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6 min

- di Leonardo Salvato

Guida turistica per l'Europeo itinerante: Amsterdam


Amsterdam, la capitale dei Paesi Bassi, è il simbolo della loro forza di volontà: una città che la natura non voleva neppure che esistesse, dall'"alto" dei 2 metri sotto il livello del mare su cui si trova, ma che invece si erge "valorosa, determinata e misericordiosa" in tutta la sua magnificenza, il suo fascino fiero e gli occhi aperti verso un mondo nuovo.


Esistono luoghi che sono naturalmente aperti alle novità, dove il mondo viene visto con occhi diversi capaci di spingersi più in là, verso orizzonti ancora inesplorati e desiderosi di farsi scoprire. Amsterdam è il luogo dove una nuova prospettiva è possibile, terreno fertile per nuove idee, nuove prospettive, rivoluzioni che possono fiorire e prendere piede.

Poco lontano dalla stazione centrale di Amsterdam, una delle principali porte della città, si trova ancora in mare l'"Amsterdam", fedele riproduzione di un galeone della Campagna delle Indie Orientali: è solo un'attrazione di un museo, quello dedicato appunto alla storia della navigazione, arte nella quale gli abitanti della città sono stati maestri nei secoli scorsi e viatico perché i Paesi Bassi raggiungessero, fra XVII e il XIX secolo, il loro massimo splendore economico e commerciale; ma sembra essere ancora lì, pronto a salpare verso nuovi orizzonti, nuove vie per esplorare l'ignoto. Un simbolo della vocazione a guardare più in là, oltre i confini predefiniti e i limiti comuni, e spingersi lì con coraggio, pur se in balia delle onde.

Non è però solo il mare e ciò che è al di là di Amsterdam, ma è soprattutto ciò che c'è sulla terraferma (che gli abitanti hanno ricavato con tenacia, sottraendola proprio al mare), fra i canali che attraversano il ventre cittadino, a rendere memorabile la vostra visita. Innanzitutto però c'è bisogno del mezzo di trasporto adatto: la bici sarà la vostra più fedele compagna fra le strade e le piazze di Amsterdam, che non a caso è una delle città più ciclabili dell'intero continente.

Tipica cartolina di Amsterdam, con le immancabili bici: talmente numerose da rapprsentare addirittura un problema

Una volta inforcata la vostra bici, Amsterdam si offre nella sua interezza per le richieste e le esigenze di tutti, e tutto rigorosamente a portata di pedale: vi piacciono i luoghi all'aria aperta, in cui trascorrere la vostra giornata respirando aria pulita immersi nel verde? L'Amstelpark e il Vondelpark sono ciò che fa al caso vostro. Se invece è la magnificenza degli edifici e la loro imponente architettura a colpire il vostro cuore, la vostra destinazione ideale è piazza Dam, dove troverete capolavori del barocco locale come il Palazzo Reale e del gotico brabantino come la Nieuwe Kerk. Al contrario, se a una città non chiedete altro che innamorarvi delle sue vie, perdervi fra le sue particolarità e lasciarvi guidare solo ed esclusivamente dai vostri piedi, anche in questo caso amerete perdervi fra i vicoli delle Negen Straatjes, nove piccole stradine ricche di negozi tipici incastonate fra i canali delle città. Un quartiere eletto dall'UNESCO a "sito patrimonio dell'umanità".

Nel frattempo si è fatta sera e, sperando non siate troppo stanchi, non potrete evitare di buttarvi a capofitto nella vita notturna di Amsterdam: mete obbligate sono Rembrandtplein e Leidseplein, le piazze che più di tutte hanno da offrire ristoranti, birrerie, discoteche, locali con musica dal vivo, giocolieri, artisti di strada e i noti coffee-shop, ingrediente fondamentale per la rinascita, a cavallo fra gli anni sessanta e settanta, vissuta dalla città presso vere e proprie fumane di hippie, giovani e turisti, attratte proprio dalla tolleranza mostrata dalla città nei confronti della cannabis e della prostituzione (a questo proposito, ad Amsterdam vi attende anche De Wallen, uno dei più grandi e conosciuti quartieri a luci rosse del mondo).

UN POSTO AD AMSTERDAM

Amsterdam è però anche una città d'arte: su Museumplein, spazio pubblico immerso fra i prati, adibito anche ad ospitare festival e manifestazioni di vario tipo, e bagnato da uno stagno sul quale, quando le rigide temperature invernali ne causano il congelamento, viene allestita una pista da pattinaggio, si affacciano i tre maggiori complessi museali della città: lo Stedelijk Museum, dedicato all'arte contemporanea, il Rijksmuseum, che ospita la più grande collezione di dipinti risalenti al cosiddetto secolo d'oro olandese, e il Van Gogh Museum, dove è conservata la più ricca collezione dell'artista olandese. Un museo che è come un diario personale, le cui pagine sono le tele lasciate in eredità dall'artista, tanto talentuoso quanto tormentato, incompreso, addirittura disprezzato in vita.

Passeggiare fra i corridoi della pinacoteca ci consente infatti di intraprendere un viaggio lungo la vita del pittore, particolarmente presente nelle sue opere e nel suo stile: l'infanzia e la formazione austera e di stampo religioso impartita dal padre, e gli stati emotivi, che spaziano fra la vicinanza e il tentativo di ridare dignità ai miseri (come ne I mangiatori di patate), l'inquietudine e l'angoscia delle tre strade senza via d'uscita spazzate via dalla tempesta che incombe, protagoniste del celebre Campo di grano con volo di corvi, ma anche la serenità, la pace e la genuina sensazione di gioia e felicità che l'artista provò alla notizia della nascita del suo nipote omonimo, figlio dell'amato fratello Theo, che sembrano pervadere anche noi osservatori dinanzi al Ramo di mandorlo in fiore.

Ramo di mandorlo in fiore, V. van Gogh: 73,5x92 cm, olio su tela.

COSA MANGIARE AD AMSTERDAM

Dopo tutto ciò che ci siamo detti di entusiasmante sulla capitale dei Paesi Bassi, è ora il momento di passare alle dolenti note: la cucina olandese non è certo fra le più famose al mondo, e nemmeno fra le più ammalianti per i palati fini e per certi versi viziati di noi italiani. Tuttavia abbiamo bisogno qualcosa con cui mandare giù la birra, di cui la città è fornitissima (non solo la commerciale Heineken, la cui fabbrica è aperta al pubblico e si trova a Stadhouderskade, nel quartiere De Pijp, ma anche un micromondo di birre artigianali locali o importate dal vicino Belgio), per cui non ci resta che assaggiare senza pregiudizi le prelibatezze che la città ha da offrire, con la possibilità di restare piacevolmente sorpresi.

Oltre a una nota tradizione in fatto di formaggi e le sostanziose frites, ovvero le patate fritte (il più classico degli street-food) accompagna da salse che vanno dalla più classica maionese fino ai più ricercati ketchup aromatizzati al curry o una salsa agrodolce aromatizzata alle arachidi; i piatti forti degli olandesi prevedono lo Stamppot, piatto locale a base di crauti, carota e cipolla accompagnati da salsicce, e il Rijstaffel, un piatto a base di riso originario dell'Indonesia, ex colonia olandese la cui cucina ha influenzato quella dei colonizzatori. Per concludere niente di meglio di un dolce: va assolutamente assaggiato lo stroopwafel, composto da due deliziose cialde unite da sciroppo dolce.

Un tipico Stamppot olandese

LA CATTEDRALE OLANDESE: JOHAN CRUIJFF ARENA

Parlare dell'arena calcistica cittadina, eretta nel 1996 in sostituzione dell'ormai vetusto De Meer, significa inevitabilmente spendere due parole sul suo eponimo: olandese fino al midollo, e in quanto tale mai banale neppure in un'attività che spesso si cerca di banalizzare come un semplice prendere a calci una sfera di cuoio, Johan Cruijff è stato simbolo della rivoluzione che le sue squadre, l'Ajax e la nazionale oranje, hanno impresso a fuoco nel gioco del calcio. Dopo l'intervento di Cruijff infatti - che fu prima calciatore sopraffino capace di combinare come mai prima di allora virtuosismo tecnico e velocità di pensiero ed esecuzione del gesto atletico, poi allenatore di altrettanto successo quando ha saputo adattare alla panchina la sua eccezionale capacità di vedere il gioco prima degli altri e anticiparne le mosse - il calcio non è stato più lo stesso, al punto che ancora oggi tutti, in maniera consapevole o meno, giocano il calcio nato nella testa e nei piedi del figlio del verduraio di Betondorp.

A Johan Cruijff è dedicato "Il Profeta del gol", uno dei più bei documentari sportivi mai prodotti in Italia (e non solo), con la prestigiosa firma di Sandro Ciotti. Se amate il calcio, molto difficilmente troverete un modo migliore per trascorrere i prossimi 105 minuti.

Lo stadio, precedentemente noto com Amsterdam Arena e intitolato al più grande calciatore olandese di sempre un anno dopo la sua morte prematura, è con i suoi 55mila posti il più capiente dei Paesi Bassi, ed uno dei più belli e confortevoli dell'intera Europa. Piccola curiosità: fu il primo stadio europeo a dotarsi di tetto retrattile, sostenuto da due pannelli del peso di circa 400 tonnellate l'uno e delle dimensioni di 40 x 118 metri. I pannelli possono chiudere e riaprire lo stadio in 18 minuti, grazie all'aiuto di otto motori.

Avevate ancora qualche dubbio che i primi ad arrivarci sarebbero stati gli olandesi?

LE GARE IN PROGRAMMA

La Johan Cruijff Arena ospiterà tre gare del girone C, in cui gli appassionatissimi tifosi oranje faranno sentire tutto il loro sostegno ai propri beniamini contro Ucraina il 13 giugno, Austria il 17 giugno e Macedonia del Nord il 21 giugno. Dopodiché Depay e compagni, a prescindere dal loro cammino, dovranno separarsi dal loro pubblico, ma lo stadio non chiuderà i battenti: c'è in programma un'ultima gara per il 26 giugno, per un ottavo di finale che vedrà impegnata la seconda classificata del girone A (i cui componenti non vi elencherò perché suppongo li conosciate già a memoria) e la seconda classificata del girone B, che sarà quindi una fra Belgio, Danimarca, Russia e Finlandia.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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