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4 min

- di Giacomo Gieda

Il generale Pandev sulle orme di Alessandro Magno: la Macedonia del Nord invade Euro2020


Le truppe macedoni guidate dal generale Pandev, si presentano a questi europei con lo spirito di chi non ha nulla da perdere e con la “garra” di chi in campo darà l'anima pur di strappare punti preziosi e continuare la loro conquista dell'Europa.


La Macedonia del Nord si presenta a questi europei come la cenerentola della competizione: per la piccola nazione balcanica è infatti la primissima qualificazione ad una competizione sovranazionale, ottenuta ai play-off con due vittorie contro Kosovo e Georgia.

Piccola nazione, ma grande storia. Perché quando si parla della Macedonia è impossibile non pensare ai tempi della scuola, quando ben prima dell'impero romano e la sua quasi millenaria storia, fu un uomo a far tremare il mondo: Alessandro Magno. Figlio di Filippo II di Macedonia, ad appena vent'anni raccolse l'eredità paterna, diventando il nuovo leader dell'esercito e riprendendo il tessuto politico-sociale creato dal padre, ampliandolo a livelli mai visti prima dall'uomo. Alla sua morte, giunta il 10 o l'11 Giugno del 323 a.c. L'impero macedone toccava ampiezze inaudibili: dalla Macedonia all'Egitto, passando per la Persia e sfiorando territori che adesso corrisponderebbero all'India.

Ma la storia macedone non si limita a questo: su tutto il territorio sono presenti numerose chiese bizantine di rara e incredibile bellezza, nonché alcuni dei migliori affreschi dell'epoca macedone-bizantina, conservati in maniera impeccabile. Girando tra chiese e monasteri vi consigliamo anche il piatto tipico della cucina macedone, ovvero il tavce gravce, un piatto caldo a base di fagioli, salsiccia e paprika, accompagnato ovviamente da un bel bicchiere di mastika, liquore aromatizzato alla radice del lentisco.

Uomini di fatica, spirito di sacrificio e coesione

A dispetto della poca fama, la rosa della Macedonia è una delle più elastiche e complete del panorama europeo, plasmata ad immagine e somiglianza di Angelowski, vero artefice dell'esponenziale crescita che ha avuto la nazionale balcanica.

In porta il titolare sarà senza dubbio Dimitrievsky (Rayo Vallecano), così come certo ormai della convocazione è l'esperto Bogatinov (Ethnikos Achnas), a giocarsi il terzo posto saranno Siskovski (Doxa Katokopias) e Jankov (Rabotnicki).

In difesa le certezze arrivano dalle fasce, con gli esperti Ristovski (Dinamo Zagabria) e Alioski (Leeds), giocatori perfetti per il ct macedone, in quanto capaci di giocare sia come terzini che come esterni di centrocampo. Il blocco dei centrali vedrà sicuri protagonisti Musliu (Fehérvàr) e Bejtulai (Shkendija Tetovo), mentre è a rischio la partecipazione di Darko Velkovski (Rijeka), vittima di un infortunio alla mano che lo blocca da più di un mese. Molto probabile anche la chiamata di Zajkov (Charleroi), pur partendo nelle gerarchie del ct dietro i primi tre.

A centrocampo le certezze son tante: Ademi (Dinamo Zagabria) è fosforo puro, capitano della sua squadra e di rara intelligenza tattica, preziosissima a questi livelli. Al suo fianco si giocheranno il posto due mastini come Ninkolov (Lecce) e Spirovski (AEK Larnaca). Per la batteria di trequartisti ed ali potremmo scrivere un intero articolo a parte. Ci son tantissimi nomi ancora in ballo per un posto e le certezze sono poche, ma solide. I più certi del posto sono Elmas (Napoli), Avramovski (Kayserispor), Bardhi (Levante) e l'ex Palermo Trajkovski (Mallorca).

In attacco, la certezza è Goran Pandev (Genoa), recordman di presenze e reti con la maglia della nazionale con 114 gettoni e 36 reti, pronto a chiudere una carriera lunga e ricca di gol (come quello decisivo per la qualificazione nella finale contro la Georgia). A giocarsi il posto al fianco del genoano tre attaccanti d'esperienza come Trickovski (AEK Larnaca), Nestorovski (Udinese) e Velkovski (Sarajevo).

L'addio al calcio di Pandev, eroe del triplete e non solo

Goran Pandev. Impossibile non scegliere lui come simbolo della nazionale. Più di Elmas, più di Bardhi, più di chiunque altro. È colui che ha realizzato il gol decisivo per la storica qualificazione, colui che detiene il record di presenze e gol in nazionale, colui che darà l'addio al calcio con questa maglia sulla pelle. Pandev è stato un giocatore spesso sottovalutato, dal talento incostante ma ingranaggio fondamentale in ogni squadra. Dalla Lazio, maglia che ha amato nonostante un burrascoso addio al Napoli, dal Genoa che ha salvato per l'ennesima stagione all'Inter con cui ha vinto il triplete, incidendo il suo nome a fuoco nella storia di questo club.

Pandev è stato e sempre sarà il nome che vi salterà in mente quando si parlerà di Macedonia del Nord, e come ogni buon comandante sarà al fianco dei suoi uomini fino alla fine.

Il giovane da seguire

Parlare di un giocatore come Eljif Elmas non è affatto facile. Da due anni in Italia, non ha mai trovato tanto spazio in maglia partenopea, pur lasciando intravedere a tratti gran parte del suo talento. 21 anni, poco spazio in un grande club come il Napoli, che lo acquista per 16 mln dal Fenerbahce. In maglia azzurra non riesce mai a dare costanza: spesso subentrante, non ha ancora compiuto quel salto di qualità che da un giocatore talentuoso come lui ci si aspetterebbe. L'età è dalla sua parte, e la classe è cristallina: si farà.

Angelowski, silente stratega

Igor Angelowski. Discreto mediano di rottura senza infamia e senza lode, debutta in panchina con un biennio al Rabotnicki, dove vince due campionati nazionali e una coppa. Viene chiamato come vice da Ljubinko Drulovic nel 2015, e al suo esonero (5 partite, media di 0,2 punti) viene promosso in panchina (16 Ottobre 2015). Ottiene una storica prima qualificazione agli europei dopo il 3° posto nel girone, vincendo i play-off contro Kosovo e Georgia. In poco più di sei anni è riuscito a dare una forte identità alla squadra, con un gioco sicuramente non spumeggiante, ma solido e garante di risultati.

Pronostico

Inserita nel girone C in compagnia di Ucraina, Olanda e Austria, la qualificazione sembra praticamente impossibile, vista la caratura degli avversari. Ma il calendario tende una mano: le prime due sfide saranno contro Austria e Ucraina, avversari sicuramente ostici ma non impossibili per le truppe macedoni.

Il terzo posto è difficile, ma non impossibile.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Siciliano Doc classe '92, laureato in comunicazione. Cresciuto a pane e sport, innamorato del Giro d'Italia e della pista di Spa, fruitore di ogni campionato di calcio, amante degli attaccanti alla Aduriz e di ogni sport in generale. Cresce coltivando il desiderio di diventare giornalista sportivo sognando di toccare l'erba di San Siro.

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