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4 min

- di Giacomo Zamagni

Un Europeo speciale per l'Inghilterra fra speranze, razzismo e stanchezza.


La nazionale inglese ha affrontato la Romania a Middlesbrough nell'ultima amichevole prima dell'inizio di Euro 2020 in un clima surreale. Il pubblico di casa ha fischiato i suoi beniamini per essersi inginocchiati come atto anti-razzista. Barney Ronay ne ha scritto sul The Guardian tracciando uno spaccato del momento che la sua nazionale e, soprattutto, il suo Paese stanno vivendo.


I calciatori della nazionale romena hanno deciso di inginocchiarsi al Riverside Stadium per mostrare solidarietà ai propri ospiti inglesi. Mentre le proteste chiassose e piene di rabbia riecheggiavano intorno al campo da gioco, i rumeni devono essersi domandati in che guaio si erano andati a cacciare. Che razza di paese strano, contorto e all’arrovescia è questa Inghilterra? È sempre stata così?

Benvenuti nell’Inghilterra del 2021. Divisa, aggressiva, autodistruttiva e ridotta – dalle formalità di una partita di calcio – a discutere sul concetto di “inglesità” fino a collassare. Così è l’Inghilterra a una settimana da un Europeo praticamente in casa e a due settimane dalla grande liberazione dopo un anno dominato dall’ansia e dall’isolamento. Questa è l’Inghilterra, e tutto andrà bene. Forse.

C’è mai stato un preludio tanto teso, confuso e completamente assurdo ad un torneo fra nazionali? Ovviamente no. Il mondo stesso non è mai stato così rimbambito nel tentativo di dare forma a un evento di intrattenimento di questa portata.

Non è colpa di Gareth Southgate se il calendario calcistico è stato così brutale, se i giocatori sono arrivati esausti alle convocazioni e se il paese è riuscito a fomentare così tante persone palesemente confuse dal significato di parole come tolleranza e uguaglianza. Ma tant’è. Alla fine di una partita caotica e fortunata persa dalla Romania per 1-0, l’Inghilterra ha solo una settimana per prepararsi prima della partita d’esordio, nella fase a gironi, contro la Croazia. Fischiati dai loro stessi fan. La prima squadra a non aver mai perso da marzo a oggi.

Jordan Henderson, la grande speranza di Southgate a centrocampo, non è in condizione di giocare più di un tempo (e ha pure sbagliato malamente un rigore contro la Romania). Southgate non ha mai esitato e continua a parlare con chiarezza. Tuttavia, l’allenatore affronterà questo torneo con le dita incrociate e la sensazione di affidarsi alla sorte.

Prima, i fischi. Non c’è stata una risoluzione nonostante l’appello, chiaro e rispettoso, dello stesso Southgate alla civiltà. A Wembley sarà ancora così: la Nazionale inglese si inginocchierà.

Cosa fare ora? Ci sono problemi con questa protesta. Nessuno va più d’accordo su niente. C’è chi pensa che non sia un gesto necessario, chi crede la discriminazione sia esagerata o persino una cosa buona. È lecito sentirsi confusi davanti a un’industria che predica la disparità e a uomini che guadagnano 350 volte di più della media nazionale in un paese in cui c’è ancora gente che patisce la fame. Questi sono spunti di discussione.

Ma il pubblico che fischia un semplice gesto contro il razzismo è vergognoso e tossico. Fischiare dei ragazzi, i tuoi ragazzi, che subiscono costantemente attacchi razzisti è doppiamente vergognoso. Fingere che si tratti di un tentativo di “allontanare la politica dal calcio”, o che il subdolo “marxismo” sia una minaccia allo stile di vita britannico è da vigliacchi e da ipocriti.

Dopo l'episodio, il Primo Ministro inglese Boris Johnson, nonostante il rammarico per le contestazioni alla nazionale, ha espresso il suo supporto al diritto individuale di protestare pacificamente. Johnson ha poi affermato di preferire le "azioni ai gesti" per combattere il razzismo; tutto attraverso un portavoce ufficiale.

Bisogna ricordarsi che il calcio non è che l’amplificazione della società in cui viviamo. Se negli stadi ci sono razzisti, scemi e gente senza il benché minimo senso di compassione, è perché queste persone esistono anche fuori dagli stadi. I danni che provocano non sono limitati al calcio, né tamponati da esso. Non sono nemmeno così rilevanti per il calcio. Lo sport ci deve convivere, perché non esiste un’altra attività umana in grado di dare tanta visibilità a questo concerto dell’odio.

Chi dovrebbe realmente occuparsi di trovare una risposta a questo livello di dissonanza e di rabbia è chi sta al potere: i governi alternatisi negli ultimi venti anni; il ceppo malato all’interno dei media inglesi (e non); e tutti quei focolai di ignoranza e intolleranza che ogni tanto scoppiano.

Si è giocata anche una partita di calcio a Riverside, più o meno. La formazione era quella delle riserve dell’Inghilterra. È inutile criticare Southgate per questo, visto che sa benissimo quanto i suoi giocatori siano affaticati e non ancora in condizione. Non c’è mai stata una stagione come questa o, ancor meno, un Europeo come quello di quest’anno.

Tuttavia, è difficile non vedere il calo di concentrazione mostrato. La selezione dei 26 è sembrata lacunosa in quanto a velocità di pensiero, presenza ridondante in certi ruoli, presenza di alcuni “bravi ragazzi” infortunati e utilizzo giocatori già stanchi per riempire il riscaldamento. Nel 1958 ai Mondiali di Svezia, la Nazionale inglese era seguita da un uomo d’affari chiamato “Chalwyn”, un amico di Stanley Rous, al tempo segretario della Football Association, che poteva assistere agli allenamenti ogni volta che voleva. Forse questa è una situazione analoga?

Questi sono giocatori forti e l’Inghilterra è una squadra forte e per questo ci sono state delle note positive. Jack Grealish è sembrato intraprendente, coraggioso e divertente. Ha conquistato il rigore decisivo con una giocata intelligente. Un fallo ricercato, ma anche frutto di un pessimo lavoro difensivo.

I calci di punizione di Ward-Prowse sono stati precisi e pericolosi. Marcus Rashford ha mostrato buoni movimenti e ha calciato un rigore ottimo.

Rashford esulta dopo il rigore segnato.

Sam Johnstone ha effettuato una parata incredibile su un tiro dalla corta distanza. Henderson è entrato nel secondo tempo e non si è mai risparmiato. Con zero gol nelle precedenti 58 partite con la Nazionale, ha tolto la palla a Calvert-Lewin per tirare il secondo rigore in favore dell’Inghilterra al 77esimo. Henderson l’ha calciato davvero male e Niță, portiere romeno dello Sparta Praga, l’ha parato.

L’Inghilterra si trova di fronte a all’ignoto, il travolgente entusiasmo per una specie di Europeo in casa. Non ci sono regole. La selezione inglese non è mai sembrata tanto raffazzonata come oggi prima di una competizione internazionale. Eppure, la squadra è talentuosa, convinta e stranamente unita dal clima di ostilità generato da un gruppo chiassoso dei suoi stessi fan.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Giacomo Zamagni da Rimini: sportivo da divano e traduttore freelance. Cresciuto a pane e motori ho tradito la mia famiglia innamorandomi del calcio e di tutto ciò che prevede un pallone. Curioso per natura e accidioso per convenienza. Sogno Totti, Micky Ward, Jay Adams e Valentino Rossi. Amo i giusti, gli outsider e i folli.

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