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6 min

- di Matteo Orlandi

Rinascimento inglese


In Inghilterra sembra splendere il sole.


Il monopolio europeo sul calcio mondiale iniziato da una ventina di anni ha visto la spartizione di una torta di cui tutti sono più o meno riusciti a mangiare una fetta, ad eccezione dell'Inghilterra. Mondiali per Italia, Germania e Francia, doppietta per la Spagna, un Europeo per il Portogallo, finali mondiali prestigiose per Croazia e Olanda. Tutti hanno vissuto il loro momento, tranne i padri del football. L’Inghilterra è una squadra che ormai guardiamo con occhi sospetti e sfiduciati, chiedendosi non tanto se ce la potrà fare, quanto piuttosto perchè non ce la farà nemmeno stavolta.

Questo Europeo peró, con finale nel giardino di Wembley, non poteva arrivare in un momento storico migliore per il calcio inglese.

LA ROSA

Era da circa un ventennio che non arrivavamo ad una manifestazione internazionale con tante aspettative e tanto hype sull'Inghilterra. Finita a bocca asicutta l'era di Beckham, Lampard e Gerrard, i Tre Leoni si trovano immersi dentro un rinascimento eccitante. Le convocazioni di Southgate non necessitano di tante presentazioni; questa squadra è fortissima, straborda di talento sulla trequarti, è piena di giocatori al culmine della maturità e di giovani con un bagaglio potenzialmente illimitato. Basta limitarsi all'attacco per capire la qualità assoluta della materia prima. Sancho, Foden, Kane, Sterling, Grealish, Rashford, Mount, Saka, Calvert-Lewin.

A buttarli tutti così nella mischia ricordano più una squadra da FUT, da videogioco, piuttosto che una rosa da mettere in campo con criterio; e infatti, proprio una certa evidente asimmetria strutturale rischia di creare qualche cortocircuito nel calcio di Southgate. Tanti giocatori sono similari nelle loro caratteristiche (ci sono tantissime mezzale di possesso), tanti ruoli sono coperti fin troppo (quattro terzini destri, perchè), tanti altri sono modesti numericamente e diverse zone di campo sembrano strutturalmente inferiori, prive di qualità necessaria. A centrocampo soprattutto è evidente l'assenza di un po' di fisico e di fosforo, di un giocatore di esperienza in grado di portare ordine e qualità, abile in entrambe le fasi. Quel ruolo dovrebbe essere di Henderson che peró fisicamente è lontano da una buona condizione.

COME GIOCA

Southgate è un allenatore preparato, lanciato con un pizzico di fortuna su questa panchina che ha peró poi saputo meritarsi con risultati più che buoni. In Russia ha riportato l'Inghilterra tra le prime quattro squadre del Mondo dopo Italia 1990 e oggi ha di fatto un’ approvazione plebiscitaria nella nazione. E' un uomo mite, paziente, che sa costruire e che ama stabilizzarsi nello stesso posto. Lo dimostra la sua carriera, che lo ha visto cambiare solo tre squadre e lo dimostrano le sue soporifere conferenze stampa.

La sua Inghilterra è una squadra mai particolarmente divertente da vedere, mai troppo brillante e spesso dicotomica tra la sua volontà di costruire un calcio sempre al passo con le intuizioni più brillanti del suo campionato e una natura prettamente difensivista che soprattutto nelle fasi più delicate non riesce a non emergere. La grande sfida di Southgate è soprattutto però quella di doversi porre al servizio di una materia umana in evoluzione continua, quasi perenne; l'Inghilterra è una squadra gonfia di giocatori acerbi, con pochissime presenze in nazionale, inevitabilmente non ancora integrati nel sistema e nelle idee di Southgate. Le ultime esplosioni di giocatori ipermoderni e iperduttili come Saka, Foden, Rice e Bellingham (che un anno fa difficilmente sarebbero stati convocati) hanno portato benzina nuova nel motore; il tempo per affinarli però è ben poco. La velocità di ricambio nel calcio inglese è francamente impressionante. Nel vedere i convocati di Russia 2018 vediamo giocatori che sembrano appartenere ad un'altra era calcistica come Welbeck, Rose, Dele Alli o addirittura Fabian Delph. 

Questo frullatore di talento non sarà facile da gestire. Ultimamente abbiamo visto un 4-3-3 di ultimo grado guardioliano, dotato di grande qualità in fase di possesso e con una certa libertà di svariare sull fronte offensivo, pur mantendo al centro immutabile il totem e capitano Harry Kane; se davvero verrà utilizzato questo modulo (che potrebbe però facilmente variare verso un più aggressivo 4-2-3-1), interessante sarà soprattutto l'utilizzo che verrà fatto di giocatori ibridi come Mount, Grealish o Bellingham, in grado di occupare tante zone di campo con compiti diversi. Southgate potrebbe anche optare per una soluzione super sexy, con due mezzale ipertecniche come Mount e Grealish intorno ad un centro di gravità permanente che potrebbe rispondere al nome di Jordan Henderson, pilastro di Southgate ma a lungo infortunato e decisamente ancora lontano dal top della condizione fisica.

Più probabilmente invece se sarà 4-3-3, una maglia da titolare verrà probabilmente riservata alla forza fisica di Declan Rice, esploso quest'anno nel calcio rugbistico del West Ham di Moyes e forse unico giocatore in rosa che sembra essere “davvero” inglese nel senso più stereotipato del termine. Prevediamo di vedere un bel po’ di minuti anche da parte di Ward Prowse, non un fuoriclasse ma un ragazzo di grande affidabilità, con caratteristiche di letture e di equilibrio uniche nella rosa inglese. Davanti poi non resta che fare la conta: Anche bendato Southgate non potrà in ogni caso sbagliare, la qualità è troppa. Nelle retrovie l'assenza per infortunio di Alexander Arnold per infortunio (il giocatore in Europa che guadagna più metri palla al piede per capirci, non uno qualunque) dovrebbe comunque essere ben anestetizzata da una batteria di terzini destri profondissima, che va dalla corsa campestre di Reece James all'iperatletismo tecnico di Kyle Walker, il papabile titolare. C'è poca scelta invece nel pacchetto dei centrali; decisive saranno le condizioni di Maguire, alle prese da mesi con problemi fisici, tanto che lo stesso Southgate ha dichiarato che difficilmente sarebbe stato convocato con le rose a ventitre. Di fianco al maturato Stones, autore della sua miglior stagione in carriera, si giocheranno almeno nelle prime partite una maglia Mings e Coady, a meno di un arretramento dello stesso Rice.

LA STELLA

Se c'è, nella pletora di stelle d'oltremanica, un nome che merita un occhio di riguardo speciale, quel nome non può che essere quello di Phil Foden, la next big thing del calcio europeo. Esploso come una supernova nella doppia semifinale di Champions contro il Psg, Foden in pochi mesi ha eclissato le stelle di Rashford e Sterling (panchinato anche da Guardiola di fatto in suo favore) e si è preso di prepotenza il ruolo di giocatore con più aspettative del lotto british, arrivando a questa prima competizione internazionale con il sogno di replicare la frustata data da Mbappè nel Mondiale russo.

Schierato largo nel 4-3-3 di Southgate, sarà intrigante vedere Foden duettare con una punta verissima come Harry Kane. Da una loro compatibilità, fin qui nulla più che presunta visto che Foden ha solo sette presenze con la nazionale inglese, dipenderà molto dell' Europeo dei Tre Leoni. 

LA SORPRESA

Sarebbe fin troppo facile fare il nome di Jude Bellingham, il ragazzo più giovane mai convocato in una manifestazione internazionale dall'Inghilterra. Le sue caratteristiche lo vedono un po' schiacciato nel centrocampo di Southgate, ma avrà il suo spazio e i suoi minuti.

Ci intriga invece di più vedere l'utilizzo di Bukayo Saka, una delle poche note positive venute fuori dall'ennesima stagione balorda dei Gunners. Schierato da Arteta in praticamente ogni porzione di campo possibile e immaginabile, (dal terzino alla mezzala, dalla mezzapunta all'esterno puro), Saka dovrebbe essere utilizzato in maniera più classica da Southgate, che ha dimostrato di vederlo un esterno sinistro purissimo. Lanciato titolare contro l'Austria, Saka ha risposto con una grande prestazione impreziosita dal primo gol in maglia inglese e che lo ha visto avanzare di diverse posizione nelle gerarchie del ct; la sua capacità secca di saltare l'uomo lo rende un jolly impazzito da schierare contro le squadre più chiuse. Ci auguriamo di vederlo presto in un contesto più ordinato e meno confusionario.

Diamo un occhio di riguardo anche a Jack Grealish, uno dei giocatori più stilosi presenti nel palcoscenico calcistico europeo. Un infortunio in primavera lo ha tenuto fermo a lungo, rallentando la sua corsa all'Europeo; Southgate ha comunque voluto premiare la sua stagione e Grealish lo ha ripagato subito con una grande prova contro la Romania, nell'ultima amichevole pre Europeo. Ci piacerebbe vederlo come mezzala di possesso, magari insieme a Foden e Mount per osservare un trio dal tasso tecnico vertiginoso.

IL PRONOSTICO

L'Inghilterra è inevitabilmente chiamata ad un grande Europeo; non riuscire a replicare come risultato minimo la semifinale di Russia 2018, sarebbe inevitabilmente un fallimento per Southgate. Il laboratorio calcistico più competitivo, ricco e all'avanguardia d'Europa deve riuscire finalmente a produrre una nazionale vincente, senza più scuse. Il sorteggio del girone dovrebbe aver sorriso ai Tre Leoni. Croazia, Repubblica Ceca e Scozia sono tre nazionali molto fisiche e piene di insidie ma che non devono rappresentare un pericolo al primo posto e alle altissime ambizioni britanniche. Solo un flop al debutto contro la Croazia nel palcoscenico di Wembley potrebbe complicare la corsa inglese; eppure vincere il girone potrebbe rivelarsi un boomerang molto pericoloso. Gli incroci infatti vedono la vincitrice del Gruppo C confrontarsi contro la seconda classificata del Girone F, il girone di ferro con Portogallo, Germania e Francia tutte dentro; decisamente più morbido sulla carta sarebbe invece l'incrocio in caso di seconda posizione, dove potrebbe aspettarla con alte probabilità una tra Svezia, Polonia e Slovacchia.

Per una squadra così giovane e così in evoluzione, la sensazione è che più tardi vengano incontrate le big e meglio sarebbe, fornendo maggior tempo a Southgate di trovare il giusto dosaggio per i suoi ragazzi. I margini di miglioramento sono tantissimi, ma il tempo è molto, molto poco.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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