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2 min

- di Matteo Orlandi

Considerazioni sparse post GP Azerbaigian


La gara perfetta da far vedere a chi sostiene che questo sport sia noioso.


- Sergio Perez vince la roulette russa di Baku, la pista di nuova generazione più bella mai inserita nel Mondiale di Formula 1, incastonata dentro una città allucinante, forse partorita direttamente dalla penna di Calvino e dalle sue città invisibili. È successa qualsiasi cosa e allora, amici appassionati di Formula 1, prima di tutto, vi diamo un piccolo consiglio. La prossima volta che qualcuno dirà che questo sport è noioso e volete controbattere, fategli vedere questa gara. Secondo noi cambia idea;

- Inutile fare una cronaca di queste due ore di adrenalina pura. O l’avete vista o non l’avete vista, impossibile condensare quanto è successo in poche righe. Nel caos, la bellissima lotta mondiale tra il Re e l’erede al trono si chiude con il più divertente possibile degli 0-0. La vittoria di Verstappen si sgretola a tre giri dal traguardo, tradito da una gomma che perde pressione in rettilineo. L’avrebbe meritata lui. Chiude peró a zero anche a Hamilton, autore oggi di uno degli errori più incredibili e marchiani della sua gloriosa carriera;

- Non ci aveva creduto nessuno a quel team radio, nel mezzo della bandiera rossa successiva all’incidente di Verstappen, dove Lewis ricordava alla sua squadra che il Mondiale è una maratona, invitando a pensare che avrebbe potuto accontentarsi di una seconda posizione, nella sprint race di due giri a seguire (questo tocco di show americano era esattamente ció che serviva a questo sport. Brava la direzione gara). I cannibali quando sentono il sangue perdono la testa. Oggi Lewis ha sbagliato e ha perso punti pesantissimi, rovinando una gara fin lì eccezionale, a lottare come un leone con un mezzo palesemente inferiore, vedere la prestazione indecente di Bottas per credere. Sarà un Mondiale tiratissimo e anche le seconde guide faranno la differenza. Da una parte Perez, oggi semplicemente meraviglioso, dall’altra Bottas. Il regno Mercedes è sotto attacco;

- Non ce ne voglia il messicano più veloce che c’è, ma oggi il re di Baku è stato un Sebastian Vettel maestoso. Un secondo posto memorabile, in una delle gare più belle della sua carriera, fatta di sorpassi eccezionali e una gestione gomma impeccabile. Dopo qualche gara di assestamento, stiamo vedendo di nuovo un grande pilota, libero dalle pressioni rosse, che in questo scorcio finale di carriera sembra essere nel posto giusto per dimostrare a tutti che quei quattro titoli mondiali no, non erano affatto fortuna. Grande gara di tutti i vecchietti. Alonso negli ultimi due giri ne passa quattro (QUATTRO), Raikkonen porta a casa un gran punto. Il piede non invecchia;

- Sul pianeta Ferrari c’è amarezza, inutile negarlo. Non aver chiuso oggi a podio, con Hamilton e Verstappen fuori e con una pole da gestire, è un segnale francamente pessimo. Sul passo gara la macchina non ne aveva e nella lotta corpo a corpo anche i piloti oggi non brillano. Leclerc fa a cazzotti con Gasly (che pilota ragazzi!) ma non trova lo spunto e finisce dietro. Sainz pasticcia qua e là e chiude ottavo una domenica insufficiente. La strada è lunghissima. Il pacchetto rosso, dopo la parentesi monegasca, singhiozza ancora.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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