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- di Eduardo Magarelli

Considerazioni sparse post Sinner-Nadal (5-7 3-6 0-6)


La terza sfida in pochi mesi, sempre su terra rossa, finisce con un K.O. tecnico. Si prospettava la versione migliore di Sinner, figlia delle precedenti esperienze, sfortunatamente abbiamo assistito agli stessi errori negli stessi momenti delle altre sfide.


- Nei due precedenti incontri Sinner aveva maturato si due sconfitte, ma in crescendo, ottenendo parecchie occasioni e mostrando un livello di tennis che sembrava potersi avvicinare al leggendario sfidante. Perciò la sconfitta di oggi brucia più delle altre. Nadal gli ha impartito una durissima lezione e Jannik esce con le ossa rotte. A fine match c'è delusione poichè tutti prospettavano una partita più equilibrata, almeno un set strappato a Rafa per confermare la crescita. Sinner ha vent'anni, tutta una carriera davanti ed un esperienza di solo un anno e mezzo nel circuito maggiore. Ma questa sconfitta può preoccupare, per due motivi;

- Il primo è la sinistra somiglianza dei tre primi set giocati tra i due. Per la terza volta in altrettanti match, Sinner va tremendamente vicino alla conquista del primo set, sciogliendosi sul più bello. Ha servito per un primo set lottato, in cui ha rimontato un Nadal non irresistibile, con parecchie insicurezze nel servizio e nel diritto lungolinea. Un vero peccato il game perso a zero sul 5-4 e servizio, con Jannik colpevole di un doppio fallo e due gratuiti, senza che Nadal dovesse far nulla per riprendere il set e poi vincerlo. Assolutamente troppi gli errori non forzati di Jannik, soprattutto con un diritto mai sembrato in questo torneo centrato. Errori messi in fila in un tragico parziale di OTTO game consecutivi per lo spagnolo tra primo e secondo set;

- L'altro fattore che può destare preoccupazione è stata la tenuta mentale. Sia l'atteggiamento che la lettura tattica del match sono stati insufficienti, subendo un altro K.O. tecnico nel confronto con Musetti su queste due chiavi di lettura. Lorenzo oggi, al primo slam in carriera e al primo incontro su un campo così prestigioso, è entrato in campo con il coltello fra i denti e con un piano tattico vario e imprevedibile contro il numero uno del mondo. Di Jannik si può dire l'esatto opposto. La spavalderia del primo set dell'anno scorso e del match di Roma non si è mai vista oggi. Troppa la tensione dell'altoatesino e dello staff nell'avvicinarsi la match. Jannik ha giocato contratto e subendo l'importanza del match e dell'avversario. Ma ben più grave è stato giocare con solo un idea tattica in mente, la stessa proposta nei due precedenti match: attaccare sul diritto di Nadal. Questa scelta non ha funzionato, causa un rovescio poco incisivo. L'incrociato ha raramente fatto male a Rafa, colpendolo sempre distante e mai trovando il timing per tagliare il campo. Desaparesidos il lungo linea, la vera arma a disposizione di Sinner. Non aver avuto la lucidità di abbozzare un piano B, e anche non immaginarlo prima del match, risulta il peccato maggiore di Jannik e staff, per una volta insufficiente;

- Nadal nel cortile di casa gioca la sua ennesima partita tatticamente perfetta. Sa come far male all'avversario e lo fa, lasciando qui e lì qualche punto di troppo a metà dei due primi set. Il servizio quest'anno non lo sta mai aiutando, costringendolo a scambiare molto di più e ad una maggior fase difensiva, cercando di ribaltare lo scambio. Rafa da Barcellona in poi si sta superando, trovando energie inimagginabili per un trentacinquenne. Lo sforzo risulta elevatissimo, motivato dalla volontà di raggiungere il ventunesimo slam e la prima posizione solitaria nella classifica. Chissà se avrà ancora forze per il proseguo della stagione. Alla vigilia dei quarti di finale, e con un Djokovic oggi non brillantissimo, sembra impossibile non prevedere un altro titolo a Parigi per lo spagnolo;

- Si conclude la stagione sulla terra per Jannik quest'anno, ed è il momento di un bilancio, il quale risulta in parte negativo. Esclusa la semifinale di Barcellona, negli altri tornei non ha mai raggiunto gli ultimi turni. Se a Montecarlo e Roma il sorteggio sfortunato ha inciso parecchio- in parte anche a Parigi visto l'altra metà del tabellone- le sconfitte con tennisti sulla carta parecchio inferiori hanno mostrato un tennis non all'altezza del brillante livello raggiunto nei primi mesi del 2021. Servirà una pausa e una riflessione sul da farsi, in vista del debutto assoluto sull'erba e di una stagione sul cemento dove deve dire la sua contro tutti i big, senza perdere punti facili per strada. L'obiettivo devono essere le Finals di Torino. Per il momento la race gli sorride ma è indubbio che abbia conquistato molti meno punti del suo reale potenziale in questi mesi.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

22 anni studente di Lettere - Cultura Teatrale a Bari e per hobby barman. Appassionato, se non ossessionato, dallo sport da quando lattante preferivo le repliche della Premier League ai Looney Tunes. Crescendo diventato poi insonne per godersi le partite NBA sulla west coast alle 4:30 o i primi turni dell'Australian Open. Il mio più grande desiderio sarebbe far diventare la mia grande passione il mio lavoro, la mia vita.

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