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5 min

- di Antonio Mazzolli

Guida turistica per l'Europeo itinerante: Bucarest


Tra la dittatura e la rinascita, Bucarest è una città che sembra risplendere grazie ai suoi valori e alle sue contraddizioni. Per chi avrà il coraggio di partire senza preconcetti, potrà trovare nella capitale una città che sta recuperando il passo delle metropoli europee, con la sua modernità e la sua storia davanti ai suoi occhi. Ospiterà quattro partite della rassegna europea.


Quando sono andato in Romania con la mia famiglia avevo 17 anni ed ero reduce, l’estate precedente, da un altro viaggio sempre in Est Europa, in Polonia.

Capitai in Romania in occasione dell’ultima rassegna mondiale giocata dagli azzurri: mi stavo imbarcando sul volo per Bucarest quando si stava materializzando l’inattesa sconfitta dell’Italia contro il Costa Rica nella seconda partita del girone dei mondiali brasiliani. A dire il vero ebbi il tempo di ricevere la notizia che eravamo andati sotto a fine primo tempo, ma dovetti aspettare di atterrare per sapere che Balotelli e compagni non erano riusciti neanche a pareggiare.

La partita dell’eliminazione contro l’Uruguay la vissi invece a terra, anche se non mi trovavo più nella capitale (ci sarei tornato il giorno dopo per un’ultima visita e il rientro a casa).

La mia conoscenza sul paese si fermava agli stereotipi che tutti conosciamo, e non sapevo cosa trovarmi di fronte.

Bucarest è una città che nel corso dei secoli è sopravvissuta a numerosi cambiamenti, e ancora oggi rimane incastrata tra un passato comunista e un boom economico che l’ha trasformata in una delle città europee più moderne.

La città è un pout-pourri di vecchie dominazioni, stili e culture: la vera rinascita parte dagli anni Ottanta, quando la città viene ricostruita in pieno stile eclettico monumentale dopo il violentissimo terremoto del 1977. Anche se oggi sopravvivono palazzi e ville in stile liberty e art nouveau, oltre allo stile sovietico.

L’inizio del XX secolo fu il periodo d’oro, tanto da venir rinominata la “Parigi dell’Est”, ma prima la guerra, poi il sisma e successivamente la dittatura di Ceausescu hanno cancellato le tracce di un glorioso passato, in particolare gli edifici neoclassici e i grandi parchi (che però ancora oggi resistono in particolare il parco Herastrau).

Dagli anni ’90 in poi però è partita la rinascita. La città offre il suo tentativo di modernità nel centro storico chiamato Lipscani (attraversato dal fiume Dambovita), dove si trova comunque l’antica Corte principesca, oltre a numerosi locali e ristoranti che pullulano di turisti. Il tocco ortodosso viene dato dalla Chiesa di San Giorgio.

Le più importanti piazze sono Piata Revolutiei e Piata Universitatii: la prima è il luogo da cui Ceausescu pronunciò il suo ultimo famigerato discorso con la folla che lo osteggiava, la seconda contiene edifici universitari e istituzioni governative, e sono un simbolo degli scontri avvenuti nelle rivolte tra 1989 e 1990.

Un consiglio? Se volete vedere e toccare con mano la vera Bucarest cenate una sera al “Caru cu bere” la birreria-ristorante più suggestiva di Bucarest, che mantiene ancora oggi tutto il sapore e l’atmosfera della vecchia Romania di inizio Novecento, a partire dagli arredamenti fino alle divise dei camerieri.

L’impressione che lascia questa città è quella di essere rapidamente nei processi politici europei e nel mercato globale che sembra non aver avuto il tempo di affrontare ed elaborare completamente il proprio recente passato, nonostante il mostruoso impatto che ha avuto Ceausescu su questa città, visibile tutt’oggi, nello sfarzo e nella megalomania delle costruzioni della capitale.

FOCUS SU UN MONUMENTO

Palazzo del Parlamento: è l’espressione maggiore della megalomania dittatoriale di Ceausescu. E’ il secondo edificio amministrativo più grande al mondo dopo il Pentagono di Washington. Costruito dal 1984, quando il Comunismo era ancora lontano dalla sua conclusione, il palazzo conta 12 piani e si estende per 330.000 m2 . Per costruirlo furono abbattuti ospedali, alloggi e campi sportivi.

Il dittatore Ceausescu non vide mai la fine di questa opera, che terminò nel 1994, quando divenne sede delle Camere del Senato e dei Deputati.

L’edificio svolge oggi numerose altre funzioni, ad esempio, è spesso utilizzato come centro conferenze. La piccola sezione aperta al pubblico presenta arredi sontuosi: enormi lampadari in cristallo, mosaici e decorazioni in foglia d’oro scintillano in ogni angolo. Fu concesso soltanto l’utilizzo di materiali rumeni, tra cui un milione di metri cubi di marmo, 3.500 tonnellate di cristallo, 700.000 tonnellate di acciaio e bronzo, 900.000 metri cubi di legno e 200.000 metri quadrati di moquette. Vi sono circa 1.000 stanze e innumerevoli atri, passaggi, imponenti scale e non meno di 40 ascensori. Ha otto livelli di sotterranei, l’ultimo dei quali collegato con un bunker antiatomico.

Meravigliosa la vista dall’edificio stesso, che dà sui giardini del palazzo. Non è certo quale sia stato il costo, ma si parla di circa 3 miliardi di euro.

PIATTO TIPICO

Cucina tipicamente casalinga che si ispira ai popoli vicini o agli invasori passati tra turchi, tedeschi, ungheresi e slavi. I principali piatti sono a base di carne di maiale (mici o shoarma), ma il piatto tipico universalmente riconosciuto è la ciorba. Si tratta di un gruppo di minestre acide realizzate con carne, ortaggi vari o funghi.

Ne esistono diversi tipi: la ciorba de burta, la ciorba de perisoare e la ciorba de legume. La preferita dei romeni sembra essere la prima. Ingredienti: trippa e un leggero sentore di aglio, ma per dare il gusto acido non può mancare limone, aceto, crusca di frumento fermentata o succo di cavolo. Insomma, non ideale per la vita notturna.

LO STADIO

Arena Națională (o Arena Nazionale) è l’impianto sportivo che ospiterà gli Europei a Bucarest. Lo stadio è relativamente giovane, visto che la sua inaugurazione risale al 2011, in occasione di una gara della Nazionale contro la Francia nel mese di settembre.

Nasce sulle ceneri del vecchio Stadiolul National, costruito nel 1953. La decisione di ricostruirlo fu presa nel 2005, ma per circa un biennio, i fondi necessari all'opera furono insufficienti e le operazioni procedettero a rilento.

In più, fu deciso a progetto in corso, di dotare lo stadio d'un tetto retraibile del valore di 20 milioni di euro.

La struttura ospita le partite di Dinamo Bucarest e Steaua Bucarest (oltre a quelle della Nazionale romena) e contiene oltre 55mila spettatori, fino a un massimo di 63mila.

Il 9 maggio 2012 lo stadio ha ospitato la finale di Europa League, vinta dall'Atletico Madrid per 3-0 contro l'Athletic Bilbao.

CHE GARE OSPITERA’

Nell’Arena Națională sarà possibile occupare il 25-33% della capienza dello stadio (quindi dai 15 ai 20mila circa). Le partite che ospiterà saranno le seguenti:

  • Girone C: Austria-Macedonia del Nord (13 giugno alle 18)
  • Girone C: Ucraina-Macedonia del Nord (17 giugno alle 15)
  • Girone C: Ucraina-Austria (21 giugno alle 18)
  • Ottavo di finale (28 giugno alle 21) tra la prima del gruppo F (quindi una tra Portogallo, Francia, Germania e Ungheria) e una delle migliori terze (tra i gruppi A/B/C).

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato nel 1997 nella provincia toscana e laureato in Scienze della Comunicazione a Siena. Innamorato del calcio grazie alla partita del Torneo di Viareggio che si giocava una volta all'anno nel mio paese e alle VHS con le sfide della Juventus per intero. Tifoso dei bianconeri, dell'Hockey Follonica (squadra della mia città) e della vecchia Montepaschi Siena. Mi emoziona qualsiasi tipo di impresa sportiva e cerco di scoprire prima il lato umano e poi agonistico dei protagonisti nel mondo dello sport. In attesa di ricominciare a studiare, osservo, memorizzo e prendo appunti.

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