
Considerazioni sparse post Atalanta-Juventus (1-2)
La Juventus ruggisce sull’Atalanta.
- Nel giro di quattro giorni la stagione della Juve prende improvvisamente una piega completamente diversa, quando più nessuno se lo aspettava. I bianconeri giocano una delle migliori partite stagionali contro un’Atalanta vuota, travolta senza appello nel secondo tempo. Pirlo ha tanti difetti (e se siete nostri abituali lettore sapete quante volte ne abbiamo parlato senza pietà) ma due vittorie in due finali, ottimamente giocate, rappresentano un merito che nessuno puó togliergli. Secondo noi non dovrebbe bastare per meritare una riconferma, ma la sensazione è che siano tutti con lui, dallo spogliatoio alla dirigenza. Vedremo;
- È stata una bella partita, giocata finalmente dentro uno stadio che è sembrato qualcosa simile ad un vero stadio di calcio. L’Atalanta gioca come sa nel primo tempo, parte forte e a tratti domina l’avversario. La Juve sta in campo senza fronzoli, con spirito operaio; va in vantaggio al primo affondo, subisce il pareggio meritato, ma tiene botta con ordine. Nella ripresa succede qualcosa che non era previsto. L’incantesimo dell’Atalanta svanisce. Il principe diventa ranocchio, le gambe si bloccano, Zapata si rimpicciolisce, le certezze franano. La Juve gioca quarantacinque minuti di inatteso strapotere fisico e mentale e porta a casa la Coppa;
- Cosa è successo all’Atalanta? Difficile dirlo. Braccino? Crollo fisico? Di certo questo è un colpo durissimo per la banda Gasperini. Basta parlare di favola, questa è una sconfitta dolorosa che fa malissimo. Un trofeo sarebbe stato meritato per il lavoro di questo quinquennio, ma nel calcio ci sono vibrazioni che nessun progetto potrà mai garantire. Il blasone del club non è solo uno stemma su una maglia; stasera la sensazione è che abbia fatto la differenza. Alzare un trofeo è sempre più difficile di qunto sembra. Di certo peró non siamo davanti ad un fine ciclo. L’anno prossimo Gasperini potrà di nuovo lavorare per togliere quest’etichetta di belli e perdenti che inizia ad attaccarsi fastidiosamente sulle maglie dei suoi fantastici ragazzi;
- Diciamolo. Nel leggere la formazione iniziale e nel vedere Dybala in panchina a favore di un Kulusevski schierato fuori posizione, un po’ di scoramento era legittimo. Invece Pirlo per una volta mette la palla in buca e indovina la mossa, imbeccando una serata divina dello svedese, giocatore che ha la grandezza scritta nel destino. Un gol, un assist e una presenza tecnica fissa nella partita. Facciamo una scommessa. Tra qualche tempo ripenseremo ai 40 milioni circa spesi dalla Juventus per acquistarlo e rifletteremo che forse sono pochi. Nelle retrovie solita monumentale partita di de Ligt;
- L’ultima considerazione la riserviamo a Gianluigi Buffon e speriamo proprio di non offendere nessuno nel dire che se la Juventus meritava di alzare questa Coppa, lo meritava soprattutto per lui e per tutto quello che ha rappresentato per questo club. Poteva finire meglio, poteva non tornare a Torino, poteva non andare in Francia, puó smettere adesso invece di insistere. Potevano essere tante cose, ma nel vederlo saltare insieme a suoi compagni che potrebbero essere suoi figli, vediamo il bello del calcio e perdonateci la retorica. Le storie d’amore devono sempre finire nel migliore dei modi. Questo è stato il caso.
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