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3 min

- di Mattia Polver

Considerazioni sparse post 37a giornata di Ligue 1


L'immagine simbolo del penultimo turno è lo sconforto di Imran Louza (Nantes) mentre osserva i risultati dagli altri campi sullo smartphone. Oltre a ciò, approfittiamo del ritardo per commentare brevemente l'Equipe de France di Euro 2020.


- Il LOSC ha ancora il destino nelle sue mani. Malgrado il pareggio 0-0 contro il tranquillo Saint-Étienne, i Dogues hanno ancora il 50% degli scenari possibili a proprio favore (ma dovranno evitare l’arrivo a pari punti, vista la peggiore differenza reti). Battere l’Angers senza più obiettivi al “Raymond Kopa” è naturalmente il più immediato, visto che escluderebbe i restanti. Ma quanto può influire la pressione di dover vincere a tutti i costi? Parecchio, dal momento che parliamo di una squadra dall’età media molto bassa. Serve dunque un leader e Burak Yilmaz è certamente la figura giusta, considerata l’assenza dell’altro veterano José Fonte. Giocare in trasferta sarà un’ulteriore punto di forza, visto che il Lille ha collezionato quattro pareggi e due ko casalinghi (contro l’Angers all’andata e il Nimes) solamente nel 2021;

- Nel momento in cui scriviamo a tenere banco è però la lista dei convocati da Didier Deschamps per gli imminenti Europei. Un nome più degli altri 25, quello di Karim Benzema, il grande ritorno dopo più di cinque anni dall’ultima presenza con i Galletti. A escludere l’attaccante del Real Madrid dalla Nazionale fu l’affaire sextape, un video ricattatorio di alcuni suoi amici verso il connazionale Mathieu Valbuena. La scelta del tecnico transalpino ha trovato un largo consenso di voci autorevoli (Mbappé e Rihanna, ma anche il presidente della FFF Le Graet) e altre meno (leggi Domenech). Decisione ragionevole oppure obbligata dalle poche certezze sul fronte offensivo? A leggere l’elenco non si direbbe: Ben Yedder, Griezmann, Coman, Giroud…;

- Arkadiusz Milik uomo della provvidenza e chi lo avrebbe mai detto? Già, perché dopo un paio di settimane in cui il polacco risiedeva più in infermeria che sulle panchine del Velodròme, una sua tripletta spedisce l’OM in Europa League. Ma c’è un dato che fotografa il cambio di passo nella mentalità apportato da Sampaoli: dal suo arrivo in Provenza è la quarta volta (su dieci gare) che il Marsiglia segna negli ultimi cinque minuti, portando lo score a proprio favore. Discreta l’esultanza in tribuna del patron Pablo Longoria, che già pensa in grande per l’anno venturo dove non sarà presente Florian Thauvin, futuro sposo del Tigres di Monterrey;

- Lotta per il titolo, corsa all'Europa (Monaco-Lens decisiva per entrambe) e questione salvezza tutta da decifrare. In Ligue 1 non basteranno 40 punti per salvarsi, una delle quote più alte nell'ultimo decennio. La principale candidata al play-out è attualmente lo Stade Brestois 29 (41 e -14 DR), chiamato ad affrontare il PSG a domicilio. Ai ragazzi di Dall'Oglio servirebbe replicare le vittorie ottenute contro Monaco e Lille, entrambe all'andata. Nel girone di ritorno appena 15 punti conquistati dai biancorossi. Non basta invece al Nantes (40 / -7) conquistare la quarta vittoria consecutiva. Servirà un quinto e decisivo step contro il Montpellier già in vacanza. Molto, se non tutto passerà dallo scontro diretto tra Strasburgo (41 / -9) e Lorient (41 / -18), con i bretoni che tremano per il pesante passivo nella differenza reti. In compenso sono ufficiali la seconda retrocessa (il Nimes sprecone e permeabile) e la seconda promossa, il Clermont Foot 63 che diventa la 79° partecipante al massimo campionato;

- Come già anticipato nelle scorse CS molti club approfittano dello scenario sereno per cominciare a progettare le basi di ciò che verrà. Parliamo di club che dovranno fare i conti nel senso più letterale, ma che non disdegnano a sognare in grande. Alcune scelte saranno dolorose, molte società medio-piccole vedranno portarsi via i gioielli più preziosi. Nuove proprietà, nuovi allenatori sulle panchine. Nuove sfide che riguarderanno anche la Lega (LFP), chiamata a dare risposte sul fronte dei diritti tv. Ora torna di moda il tormentone canale di proprietà. E se fosse la volta buona?

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Milanese classe 1995, laureato in Marketing e Comunicazione sportiva presso l'Università IULM di Milano. Nei weekend sguazza nel torbido del calcio giovanile e del basket minors lombardo. Tifoso di talmente tante squadre che è difficile vederlo col broncio al lunedì mattina. I suoi idoli? Riccardo Cucchi e Jarno Trulli.

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