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3 min

- di Marco Bellinazzo

Considerazioni sparse post Italia-Repubblica Ceca (4-0)


Nell'ultima passerella gli Azzurri di Mancini divertono e si divertono. Siamo pronti per Euro 2020.


- Dopo il goliardico casting dell'amichevole con San Marino, è il momento della prova generale e, a una settimana dal calcio d'inizio di Euro 2020, Mancini manda in campo un undici che dovrebbe somigliare (uomo più, uomo meno) a quello che affronterà la Turchia nell'esordio dell'Olimpico. Pur senza essere una corazzata, l'avversario non è più l'accomodante sparring partner di venerdì scorso, ma gli Azzurri gestiscono con autorità la partita e portano a casa un risultato del tutto irrilevante ma incoraggiante per cominciare finalmente a far sul serio;

- Come è prevedibile, l'atteggiamento dell'Italia è quello a cui siamo abituati, con il classico fraseggio che ormai è diventato il marchio di fabbrica della Nazionale di Mancini. Dopo 20 minuti di approccio blando, in cui ci troviamo persino a subire qualche vampata di veemenza ceca (senza grossi esiti), Immobile trova un gol che mette di fatto la parola fine alla disputa, agonisticamente intesa. Il controllo del match passa totalmente tra le mani degli Azzurri che mettono in mostra tutta la differenza effettivamente esistente tra le due squadre, dando pur la sensazione di star risparmiando qualche energia. Finisce 4-0, ma potrebbero essere anche di più;

- Neanche il tempo di festeggiare il successo in Champions che Jorginho torna ad illuminare il centrocampo azzurro, faro di un gioco che sembra disegnato proprio intorno alle sue caratteristiche. A Londra l'ex Verona e Napoli ha completato un processo di crescita impressionante che lo ha reso un giocatore completo, ed ora si presenta ad Euro 2020 come un autentico leader di questa Nazionale. Se l'italo-brasiliano è un elemento imprescindibile nel centrocampo di Mancini, si può dire che l'intero reparto sia il vero e proprio punto di forza di questa squadra: Barella è un'ira di Dio e, a proposito di crescite personali, Locatelli sembra aver completato la sua, occupando con pieno merito un posto da titolare. Contando che manca ancora Verratti, possiamo dire che potrebbe andar peggio...

- In attacco la scena è tutta per Lorenzo Insigne, per distacco MVP di questa passerella del Dall'Ara. A pochi giorni dal grande appuntamento, il talento partenopeo si produce in una esibizione totale del grande arsenale di colpi a sua disposizione. Indubbiamente uno degli elementi di maggior talento nella rosa di Mancini, Insigne segna, fa segnare e "soprattutto si diverte" (come ci ripete Di Gennaro giusto quelle due o tre volte in telecronaca), dominando la scena negli ultimi 30 metri. Se l'attacco viene da molti additato come il vero tallone d'Achille della Nazionale, di sicuro la forma di Insigne farà tutta la differenza del mondo quando le cose si faranno competitive: la versione di stasera è esattamente quella che speriamo di rivedere anche all'Olimpico;

- Alla vigilia del suo più importante appuntamento da CT, Mancini chiude questo triennio di preparazione all'Europeo con un'invidiabile rullino di marcia, raggiungendo grazie alla netta vittoria di stasera i 27 risultati utili consecutivi, che già di per sé non è affatto un traguardo banale (considerando anche la situazione in cui Mancini è stato nominato). Ma uscendo anche dalle fredde logiche del risultato (che da qui in avanti non ci fa comunque schifo, per dirla con tutta la sincerità possibile) quanto impressiona di questa squadra è la forte e riconoscibile identità di gioco che ha sviluppato in questo periodo, ancor più ammirevole in una Nazionale. Con pazienza e lavoro, Mancini ha scelto il suo gruppo e lo ha plasmato: ora siamo tutti curiosi di vederlo alla prova in una grande competizione. Si parte tra 7 sette giorni. E non vediamo l'ora.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato a Biella il 30/07/93, laureato in Matematica per motivi che non riesco a ricordare. Juventino di nascita, vivo malissimo anche guardando le partite dell’Arsenal, di Roger Federer e di qualunque squadra io scelga a Football Manager (unico sport che ho realmente praticato). Fanciullescamente infatuato di Thierry Henry, sedotto in età consapevole da Massimiliano Allegri, sempiternamente devoto a Noel Gallagher.

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