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- di Lorenzo Piscaglia

Considerazioni Sparse Semifinali World Padel Tour Vigo Open


Quando la partita la decidono tattica, nervi e temperamento, Belasteguin e Gutierrez sono ancora invincibili.


- Prima semifinale maschile e subito grandissimo derby tra i due ex compagni Paquito Navarro e Juan Lebron, che oltre a condividere il campo in passato sono stati i primi spagnoli ad arrivare ad occupare il #1 del ranking WPT nel 2019. La coppia allenata da Mariano Amat trasmette fiducia e sicurezza, Paquito e Di Nenno non riescono a scalfire il gioco degli spagnoli e con il punteggio di 6-2 si chiude il primo set in favore di Lebron-Galan. Sembra una resa, ma Navarro ha altre idee. Paquito mette in mostra l’enorme repertorio padelistico che lo caratterizza, Di Nenno alza il livello delle sue giocate e diminuisce drasticamente il numero di errori non forzati. 6-3 nel secondo e partita in parità 1-1. Nel terzo set la pressione sale e, come già successo a Madrid, qualcosa si rompe nella coppia della M3 Academy. Lebron torna ad avere un linguaggio del corpo errato nei confronti del suo compagno Galan, Paquito e Di Nenno sentono l’odore del sangue ed iniziano a giocare sopra queste defiance della coppia rivale e piazzano il break decisivo nel 5 gioco del terzo set. Il resto è gestione e con il punteggio finale di 2-6 6-3 6-4 si aggiudicano la finale Paquito e Di Nenno. Per Martin la prima finale da pro. Galan-Lebron rimandati, ma Amat dovrà lavorare soprattutto sugli aspetti psicologici della coppia;

- Al momento sembrano inarrivabili. Triay-Salazar, dopo la vittoria ad Alicante, agguantano la seconda finale consecutiva. C’è poco da dire. 6-1 6-0 contro Brea-Icardo che al momento non sono ancora caratterialmente pronte a rispondere alla solidità ed alla pesantezza dei colpi di Gemma e Ale. Il futuro comunque è dalla loro parte e questo inizio di stagione lo dimostra.

- Nella seconda semifinale femminile le cose non vanno molto diversamente. Riera e Llaguno vincono d’esperienza 6-1 6-3 contro Osoro-Iglesias. Il gioco potente di Viki si scontra troppo spesso con il muro a rete di Patty Llaguno e la lunghezza degli scambi si presta molto al gioco tattico delle due più esperte giocatrici che, con globos millimetrici e chiquitas nei piedi, riescono sempre a rimanere avanti nel marcador. Osoro dimostra di avere una qualità di colpi e di recuperi difensivi veramente notevole. Per fare il salto di qualità però avrà bisogno di più continuità offensiva della sua compagna Iglesias, molto potente ma ancora troppo fallosa, soprattutto nei momenti cardini del match;

- La semifinale della parte bassa del tabellone maschile invece poneva Lima-Tapia al cospetto di Bela-Sanyo. Ne esce una partita bellissima e ricca di break. Il primo set inizia subito senza esclusione di colpi. Portare a casa un servizio sembra un miraggio. In questo contesto così funambolico a farne le spese sono Bela e Sanyo che lasciano il primo set 6-4 ai rivali. Ma come troppo spesso succede contro queste due leggende, o batti il ferro finchè è caldo o il ferro batterà violentemente su di te. E succede: un break subito nel secondo set e Sanyo-Bela non si voltano più. 6-4 e tutto da rifare per Tapia-Lima. A questo punto entrano in gioco i nervi e ad oggi, in queste condizioni, Belasteguin e Gutierrez rimangano invincibili. 3-1 nel terzo set in un batter d’occhio, sangue che cola dalle prede e squali che non si fanno pregare due volte. Termina 6-2 senza possibilità di replica il terzo set. Bela-Sanyo raggiungono Paquito-Di Nenno in finale e si sfideranno in uno scontro inedito;

- Pista veloce o pista lenta. Le prime due uscite di Madrid e Alicante ci avevano palesato tutto il contrario di tutto. Bela-Sanyo vincenti su pista veloce, Galan-Lebron su pista lenta. A Vigo le condizioni sono molto simili a quelle alicantine, ma questo Open ci riporta ad una sorta di normalità. La finale Navarro-Di Nenno vs Belasteguin-Gutierrez è lì a dimostrarlo. Sarà una partita da palati fini del padel, ricca di tattica e punti lunghi. Ed attenzione anche alla finale femminile, perché vero che Triay-Salazar paiono ingiocabili, ma le caratteristiche del campo potrebbero facilitare i compiti difensivi di Riera-Llaguno.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Classe '92. Crede fortemente che il simbolo della perfezione estetica sia stato il jumper di Kobe Bryant. Noto ai più come conduttore del podcast fantacalcistico Fattore Campo tende a ripetere la stessa identica frase ogni lunedì mattina post calcolo della giornata: "Non c'è fortuna per gli artisti". Ah, particolare sfuggito: Mourinho è il suo vero padre.

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