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- di Marco Bellinazzo

Considerazioni sparse post Italia-San Marino (7-0)


In un caotico provino spicca Bernardeschi tra le molte buone figure, ma non manca qualche nota stonata.


- A Italia-Turchia mancano due settimane, l'avversario è modesto a volergli fare un complimento e la formazione di Mancini è tanto rimaneggiata da destabilizzare quasi gli Azzurri stessi: più che un'amichevole, questo Italia-San Marino sembra una vera e propria audizione con in palio gli ultimi posti per la spedizione europea ancora vacanti nella testa del CT. A dirla tutta, non è nemmeno semplicissimo trarre indicazioni davvero valide da una partita che somiglia più ad un allenamento con ritmi flemmatici, un divario enorme tra i valori in campo e una competizione che francamente sembra più viva tra i "convocandi" che tra le due nazionali;

- Mancini (che per la fortuna di tutti ha senz'altro le idee molto più chiare di chi scrive queste considerazioni) fa benissimo a sfruttare l'occasione per mandare in campo gli elementi più interessanti per sciogliere gli ultimi nodi, lasciando fuori i tasselli più sicuri del posto, che poco avrebbero da trarre da quest'amichevole. Spicca subito la fascia di capitano attorno al braccio del vituperato Bernardeschi che, dopo un avvio non indimenticabile nel ruolo di esterno destro, viene sperimentato come centravanti, ruolo in cui finisce sorprendentemente per essere il migliore in campo: nonostante il sentimento popolare non lo collochi proprio in cima alla preferenze dei tifosi, l'impressione è che all'Europeo un posto per lui ci sia;

- Per quello che vale (e questo sarà Mancini a deciderlo), arrivano discrete indicazioni anche da parte di altri esaminandi: buona e propositiva la prova di Gaetano Castrovilli, il più intraprendente tra i titolari di un centrocampo che vede comunque la solida presenza di Cristante e i primi gol in Azzurro di Matteo Pessina. Ottimo ingresso anche per Matteo Politano, che vive il momento più prolifico della sua carriera e forse, in un momento in cui l'attacco sembra l'aspetto più preoccupante della Nazionale, potrebbe tornare utile alla causa per questo motivo;

- Seppur possa sembrar difficile da immaginare, c'è chi va in affanno anche contro la selezione più bassa del ranking FIFA (come non manca di ricordarci Varriale nel suo imperdibile intervento all'intervallo). Seppur mettendoci della volontà, resta difficile da comprendere l'onnipresenza nelle convocazioni di Vincenzo Grifo, quasi un corpo estraneo anche in una serata in cui i suoi dirimpettai non fanno nemmeno tutti i calciatori di mestiere. Deludente anche Kean che dimostra di non essere la soluzione nel ruolo di centravanti, ma non incide nemmeno quando viene dirottato a destra. Lui una chance forse l'avrà, ma per convincerci deve almeno impegnarsi più di stasera;

- Non sono sicuramente queste le partite che devono plasmare le nostre ambizioni e dar forma alle nostre speranze a 15 giorni dall'inizio di un grande appuntamento che aspettiamo da più tempo del dovuto. La crescita di questo gruppo nella gestione Mancini non è certo la novità del giorno, e nemmeno dell'anno a dirla tutta, ma è bello vedere come così tanti interpreti si sforzino di far bene per entrare a far parte di una squadra che finalmente sembra approcciare ogni gara in modo serio e continuo. Come ci ricorda Bonucci nella sua preconfezionata intervista dell'intervallo, ci sono indubbiamente alcune rose superiori alla nostra, ma la speranza con cui guardiamo questo Europeo, dopo quello che è accaduto solo 3 anni fa, è già la prima vittoria del CT azzurro.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato a Biella il 30/07/93, laureato in Matematica per motivi che non riesco a ricordare. Juventino di nascita, vivo malissimo anche guardando le partite dell’Arsenal, di Roger Federer e di qualunque squadra io scelga a Football Manager (unico sport che ho realmente praticato). Fanciullescamente infatuato di Thierry Henry, sedotto in età consapevole da Massimiliano Allegri, sempiternamente devoto a Noel Gallagher.

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