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3 min

- di Riccardo Verruso

Considerazioni sparse post 8a puntata di "Una Pezza di Lundini"


Grazie all'ottava puntata di "Una Pezza di Lundini" scopriamo finalmente la passione per gli ambienti di destra di Greta Scarano e le bellezze di un'altra meraviglia italiana: Castelluccio Viterno.


- Questa seconda stagione de "Un Pezza di Lundini" è un continuo crescendo di qualità, c'è poco da fare. Pensavamo che l'intervista a Bugo avesse fatto raggiungere ormai livelli mai visti per questo programma, e invece no. Lundini e i suoi autori hanno infatti deciso che il loro show dovesse continuare a stupire il pubblico a casa, quindi ecco che ci "droppano" la hit estiva "Sgrava questo miracolo", ci omaggiano con il ritorno sulle scene del vate dell'indie Niccolò Contessa, fanno ballare l'ex Premier Cottarelli con i cinesi e infine il "Dopo Pezza". Sembra davvero che ogni puntata sia destinata a mostrare un contenuto o sketch con una scrittura qualitativamente superiore rispetto alle settimane precedenti: come conferma, basta analizzare l'intervista di ieri a Greta Scarano, con la quale si sono toccate punte di surrealismo da applausi;

- Commentando gli sketch e le gag estemporanee, la puntata ha sicuramente risentito del ritorno di Emanuela Fanelli, colonna portante del programma e personaggio comico completo. Ci era mancata e ci erano mancati i suoi interventi, essendo stata temporaneamente "relegata" ai soli teaser iniziali e alle continue "polemicozze" verso la produzione. Ieri è quindi tornata come ambasciatrice di Castelluccio Viterno, paese sui confini della Toscana: questa gag, che ci ha accompagnato per tutta la serata, mette in risalto una delle tanti grandezze di questo show, cioè la capacità di estremizzare al massimo i canovacci classici della tv generalista. Infatti, esaltando la Fanelli le "meraviglie" di questa località fittizia, ci mostra proprio come i numerosi programmi sul palinsesto Rai, soprattutto Rai 3, siano costretti a recitare veri e propri copioni solo per le "8 piovre", nobilitando oltremodo le tradizioni culinarie, gli usi e costumi di una località X sperduta in Italia. Inoltre, è apprezzatissima anche l'auto-citazione dello sketch Rai "L'estate romana di Gineprano", appartenente alla serie Pappagallo Eventi con Edoardo Ferrario e Valerio Lundini, con cui la Fanelli sponsorizza il festival "Ve…nite a Castelluccio Viterno";

- Venendo invece agli sketch video, torna il sempre ottimo medico Rapone con una gag forse un po' prevedibile, ma comunque divertente, e il nuovo format "Diventa ricco con Coletta", che fa della piacevole ironia sui guru per guadagnare online, aiutando gli utenti a "fare soldi, non i k". Sempre presente Contacting Bowie che ieri ci ha sinceramente divertito, grazie alla chiusura finale di Gori dopo il climax dei match musicali.

- Come anticipato, il momento topico della serata è stato l'intervista a Greta Scarano, attrice per il cinema con Suburra o la trilogia Smetto quando voglio, ma anche di fiction come "La linea verticale", tratta dal libro di Mattia Torre (uno dei tre autori di Boris), o il più recente "Speravo de morì prima". Dopo la scheda di Gori sempre di livello, l'intervista ha inizio e, sin da subito, vengono inanellate una serie di battute e giochi di parole pregevoli, come il riferimento al caso Rula Jebreal e l'equivoco sul titolo della serie su Totti. Successivamente, Lundini ci trascina nel suo viaggio surreale con i titoli che scorrono in sovrimpressione, tanto cari a programmi "contenitore" come La vita in diretta, che hanno lo scopo di riassumerci le vicende raccontate in maniera estremamente scandalistica e spesso superficiali. È proprio qui che l'intervista subisce il suo punto di svolta, trascendendo la triste realtà del trash all'interno del palinsesto Rai e avviando una metanarrazione dei pensieri dell'ospite, culminando in momenti di silenzio che possono essere riempiti solo dalle nostre risate e applausi. Come fa Lundini ad essere così avanti? Come fanno gli ospiti ad essere così bravi nel non ridere costantemente?;

- La seconda intervista, per concludere, ha come ospite la band bergamasca dei Pinguini Tattici Nucleari, già intervistati nel 2019 da Lundini per conto di un format lanciato dalla SIAE dedicato al concerto del Primo Maggio. Nonostante quest'intervista non risulti memorabile come la precedente, riesce comunque a farci ridere grazie ai deliri non sense del frontman Riccardo Zanotti con le sue risposte - durante i quali neanche lui riesce a rimanere serio -, ma anche grazie agli inside joke e ai riferimenti storico-musicali. In particolare, è da apprezzare la trovata del dono delle fave al tastierista della band, siccome "Fave Club" è il nome del fan club di "Elio e le Storie Tese" e, in aggiunta, chi riceve il dono si chiama proprio Elio, Elio Biffi. Ultima considerazione è per il momento musicale, con cui Lundini sempre riesce a tirare fuori dal cilindro pezzi sconosciuti ai più, questo in stile Vazzanikki, che racconta con fare umoristico il leimotiv della second intervista sullo scandalo legato agli ambienti omosessuali degli anni 60.

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