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4 min

- di Giacomo Gieda

Un caffè in Austria, tra giovani certezze, musica, psicanalisi e capitani coraggiosi


L'Austra non è solo Alaba, ma una nazione che da sempre è stata cuore pulsante dell'Europa e che è pronta a stupire in campo. Giovani leoni pronti a ruggire, guidati da un capitano che per esserci ha fatto un vero e proprio miracolo.


In questo europeo ci sono, in maniera molto sommaria, due tipologie di nazioni: quelle giovanissime, nate a cavallo tra gli anni '80 e '90, e quelle più “storiche”. Ecco, l'Austria fa ovviamente parte delle seconde. Perché parliamo di un territorio che ha sempre avuto un ruolo chiave all'interno del quadro geopolitico europeo. Fin dall'impero romano, poi feudo germanico e trampolino per la cosiddetta invasione barbarica, dalla dinastia dei Babenberg a quella millenaria degli Asburgo. Ed è proprio con questi ultimi che l'Austria vide il suo massimo splendore. Quasi un millennio di dinastia, uomini e donne divenuti pietre miliari della storia mondiale e non solo: basti pensare alla figura tanto affascinante quanto romanzata di Elisabetta di Wittelsbach, più nota come Sissi, imperatrice d'Austria e consorte di Francesco.

Ma parlare d'Austria con un mesto silenzio in sottofondo è impossibile: questo piccolo territorio pieno d'arte e di montagne ha dato i natali ad alcuni dei più grandi compositori della storia, come Haydn, Schubert e ovviamente Wolfgang Amadeus Mozart. E volendo allontanarci dal pentagramma, l'Austria è stata culla di una lunga serie di scienziati che hanno riscritto la storia di molte discipline: da Schrodinger a Lorenz, da Popper ad Hussler e Wittgenstein, senza dimenticare Sigmund Freud.

La capitale, vuoi davvero non dire nulla su Vienna? Una delle città più belle di tutto il mondo, con un fascino che è difficile da spiegare per chi non ne ha respirato il profumo. Tra chiese d'inarrivabile bellezza, musei, parchi, ville, il Prater, i tantissimi auditorium, vi consigliamo semplicemente di fermarmi al 14 di Herrengasse. Lì si trova il cafè Central, un luogo storico di Vienna (seppur la sede e la gestione non siano quelle originali, difatti è stato riaperto nel 1975 dopo quasi trent'anni di chiusura). Un bar si, ma frequentato da gente come Freud, Trotsky, Hitler, Lenin, Tito, e tantissimi membri del governo austriaco.

Ma qui parliamo di sport (e non solo), ed è impossibile non dedicare un trafiletto ad un uomo, uno sportivo, capace di entrare nei cuori di ogni appassionato: Niki Lauda. Dai primi titoli in Ferrari all'incidente del Nurburgring, dal duello con Hunt al ritorno in monoposto fino agli ultimi trionfi con la Mercedes è impossibile.

Una rosa completa, un capitano stoico

Tra i convocati austriaci non mancano due vecchie conoscenze del calcio italiano, per la precisione due ex Inter: se in tanti ricorderanno (non proprio con piacere) Valentino Lazaro, in pochi si ricorderanno di Marko Arnautovic, vincitore dell'ormai celeberrimo triplete con Mourinho e meteora di quella corazzata che dopo una carriera più che dignitosa tra Bundesliga e Premier ha deciso di svernare in Cina. Chi invece ha solo sfiorato l'approdo in Italia è Stefan Lainer, cercato per un paio di sessioni dal Napoli e finito in Germania al M'Gladbach.

Una nazionale con poco prestigio, ma ricca di talento e di campioni. Cominciando da David Alaba, colonna per anni del Bayern e vincitore di tutto con il club tedesco, passando per Marcel Sabitzer e Konrad Laimer, colonne del centrocampo del Lipsia. Accanto a loro però, una generazione di fulgidi talenti pronti ad esplodere: nomi come quello di Schlager e Baumgartner saranno sicuramente familiari per chi mastica di Bundesliga, e sapranno certamente che parliamo di due talenti cristallini, così come Sasa Kalajdzic, punta dello Stoccarda da 16 reti in campionato e terminale offensivo di una squadra molto elastica, capace di giocare indifferentemente sia con la difesa a 3 che con quella a 4.

Avrei potuto dedicare tanto spazio a tutti gli altri convocati, ma ho preferito chiudere con una piccola menzione per il capitano di questa nazionale, colui che non doveva esserci: Julian Baumgartilinger, mediano del Bayer Leverkusen. Ma per farvi comprendere questa storia, bisogna fare un passo indietro al 23 Gennaio scorso, quando le aspirine ospitavano il Wolfsburg. Julian entra al minuto 74 al posto di Aranguiz, ma dopo appena 6 minuti è costretto ad uscire per un problema al ginocchio che subito sembra gravissimo. Gli esami confermano che il crociato è andato, così come il sogno degli europei. Ma lui non demorde, si allena con calma e costanza, fa di tutto per convincere Foda a portarlo con sé. Vecchio cuore di capitano. Nell'ultima giornata torna simbolicamente in campo per poco più di sessanta secondi, quanto basta per strappare un posto nei ventisei.

David Alaba, un futuro incerto dopo i trionfi in Germania

10 Meisterschale, 6 coppe di Germania, 5 supercoppe, 2 Champions, 2 supercoppe europee, 2 mondiali per club. Un biglietto da visita notevole per un terzino di appena 28 anni. Perché Alaba sembra giocare da una vita, eppure è “solo” un classe '92.

Terzino dall'intelligenza tattica straordinaria, all'occorrenza ala e addirittura centrale, parliamo di un campione come quelli che nascono di rado in questo sport. E dalla prossima stagione vestirà la maglia blancos a Madrid, candidandosi prepotentemente a diventare uno degli acquisti a parametro zero più forti della storia.

Piede fatato, intelligenza e fascino irresistibile

Come spiegare il talento di Cristoph Baumgartner in poche righe? Vi garantisco, è più facile scrivere il cognome. Perché a 21 anni è il cuore, l'anima dell'Hoffenheim, perché parliamo di un trequartista che fa quasi da ponte tra due modi di intendere il calcio. Eclettico, ma mai veniale, concreto ma acerbo, è un giocatore moderno con una visione di gioco da regista e un destro chirurgico. A questo uniamo il carattere di un leone mai domo e la fame di chi sa di poter avere il mondo ai suoi piedi. Non a caso tante big europee lo seguono da tempo, su tutte lo United.

Foda, una vita tra Germania e Sturm Graz

L'italo-tedesco Franco Foda è stato un buon centrale difensivo, che in Germania ha lasciato un buon ricordo vincendo tre coppe nazionali con le maglie di Kaiserslautern, Bayer e Stoccarda. Chiusa la carriera allo Sturm Graz, ne diventa immediatamente vice-allenatore prima e allenatore poi, vincendo un campionato e una coppa nazionale. Vi ritorna dopo una fallimentare esperienza al Kaiser, esperienza chiusa nel 2017 con la nomina a Ct della nazionale dopo l'addio a Marcel Koller. Ottiene una qualificazione agile nel girone G con il secondo posto dietro la Polonia.

Un posto al sole alle spalle dell'Olanda

Inserita nel gruppo C, l'Austria si candida prepotentemente per la qualificazione: se l'Olanda dà l'impressione di essere superiore in tutto, le altre due rivali ovvero Ucraina e Macedonia del Nord sono decisamente alla portata degli uomini di Foda. Una delle possibili sorprese di questo Europeo possono davvero essere gli austriaci, con una rosa e tanti giovani da tenere sott'occhio anche in ottica mercato.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Siciliano Doc classe '92, laureato in comunicazione. Cresciuto a pane e sport, innamorato del Giro d'Italia e della pista di Spa, fruitore di ogni campionato di calcio, amante degli attaccanti alla Aduriz e di ogni sport in generale. Cresce coltivando il desiderio di diventare giornalista sportivo sognando di toccare l'erba di San Siro.

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