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- di Francesco Paissan

Tre duelli in Formula 1


Esaltare le rivalità individuali è, da sempre, un ottimo punto di partenza per raccontare una storia. Che si tratti di epica o di letteratura, o più semplicemente di giornalismo e di sport, individuare una battaglia, un duello personale, uno scontro forte tra due grandi personalità, fornisce sempre degli ottimi spunti per tracciare le linee dei più grandi racconti. Ora, solo il tempo ci dirà se il racconto della stagione attuale di Formula 1 potrà entrare a far parte delle Grandi Storie di questo sport. Sicuramente, i presupposti affinché ciò avvenga sembrano già esserci tutti.


Rivalità, in F1, è un termine usato e abusato. Molto spesso per ravvivare il discorso rispetto a questo sport il rischio è di vedere conflitti anche laddove questi non ci sono. Un chiaro esempio è quello fornito da Netflix che, nel suo “Drive to Survive”, una sorta di incrocio tra narrativa sportiva, rewatch degli highlights migliori e ricerca della spettacolarizzazione, sembra aver calcato un po’ troppo la mano su alcune dinamiche, accentuando dei conflitti personali in modo da poter porre maggior enfasi sulla storia raccontata nel documentario. In realtà, Drive to Survive non ha mai realmente avuto l’occasione di raccontare una grande rivalità per il titolo, sfiorando appena l’ultimo Vettel vs Hamilton nel 2018 quando, invece, il documentario non prevedeva né Mercedes né Ferrari tra le scuderie seguite dalle telecamere di Netflix.

Come per DtS, pure noi non abbiamo potuto far molto altro se non assistere al dominio britannico di Hamilton, contrastato in lieve misura da Verstappen e Bottas. La sensazione è che quest’anno qualcosa potrebbe cambiare e un occhio alle principali linee di conflitto individuabili in queste prime due gare dell’anno possono convincerci a credere in una battaglia più accesa, sia per il titolo che per gli altri piazzamenti.

In questo articolo ho deciso di esaltare tre duelli, selezionandoli accuratamente tra quelli riscontrabili in questa stagione. Il primo è un duello diretto, il secondo è un duello a distanza e, infine, il terzo è un duello fittizio.

Hamilton vs Verstappen

Il cammino di Verstappen, pur avendo nella corsa per il titolo piloti una destinazione chiara, è stato meno rapido del previsto. Fino a quest’anno la Red Bull non era riuscita ad arrivare così preparata in termini di prestazioni e di gestione della gara per contrastare realmente lo strapotere Mercedes. Quest’anno, l’ultimo di collaborazione con Honda per quanto riguarda la fornitura delle power unit, sembra che i “bibitari” siano riusciti addirittura a partire qualche passo avanti alle Frecce d’Argento.

In situazioni di equilibrio tra le forze in campo, il valore dei piloti dovrebbe risultare decisivo e, infatti, il valore dei piloti in questione decisivo lo è stato sia in Bahrain che in Italia. Hamilton ha saputo approfittare delle incertezze dei rivali nel primo Gran Premio della stagione mentre Verstappen ha gestito al meglio il vantaggio raccolto fin dai primi giri a Imola, in condizioni di pista bagnata e in seguito a una partenza da Manuale del Pilota. Nonostante questo, sono stati disputati altri due Gran Premi che ci hanno consegnato un doppio trionfo di Hamilton ma che, oltre ai meriti del pilota, ci hanno ricordato di come la Mercedes sia una squadra straordinaria. In Portogallo la scuderia di Brackley ha riportato in pista una vettura più competitiva di quella delle prime due uscite mentre in Spagna la squadra di Toto Wolff ha messo in scena un revival di Ungheria 2019, optando per una strategia a due soste che, di fatto, ha permesso a Hamilton di passare facilmente un Verstappen in crisi di gomme e di vincere ancora.

Solo due gare fa, tuttavia, avevamo visto un altro lato di Hamilton, quello più cupo e, forse, più pericoloso. Ne abbiamo visto l’ira funesta durante la rimonta nel GP di Imola, dopo l’errore che lo ha mandato fuoripista e, soprattutto, dopo la “spallata” di Verstappen in partenza. Un’altra spallata, vera questa volta, Max gliel’aveva rifilata dopo la gara, cercando di portare il duello tra i due su un piano puramente fisico, quasi potesse essere quello l’unico modo per entrare nella testa di Lewis e incrinare le sue certezze. In due gare Hamilton ha ristabilito le gerarchie in maniera quasi subdola. Ha lasciato a Verstappen gli onori di due grandi sorpassi, lasciando sfogare la sua carica aggressiva e competitiva, per poi rimontarlo in pista martellandolo giro dopo giro. La miglior partenza di Verstappen in carriera, calcolando i punti raccolti nei primi 4 GP dell’anno, è coincisa, guarda caso, con la miglior partenza di Hamilton in carriera.

Inevitabile, a questo punto, concludere che l’olandese e il britannico ci stanno regalando un inizio di stagione unico. I due piloti sembrano esaltarsi nella lotta l’uno contro l’altro e se questa non è già una delle grandi rivalità della Storia della F1 allora, sinceramente, non saprei quale altra potrebbe esserlo.

A proposito di spallate...


Bottas vs Russell

Non è, chiaramente, una rivalità diretta da consumare curva dopo curva quella presa in considerazione. Il divario tra Mercedes e Williams è abissale e sarebbe quantomeno ingiusto chiedere a Russell di competere con Bottas. L’incidente visto a Imola tra questi due piloti e, forse in misura maggiore, le reazioni avute dai piloti sia “a caldo” che nelle successive giornate, ci ha comunque permesso di sbirciare nella mente di Russell e Bottas e comprendere come ci sia, tra di loro, una linea di frattura più accentuata di quanto non si immagini. In palio non c’è un titolo ma un sedile argentato che Russell ha soltanto assaporato nel GP del Sakhir dello scorso anno, umiliando di fatto il finlandese nello scontro diretto. Che George voglia quel posto non è una novità e un sorpasso ai danni di Bottas nel Gran Premio corso a Imola rappresentava una occasione troppo ghiotta per non essere raccolta. L’incidente, a posteriori, era forse inevitabile. Bottas non avrebbe mai permesso un sorpasso facile e Russell non avrebbe mai alzato il piede dall’acceleratore. Muro contro muro, macchina contro macchina, Russell contro Bottas. Risultato: k.o. doppio per entrambi i piloti.

Il duello che doveva rimanere a distanza tra questi due piloti si è fatto, inaspettatamente, fisico. Oltre all’incidente, già di per sé piuttosto grave, Russell appena uscito dalla sua vettura dilaniata si è diretto verso di Bottas, rimasto nell’abitacolo, ancora scosso dall’impatto. Il britannico, visibilmente innervosito dalla dinamica degli eventi, ha rivolto parole tutt’altro che al miele al finlandese, rifilandogli pure un poco amichevole buffetto. Le scuse, poco convinte, di Russell non si sono certo fatte attendere ma, come era prevedibile, non sono sembrate bastare.

Dopo la paura per l'impatto rimane solo tanta rabbia per entrambi.


Mazepin vs Formula 1

Nikita Mazepin rappresenterebbe un soggetto più che interessante per un racconto. Un ragazzo in lotta contro l’opinione pubblica che lo vede come l’ennesimo e il meno talentuoso dei piloti giunti in F1 grazie ai capitali di famiglia, contro l’opinione dei colleghi che lo vedono come una minaccia più per via delle manovre ai limiti del regolamento e degli errori di guida potenzialmente dannosi sia per lui che per gli altri. Quella di Mazepin, per il momento, pare essere una storia lontana da quelle di redenzione, in cui il protagonista riesce, attraverso impegno e dedizione, a ribaltare la visione che il mondo del motorsport ha di lui. Pare, anzi, che il pilota russo sia perfettamente a suo agio nel ruolo di “bad guy”, in una personalissima lotta contro gli altri piloti e contro le regole, perennemente sul filo della legalità di manovre e pensiero, disposto a essere cattivo esempio sempre, senza mezze misure.

Nelle prove libere ci siamo ormai abituati agli stacchi delle telecamere, puntuali nell'inquadrarlo girato o sulla ghiaia. In due qualifiche su due ha stracciato il patto di non belligeranza che vige tra i piloti, rendendosi protagonista di manovre che gli sono costate pure un richiamo dal mai sopra le righe Antonio Giovinazzi. In gara, come nelle libere, complice anche una Haas poco manovrabile, Nikita ha litigato praticamente con tutto e tutti. Già il suo esordio in Bahrain durò appena tre curve. E' in Spagna che, però, il russo è riuscito a regalare ai suoi migliori detrattori uno spettacolo completo. Un fuoripista durante le prime libere ha spinto Charles Leclerc a un team radio in cui ha, probabilmente, riassunto il pensiero dell'intero paddock rispetto al russo: "Non cambierà mai". In gara, invece, ostruendo la rincorsa di Hamilton verso il primo posto, è riuscito addirittura a scomodare Toto Wolff che, in un altro team radio ben più colorito, rivolto nientemeno che alla FIA (avete capito bene, un team radio di Wolff alla FIA), ha sollecitato le "blue flags" nei confronti di Mazepin.

Il russo ha avuto il merito fin qui, se così si può dire, di non aver davvero guardato in faccia a nessuno. Fin dove arriverà la sua lucida follia è ancora difficile capirlo.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato nel 1997 a Udine e cresciuto, come tanti, inseguendo un pallone con alterni successi. Studente (ancora per poco), difensore in una squadra di bassa categoria in Friuli, difficilmente esiste uno sport che non apprezzi. Segue con grande passione il mondo dei motori e la F1, il carrozzone più famoso al mondo. Oltre allo sport tanto cinema (Lynch grazie per tutto) e qualche buon libro, il tutto innaffiato da un buon vino friulano.

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