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5 min

- di Khrystyna Gavrysh

Sheva & i suoi ragazzi


La delegazione guidata da Shevchenko si troverà a lottare con l’Olanda, l’Austria e la Macedonia per la qualificazione agli ottavi di Euro2020. Andiamo a scoprire qualcosa in più sul contesto da cui vengono i calciatori ucraini, per poi addentrarci nei pregi e difetti della rosa.


Contesto socio-politico e culturale

Più tristemente nota per gli eventi come l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl nel 1986 (da non perdersi assolutamente la miniserie prodotta da HBO che ne riproduce fedelmente le cause) e per la recente guerra al confine contro la Russia, l’Ucraina costituisce anche il Paese con il territorio più esteso dell’Europa.

Ciò nonostante, proprio la sua posizione geografica la rende tuttora uno strumento nel gioco strategico dell’ex potenza sovietica con cui è in corso il suddetto conflitto armato. In particolare, l’invasione russa nei territori della Crimea e del Donbass è stata fortemente criticata dalla comunità internazionale e l’annessione della Crimea nel 2014 è stata qualificata come lesione della sovranità ucraina e non già come esercizio del principio all’autodeterminazione dei popoli. Ciò è dovuto soprattutto alle modalità con cui si è svolto il referendum con cui si decise la medesima, essendo esso privo di crismi di democraticità. Nonostante questo, sia l’adesione all’Unione europea che quella alla NATO, più volte richieste dall’Ucraina, non vengono accolte dai rispettivi leader politici. Tale situazione probabilmente è dovuta proprio alle tensioni politiche tra la Russia e la maggior parte degli Stati occidentali.

Eppure è un Paese che sarebbe tutto da scoprire, in particolare per chi è appassionato dell’Est e della sua cultura, di cui quella ucraina è ancora poco conosciuta, ma sopratutto spesso confusa con quella russa. Del resto, l’eterno conflitto tra questi due Stati parrebbe trarre le sue origini – o almeno cosi si narra nelle leggende – dalla divisione delle terre comuni tra due fratelli, ognuno dei quali fondò una propria nazione. Nei corso dei secoli più volte i destini delle due nazioni si incrociarono, fino al dominio dell’Impero russo e infine l’istituzione dell’Unione Sovietica.

Così diversi elementi del patrimonio artistico sono comuni e, pertanto, costituiscono oggetto di rivendicazione culturale. Ne è certamente un esempio la produzione letteraria di Nikolaj Gogol (si consiglia lettura di “Veglie alla fattoria presso Dikan’ka”), nato in Ucraina, ma comunemente ritenuto uno scrittore russo. Tale scisma persiste tuttora laddove diversi artisti, sia cantanti che scrittori ucraini, prediligono l’utilizzo della lingua russa (si veda fra tutti Ani Lorak), utilizzata come idioma principale in alcune parti dello Stato.

Ma venendo agli argomenti più interessanti, non si può tralasciare l'aspetto culinario. Ebbene, non è una miscredenza: l’aglio e la cipolla si trovano un pò ovunque. A tal riguardo c'è chi sostiene che hanno un sapore meno forte dovuto alla diversa qualità dei terreni in cui vengono coltivati. Non sono certa di condividere tale teoria, anche se non posso negarne l’ingegno. Tra i piatti maggiormente diffusi ci sono sicuramente varenyky (o vareniki, ma è la pronuncia russa), tortelli il cui ripieno cambia a seconda della zona geografica in cui vengono serviti – dalle patate lesse miste al formaggio fresco o al soffritto di pancetta e cipolla, ai mirtilli appena raccolti – e rigorosamente conditi con una quantità generosa di panna acida, il segreto della maggior parte di piatti ucraini. Seguono le mille varianti di zuppe tra cui la più famosa è certamente quella di barbabietola conosciuta come borshch. Tutte queste pietanze si possono gustare in una splendida città dal fascino unico chiamata Leopoli, il cui centro storico a partire dal 1998 fa parte dell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Ma ora passiamo al calcio.

Commissario tecnico

Tornando appunto all'aspetto più prettamente calcistico, inutile dire che tra le attrazioni principali di questa Nazionale figura senz'altro il coach, sulla cui carriera calcistica sono stati spesi fiumi di inchiostro e il quale non ha certo bisogno di grandi presentazioni.

Mister Sheva è tuttavia ancora alla ricerca di una vera consacrazione nelle sue – non più tanto nuove (dal 2016) – vesti di guida tecnica e spirituale di una squadra. Ancor di più dopo la mancata qualificazione ai Mondiali del 2018. Questo Europeo rappresenta, infatti, un importante banco di prova per l'ex rossonero, che potrebbe anche lanciarlo verso esperienze sulla panchina di un club europeo, che – come affermato da lui stesso – non disdegnerebbe affatto.

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Sheva con la maglia del Milan

Assetto tattico

Per ora la rosa guidata dall'ex stella del Milan non possiede ancora un’identità ben precisa. Nelle ultime convocazioni, il ct ha provato diverse soluzioni tecniche, tanto che il numero complessivo dei convocati ucraini nel corso dell’ultimo anno conta ben 39 giocatori diversi. Alcuni di questi sono dei punti fermi assoluti, che costituiscono da anni l'ossatura dei titolari dell’Ucraina. Si tratta, in particolare del capitan Pyatov tra i pali, e da stelle ormai affermate dei gialloblu quali Oleksandr Zinchenko e Ruslan Malinovskyi. Il primo si turna con Cancelo sulla fascia sinistra del Manchester City, forte candidata per la finale di Champions, mentre il secondo, come ben sapete, ha disputato un’ottima stagione tra il centrocampo e la trequarti dell’Atalanta.

Gli altri irrinunciabili sono sicuramente Matvienko e Mykolenko in difesa, che cambia spesso assetto a seconda della situazione, e quasi certamente Yaremchuk per l'attacco. Mancherà sicuramente Junior Moraes, mentre Konoplyanka è in forse: entrambi sono attualmente fuori per infortunio. Lo svecchiamento della rosa compiuto da Shevchenko permette di avere diverse variabili dal centrocampo in su, vista soprattutto la tendenza del ct a puntare sui moduli piuttosto offensivi e talvolta sbilanciati. Tali scelte, sebbene rendano imprevedibili le soluzioni d'attacco, espongono al tempo stesso la formazione a eccessivi rischi in difesa.

Highlights della partita di qualificazione ai Mondiali 2022 contro la Finlandia

Da Bergamo con furore

Ebbene si, il trequartista dell’Atalanta Ruslan Malinovskyi sembra essere la vera stella di questa nazionale. Il nerazzurro ha disputato una splendida stagione, impreziosita da 8 gol e ben 10 assist in 36 partite disputate. Diventato nel corso della stagione punto inamovibile nella formazione di Gasperini, il calciatore ucraino è particolarmente abile nel velocizzare il gioco, essendo dotato di ottima tecnica individuale, che gli permette di dribblare facilmente l’avversario. La sua specialità principale resta però il tiro dalla distanza di mancino, che lo rende efficace sia nei calci piazzati, che nella costruzione della manovra offensiva innescando l’attaccante con estrema precisione. Spesso il giocatore sfrutta tale qualità abbassandosi sulla linea della regia e costruendo il gioco dal basso. Sarà senz'altro la risorsa principale in fase offensiva per il coach ucraino.

L'astro nascente

Il giocatore da tenere invece maggiormente sotto osservazione è Victor Tsygankov, o Cygankov, a seconda della corrente di pensiero cui si aderisce. L’ala della Dinamo Kiev è un classe 1997, ma ha già tutti gli estremi e i numeri per essere un futuro fuoriclasse. Basti pensare ai suoi 12 gol e e 4 assist in 18 partite della Premier Liha ucraina, talvolta partendo anche dalla panchina.

Accostato più volte alle squadre italiane – Roma e Milan fra tutte – l’attaccante esterno ucraino preferisce il piede sinistro, ma calcia benissimo anche di destro. È molto abile nel dribbling e nelle accelerazioni rapide, qualità che gli permettono di accentrarsi partendo dalla fascia destra per tentare il tiro di mancino. Se Shevchenko vorrà scommettere su di lui, vista l’assenza di Moraes, affiancandolo a Malinovskyi sulla trequarti, lo spettacolo sarà assicurato.

Il pronostico

Alla luce di questi recenti convocati dell'Ucraina, la nazionale gialloblu parte come outisder di lusso nelle gerarchia dei bookmaker per gli Europei 2020. La formazione allenata da Shevchenko ha certamente un grande potenziale e si tratterà di capire se il ct riuscirà a sfruttarlo al massimo. Soprattutto alla luce degli infortuni dei fidati Moraes e Konoplyanka, ci si aspetta di vedere qualche sorpresa offensiva nella formazione titolare dell’Ucraina.

Tanti giocatori promettenti sono in attesa di fare il salto di qualità e non potrebbero esserci l’occasione e il palcoscenico migliori. Il girone non è certamente impossibile. Dando per scontato la qualificazione dell’Olanda, si potrebbe scommettere sul passaggio del turno anche da parte dell’Ucraina come seconda, vista la non eccezionale caratura tecnica dell’Austria e della Macedonia.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Khrystyna Gavrysh, 4.9.90, nata in Ucraina e cresciuta in Italia. Laureata in Giurisprudenza a Ferrara ed attualmente dottoranda in diritto internazionale all’Università di Padova. Grande appassionata di diritti umani, di Quentin Tarantino e di sport. Milanista fino al midollo, ovviamente per colpa dell’usignolo di Kiev, e incapace di rivedere un gol di Superpippo senza farsi venire la pelle d’oca.

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