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2 min

- di Riccardo Verruso

Considerazioni sparse post 5a puntata di "Una Pezza di Lundini"


La fervida immaginazione di Roberto Saviano, il quarto album de I Cani e tutti i fantastiliardi che gestisce Cottarelli: questo ed altro nella quinta puntata dello show di Lundini.


- Quinta puntata ricca di ospiti di spessore, tra interviste ed interventi musicali. Questa volta il leitmotiv che ha contraddistinto l'intera durata della trasmissione è stata la divertente "bagarre sulla polemicozza" dell'accusa di plagio da parte di una casa di produzione cinese ai danni del programma Rai Mezzogiorno in famiglia. La trovata è geniale, non solo perché lo show fittizio è l'esatta trasposizione asiatica del programma di Lundini, ma per la cura dei dettagli nella scrittura dello sketch. Nello specifico, il logo del format cinese è scritto con ideogrammi, la cui traduzione è proprio "mezzogiorno in famiglia", e poi tutti i membri del cast cinese sono copia del cast della Pezza, eccetto Carmelo il bassista, lui, per fortuna, è l'originale;

- L'intervista al primo ospite d'onore genera reazioni contrastanti. Infatti, Roberto Saviano non risulta all'inizio particolarmente a suo agio, rispondendo in maniera quasi fiacca e raccontando gli aneddoti svogliatamente. Fortunatamente Lundini è un trascinatore, quindi l'intervista cambia passo e le sue gag surreali sciolgono Saviano che, a più riprese, difficilmente riesce a trattenere il sorriso. Tra i siparietti più divertenti sono da segnalare i malavitosi campani presso i firmacopie dello scrittore, il negazionismo di Lundini sulla camorra e la mitomania nel paragonare la sua vita a quella di Saviano;

- Importante momento della puntata, di interesse non solo per i fan del programma ma anche per chi segue la scena musicale indipendente italiana, è senza dubbio l'ospitata di Niccolò Contessa. Il frontman de "I Cani", infatti, non compariva da tempo in pubblico, essendosi dato sostanzialmente alla macchia, al netto di una demo rilasciata a fine 2020 e qualche brano come colonna sonora di film italiani. Come detto, hype alle stelle per la sua "apparizione" dai contorni mistici e forse un segnale premonitore per l'uscita del nuovo album, che tutti aspettiamo dal 2016? E chi può dirlo. Qui siamo a La Pezza di Lundini e nulla è banale: il conduttore infatti chiede a Contessa di non esibirsi con un inedito de I Cani, ma "con una cosa che non c'entra niente, sempre tua però". Anche questo pezzo diventerà una hit come "Sgrava questo miracolo"? Vedremo;

- Ultimo ospite di ieri è Carlo Cottarelli, influente economista italiano e Presidente del Consiglio incaricato per 3 lunghissimi giorni. L'intervista di per sé è piacevole, senza gag particolarmente memorabili, se non il ritorno alla parola di Torpedine e il termine "fantastiliardi". Speciale come al solito la scheda di Alessandro Gori, ma la vera accelerata si ha con il monologo di Emanuela Fanelli sul denaro che, in circa 3 minuti, offre una parodia riuscitissima del peggior cabaret romano targato Colorado e Zelig. La performance infatti è talmente veritiera che restituisce lo stesso imbarazzo che provocherebbe Maurizio Battista, con battute tipo "Sali e tabacchi, scenni e te diverti", o il "cringe" delle riflessioni forzatamente strappalacrime stile Enrico Brignano;

- Infine, non si può non menzionare il videomessaggio del bambino sui soldi sul finale di puntata, che scatena in studio applausi a scena aperta e grandi risate a casa. In conclusione, come la quarta puntata, anche la quinta termina con un bel call-back che riprende l'intervista con Saviano. Ancora una volta si è viaggiato su livelli altissimi.

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