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2 min

- di Gabriele Moretti

Considerazioni sparse post Udinese-Sampdoria (0-1)


L'ennesimo gol di Quagliarella rompe il noioso equilibrio del Friuli.


- In una delle domeniche pomeriggio calcisticamente meno spumeggianti che riesca a ricordare, a Udine va in scena la più classica delle partite da fine stagione. Poche occasioni in campo, tanti sbadigli sul divano. Offro lauta ricompensa a chi riesca a trovare il modo di rendere avvincenti le sfide primaverili tra squadre già "condannate" alla metà classifica;

- Primo tempo "di studio", summa tattica dell'annata di due squadre che hanno costruito il proprio campionato sull'equilibrio tattico. Ranieri abbandona il solito 4-4-2 per mettersi a specchio, facendo "sfogare" l'Udinese senza lasciargli mai lo spazio per arrivare a occasioni pulite;

- Nel secondo tempo la Sampdoria torna allo schieramento classico, alza il ritmo, pressa alto e riparte più spesso. I bianconeri non sfruttano le ripartenze e, alla fine, i tre punti vanno meritatamente a Genova. L'Udinese comunque non sfigura ma mostra ancora una volta quanto quest'anno le sia mancato un centravanti minimamente prolifico;

- Grazie a questa vittoria, i blucerchiati raggiungono matematicamente il nono posto in classifica, obiettivo dichiarato da società e allenatore fin dall'inizio della stagione e ribadito numerose volte nelle ultime settimane. E non si tratta di una conquista simbolica: la società di Ferrero guadagnerà 3,8 milioni di euro in più rispetto alle posizionamenti successivi. Una vera manna di questi tempi;

- Nonostante un'Udinese con le polveri bagnate, il migliore in campo è ovviamente Rodrigo De Paul. Quattro dribbling su cinque riusciti, un passaggio chiave e il 50% dei tiri in porta della squadra. Con il tutto il rispetto per Udine e i suoi tifosi, speriamo di vederlo ad Agosto su un palcoscenico più prestigioso, possibilmente europeo. È già sicuro, invece, il rinnovo di Quagliarella per il suo settimo in maglia blucerchiata, con la quale gli mancano sole due reti per sfondare il muro dei 100 gol ed entrare nell'esclusivissimo club frequentato da Flachi, Vialli e Mancini.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Genovese e sampdoriano dal 1992, nasce con tempismo perfetto per perdersi lo scudetto del 1991 e godersi la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni. Comincia a seguire il calcio ossessivamente nel 1998, coronando la prima stagione da tifoso con la retrocessione della propria squadra del cuore. Testardo, continua a seguire il calcio e cresce tra Marassi e trasferte. Diplomato al liceo classico, si laurea in Storia e intraprende la via del nomadismo, spostandosi tra Cadice, Francoforte, Barcellona e l’Aia. Per coerenza, decide di specializzarsi in storia globale e migrazioni e, nel frattempo, co-dirige il blog SPI – Storia, Politica e Informazione. Crede fortemente nel valore del giornalismo indipendente, sportivo e non, come argine al declino deontologico dei colleghi professionisti.

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