
Considerazioni sparse post Bologna-Juventus (1-4)
La Juventus ce l’ha fatta.
- Le vie per la beatificazione sono infinite. La Juve di Pirlo prende quella più stretta e imprevedibile. In una settimana è completamente cambiata la prospettiva di una stagione bianconero che inevitabilmente arriva forse a toccare le soglie della sufficienza, sebbene stiracchita. Il risultatismo non è bello, ma d’altronde dalle parti di Torino si sa che conta solo una cosa;
- La sensazione è che nelle ultime due settimana una mano si sia posata sulla testa di Andrea Pirlo, che improvvisamente dopo un anno di singhiozzi e sofferenze azzecca di tutto, da Kulusevski mezza punta contro l’Inter, Dybala dalla panchina in Supercoppa, Ronaldo panchinato stasera. Oggi, davanti ad un Bologna amatoriale, la miglior partita stagione dei bianconeri, una furia;
- A inizio stagione su questi canali si scherzava spesso sul Cristiano Ronaldo Football Club, per evidenziare la ineluttabilità della presenza portoghese in rosa. È sorprendente vedere quanto le cose possano cambiare in nove mesi. La Juve oggi si presenta senza Ronaldo e sembra di vedere finalmente una squadra che gioca in una stanza con le finestre aperte, ariosa, libera, spensierata. Kulusevski in particolare ha letteralmente fatto, come dicono i tecnici, i buchi per terra. Grande finale di stagione di un ragazzo che l’anno prossimo saprà fare ancora meglio;
- Prestazione semplicemente imbarazzante del Bologna, che ci fa ripensare in maniera comica ai proclami dei giocatori in settimana, alle lamentele preventive di Mihajilovic sull’arbitro, agli striscioni bellicosi dei tifosi (che ovviamente, poverini, non hanno colpe). Vedere un allenatore di una squadra che perde 1-4 seduto in panchina a sorridere tutto il tempo a noi poi onestamente non è piaciuto molto;
- E allora questo Pirlo, rimane o non rimane? Dipendesse da chi scrive, questo finale wagneriano è si, indicativo nel capire che la rosa non lo ha mai mollato (dato importante), ma non sufficiente per dargli una seconda chanche il prossimo anno. Troppi errori e troppa approssimazione, al netto di tante giustificazioni. Abbiamo visto a maggio una Juve degna del suo nome. Tardi. Eppure qualcuno disse una volta che è meglio un generale fortunato di un generale bravo. Chissà. Agnelli ci penserà.
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