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- di Francesco Paissan

Considerazioni sparse post GP di Monaco


Pochi colpi di scena ma più che sufficienti per non farci passare un GP di Monaco in preda alla noia. Tra la pole e l'incidente di Leclerc, l'uscita di scena più che inaspettata di Bottas e la scomparsa di Hamilton dai radar, Verstappen si prende una vittoria di forza e sale su podio davanti a Sainz della Ferrari e a Norris della McLaren.


- Un lampo in qualifica illude Ferraristi e non: la pole position porta il nome di Charles Leclerc, il primo monegasco a cogliere questo risultato nel GP di casa. Il lampo anticipa però un temporale improvviso, che arriva nel momento in cui il pilota numero 16 impatta con l'anteriore destra la barriera di curva 15. La paura iniziale è quella di un danno al cambio e si arriva alla domenica con molti dubbi, poi fugati dai controlli dei meccanici. Nel warm-up, tuttavia, sopraggiunge un nuovo problema a costringere Leclerc e la Ferrari a ritirare la monoposto qualificatasi come prima;

- A sorridere, per il ritiro di Leclerc, è - soprattutto -Verstappen che riceve in dote la prima posizione in griglia. La partenza non è fenomenale ma è tremendamente efficace e l'olandese si tiene così dietro Bottas e il resto del gruppo. La gara non è fenomenale ma è ugualmente efficace, i rischi sono minimizzati e nel taschino di Super Max finiscono vittoria e primato in classifica;

- Il podio a cui eravamo abituati conta solo Verstappen a Monaco. La gara di Bottas viene cancellata da un problema al cambio gomme ai box. Quella di Hamilton, ampiamente compromessa dopo una qualifica più che deludente, è anonima ed era difficile aspettarsi altrimenti qui a Montecarlo. I gradini n°2 e 3 sono invece occupati rispettivamente da Carlos Sainz e da Lando Norris. Loro due, legati dal destino e dalla McLaren, di nuovo insieme su uno dei palcoscenici più famosi del motorsport. Sainz in particolare, vestito con la tuta rossa della Ferrari, si concede anche il lusso di ripagare gli sforzi della scuderia italiana dopo la delusione legata all'altra macchina;

- Tra i tanti volti sorridenti del GP di Monaco, quelli di Vettel e di Giovinazzi, probabilmente, rubano l'occhio più di altri. Vettel termina al quinto posto dopo un weekend solido che, di questi tempi, sembra più una eccezione che una regola. Il rapporto con Aston Martin, tuttavia, è appena iniziato e di tempo per vedere risultati di questo calibro ce n'è parecchio davanti. Per Giovinazzi, invece, dopo una qualifica che di fatto vale l'intero weekend, una gara di gestione finalmente senza problemi ai box o brividi in pista. Un risultato notevole per quella che è ormai una piacevole conferma di questo campionato;

- Daniel Ricciardo aveva detto che a Montecarlo avrebbe tagliato il traguardo da primo. L'eterno sorriso dell'australiano, già messo alla prova qui nel 2016, difficilmente ricomparirà in queste giornate considerando lo scarso risultato di questo fine settimana. L'esclusione dalla Q3 e la gara completamente anonima, mentre il compagno di squadra strappa un podio e stappa champagne, non può rispecchiare il reale valore di questo pilota, assolutamente da ritrovare.

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Nato nel 1997 a Udine e cresciuto, come tanti, inseguendo un pallone con alterni successi. Studente (ancora per poco), difensore in una squadra di bassa categoria in Friuli, difficilmente esiste uno sport che non apprezzi. Segue con grande passione il mondo dei motori e la F1, il carrozzone più famoso al mondo. Oltre allo sport tanto cinema (Lynch grazie per tutto) e qualche buon libro, il tutto innaffiato da un buon vino friulano.

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