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2 min

- di Leonardo Salvato

Considerazioni sparse post Inghilterra-Croazia (1-0)


L'Inghilterra c'è e batte un solo colpo, ma con la giusta prepotenza per avere la meglio di una Croazia cui manca qualcosa davanti per essere incisiva.


- L'Inghilterra parte forte e dopo cinque minuti di gioco può già rammaricarsi per il legno colpito da Foden. Col procedere dei minuti però è costretta, un po' per l'opposizione della Croazia, un po' per il caldo sole pomeridiano di metà giugno, a scendere a ritmi più blandi. Ritmi ai quali la squadra di Dalic riesce con successo a togliere campo agli esterni avversari;

- La sensazione però è che, presto o tardi, l'Inghilterra sarebbe riuscita a spuntarla: dopo 56 minuti di gioco il castello difensivo dei croati crolla, il pallone riesce a viaggiare veloce fra le linee e a finire fra i piedi di Sterling: passa in vantaggio la squadra che aveva francamente meritato qualcosa in più;

- La Croazia sembra aver perso lo smalto di tre anni fa, quando proprio contro la squadra di Southgate ottenne il pass per la finale mondiale: son mancati i colpi di genio di Modric, dei quali la sua squadra ha necessariamente bisogno, ma anche qualcuno che davanti sappia essere un punto di riferimento: per quanto Rebic stia studiando da centravanti, è ancora indietro col programma, arrivando impreparato all'esame per essere il nuovo Mandzukic. Ecco, proprio due uomini come l'ex Juventus e Rakitic mancano tantissimo;

- Kane occupa poco l'area, ma svaria molto aiutando molto la squadra a sviluppare gioco. Chi però è stato determinante è Mount: se il giocatore del Chelsea riesce a ricevere fra le linee, allora l'Inghilterra cambia volto. Vedere giocare giovani come lui, Foden e Bellingham, legalmente non ancora autorizzato a guidare un automobile ma capacissimo di sostituire il bomber della sua nazionale per gli ultimi dieci minuti di match, sono una gioia per gli occhi. Oltre a rappresentare una bella ipoteca sul futuro dei tre leoni;

- Senza strafare magari, ma l’Inghilterra c'è e batte prepotentemente il colpo: le scelte di Southgate in fase di convocazione avevano lasciato un po' perplessi, ma i bianchi fedeli di sua maestà confermano le impressioni di chi li vedeva come favoriti per il torneo. Siamo curiosi di sapere chi domani, fra Scozia e Repubblica Ceca, saprà approfittare del passo falso dei vice-campioni del mondo, chiamati già alla prossima a una gara da dentro o fuori.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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