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2 min

- di Stefano Summa

Considerazioni sparse post Adesanya vs Vettori 2


"The Italian Dream" fallisce il suo appuntamento con la storia, finendo ancora vittima della classe e del talento immenso di Israel Adesanya nella rivincita titolata a UFC 263.


- Il sogno italiano si interrompe sul più bello a Glendale, Arizona. Marvin Vettori non riesce a realizzare l’impresa più desiderata dagli appassionati italiani di Mixed Martial Arts, cedendo il passo a Israel Adesanya nel main event di UFC 263. Sconfitta netta e sostanzialmente meritata dal nostro principale rappresentante in Ultimate Fighting Championship, surclassato dal campione in carica con i cartellini di 50-45, 50-45 e 50-45;

- Vettori tenta di accorciare attivamente la distanza nelle fasi iniziali del match, brandendo il jab sinistro come prima soluzione offensiva e un immediato destro a seguire. Adesanya lo tiene a bada con diversi leg kick ma corre subito qualche rischio su un calcio parato, facendosi rapidamente mettere giù da un cambio di livello di Marvin. Il quale però non riesce a stabilizzare la posizione al tappeto, tornando così nel terreno d’elezione del suo avversario, la battaglia tattica e metodica in piedi;

- “The Italian Dream” riesce a taggare il volto del rivale con singoli colpi ma la gestione dei ritmi e degli spazi resta prerogativa del campione in carica, come solito elusivo col suo aggraziato footwork ed efficace con le sue sfuriate offensive in arretramento. Da parte sua, Marvin non demorde e continua ad affrontare a viso aperto Adesanya. Tuttavia, la sensazione è che non abbia a disposizione un coniglio da tirare fuori dal cilindro per scardinare il gameplan di “The Last Stylebender”, puntuale nel negare ogni takedown tentato dall’italiano a bordo gabbia;

- Il terzo round inizia bene per il nostro connazionale, con un buon atterramento portato a termine in prossimità della parete. Apprezzabile ma purtroppo sterile però il successivo lavoro nel cercare di concretizzare la posizione dominante guadagnata, merito di un Adesanya molto attivo con la sua difesa schiena a terra e autore di uno sweep da manuale con avversario alle sue spalle in fase di grappling. Al danno di una ripresa che ricade nel solito trend tutto a favore del neozelandese, poi, per Vettori si aggiunge la beffa di ben due calci bassi incassati nel corso della ripresa, fortuiti ma non di meno fastidiosi per la sua missione disperata di rimanere aggrappato all’incontro;

- La scintilla per innescare un’azione che mandi all’aria lo spartito imposto da Adesanya non arriva neppure nei championship round, in cui Vettori fatica ancora a entrare in ritmo col proprio striking e portare la contesa al tappeto con profitto. Il nativo di Mezzocorona ha il merito di non arrendersi, impegno e un ottimo cardio non sono però sufficienti per risolvere il labirinto nel quale lo ha intrappolato “The Last Stylebender”, ancora vittorioso sull’italiano (i due si incontrarono già nel 2018) al termine dei 25’ spesi all’interno dell’Ottagono.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Classe ’90, giornalista pubblicista e collaboratore per testate locali, scrive e vive di sport: popolari, minori, americani, di combattimento, di lotta e di governo. Ha scritto su Fox Sports fino alla sua chiusura, sviscera il mondo delle Mixed Martial Arts sul podcast di MMA Talks.

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