tempia - metaforicamente parlando - e l'Inghilterra che venerdì nel secondo turno del girone D potrebbe sparare contro la Tartan Army il proiettile con scritto "eliminazione". Peccato, dato che la Scozia non ha mostrato un cattivo calcio, il 3-5-2 di Clarke ha sciorinato azioni interessanti, con lo sgorgare di cross infiniti di Robertson, capitano della nave scozzese. Però in attacco manca come l'acqua nel deserto qualcuno che la butti dentro, invece dietro alcuni interpreti concedono amnesie letali, come Hanley che nel gol del vantaggio è stato mangiato in testa da Schick;
- In casa ceca, oggi non ha giocato un elemento prezioso come Barak, tuttavia il ct Shilavy è stato trasportato verso la gioia da tre punti grazie alla giornata celestiale dell'artista Schick, capocannoniere attuale dell'Europeo con Lukaku. Inoltre la Repubblica Ceca ad oggi è prima anche per differenza reti e nel prossimo round con la Croazia potrebbe guadagnarsi la qualificazione. Di certo non si potrà aggrappare solamente al suo fromboliere, perché a centrocampo si nota una carenza di manovra, sebbene Soucek abbia garantito la solita dose di fisicità; Jankto bene ma potrebbe fare meglio. Chi invece continua a convincere è Coufal, terzino destro del West Ham in crescita esponenziale.
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