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- di Daniele Bettini

Guida turistica per l'Europeo itinerante: Baku


Baku è una Montecarlo d'Oriente e non solo per l'affinità dei circuiti automobilistici. La capitale azera ha due anime ma sa come coniugarle.


Baku è una Montecarlo d’Oriente. Non solo perché il Gran Premio di Formula 1 qui ospitato dal 2017 è quello che più si avvicina al monegasco, riuscendo comunque a doppiarlo quanto a divertimento messo in pista, ma anche perché la capitale e centro di commercio dell’Azerbaigian, una delle più antiche città d’oriente situata a ridosso del Mar Caspio, è contraddistinta da un ricco patrimonio storico-culturale e paesaggistico che si affianca a un ricco patrimonio. Punto. Nel senso che a Baku di soldi (la moneta è il Manat azero) ne girano parecchi.

Il golfo di Baku ricorda molto quello di Napoli, non a caso tra le due città c’è un gemellaggio che dura da ben 40 anni. Come spesso accade la città ha due anime: la parte vecchia strizza l'occhio al periodo medievale, omaggiandolo con delle rocche che si estendono sul perimetro del centro storico, mentre la parte nuova si unisce ad essa senza scendere a compromessi con un tipo di costruzione edilizia che richiama Dubai e a tutti gli altri emirati. Guardandola da fuori Baku appare come una città invisibile, proprio per come la concepiva Calvino.

L’Azerbaigian negli ultimi anni ha vissuto un ruolo sempre più cruciale nel panorama sportivo internazionale. Basti pensare alla Formula 1 che ogni anno viene ospitata all’interno del circuito cittadino di Baku. Il circuito è studiato nei minimi dettagli affinché spettatori e appassionati possano ammirare i migliori scenari della città, tra una staccata e l’altra delle monoposto più veloci di sempre. Con i suoi 6.003 metri di lunghezza, il tracciato sorge quasi interamente sotto il livello del mare e permette di ammirare l’urbanistica cittadina nel migliore dei modi. Il record assoluto del circuito è di 1'40"495 stabilito da Valtteri Bottas su Mercedes.

UN POSTO A BAKU: LA TORRE DELLA VERGINE

Baku è un giano bifronte che muta a seconda del punto di vista con cui la si guarda. Ci sono fasi delle passeggiate nella periferia di Baku in cui guardando rapidamente a destra e sinistra per attraversare la strada, si può avere la sensazione di essere contemporaneamente nel 1850 e nel 2074 e per questo motivo scegliere il posto migliore da inserire in questo paragrafo è soprattutto una questione di attitudine. Noi siamo di indole romantica e quindi propendiamo per la sponsorizzazione della "città vecchia", simboleggiata dalla Torre della Vergine, dal 2000 patrimonio dell'UNESCO. La Torre della Vergine ha la grande qualità di saper rappresentare le varie culture presenti a Baku con la presenza in loco di Zoroastriani, Sassanidi, Arabi, Persiani, Shirvani, Ottomani e Russi. Dalla sua cima si ha una delle visuali più belle del Golfo di Baku e si può godere di splendidi tramonti sul Mar Caspio. Il monumento è ovviamente il più famoso di tutto l'Azerbaigian e infatti è raffigurato sulla banconota da 10 manat, la più utilizzata nel paese.

COSA MANGIARE A BAKU

L'Azerbaigian possiede una biodiversità piuttosto sviluppata che rende possibile la produzione di una moltitudine di alimenti e la costruzione di una cucina di cui non si parla quasi mai, ma è una delle più interessanti di quella parte di mondo. La carne è la grande protagonista della cucina azera, soprattutto quella di agnello. Nel bastirma, per esempio, questa viene affumicata e condita con numerose spezie per poi essere cucinata a fuoco lento dentro affascinanti pentole di rame. Altri piatti tipici degni di nota sono i dolma, involtini di foglia di vite farciti con carne macinata, riso e spezie, e il borek, che assomiglia molto a una torta salata.

LO STADIO OLIMPICO DI BAKU

Lo stadio scelto per rappresentare l'Azerbaigian in questi Europei è l'Olimpico di Baku. Iniziato nel 2011, in occasione del 100° anniversario della nascita del calcio azero, lo stadio è stato inaugurato nel 2015. La capienza, dagli iniziali 69.780 spettatori sarà ridotta a 31.000. Nel 2019 l'Olimpico di Baku è stato il palcoscenico della finale di Uefa Europa League, il derby inglese tra Chelsea e Arsenal stravinto per 4-1 dalla formazione allenata, al tempo, dal “nostro” Maurizio Sarri. Uno stadio non contraddistinto da grande fascino (ma “amico” dell’Italia, che vinse 3-1 nel2015) edificato all’interno di una città gioiello che sta diventando una delle mete mondiali più ambite dai turisti di tutto il mondo.

LE PARTITE IN PROGRAMMA

A Baku si disputeranno tutte le partite del girone dell'Italia in cui non sono coinvolti direttamente gli Azzurri. Si comincia l'11 giugno alle 15.00 con Galles-Svizzera, si prosegue il 16 giugno alle 18 con Turchia-Galles e si conclude il 20 giugno sempre alle 18.00 con Svizzera-Turchia. Poi lo stadio prenderà fiato fino al 3 luglio, quando ospiterà un quarto di finale in cui con molte probabilità sarà di scena l'Olanda.

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