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- di Eduardo Magarelli

Considerazioni sparse post Nadal-Djokovic (7-5 1-6 6-3) ATP Master 1000 Roma


Rafael Nadal conquista per la decima volta il Master di Roma, vincendo una finale dai mille capovolgimenti in cui è stato più costante e propositivo di un Djokovic che ha visto sfumare la vittoria per pochi errori, ma arrivati nei momenti decisivi.


- 15 anni di lotta in cui si sono spartiti 38 slam e 71 Master 1000, affrontandosi CINQUANTASETTE volte. Djokovic nella conferenza stampa post vittoria su Sonego, ha raccontato di un siparietto alquanto iconico ed indicativo avvenuto nello spogliatoio. Lui e Nadal incontrandosi hanno riso pensando a come loro, i "vecchietti", siano ancora una volta lì senza cedere agli attacchi della Next Gen. Non la prima dichiarazione provocatoria del numero uno al mondo verso i campioni di domani. Un domani che entrambi i finalisti vogliono veder sorgere il più tardi possibile. Per la fortuna di noi italiani, il centrale del Foro Italico con questa finale diventa il terreno di gioco dove i due dominatori del tennis si sono affrontati più spesso. Ben 9 sfide tutte di un livello abacinante, dal quarto del 2007 alla finale odierna. Non ce ne vogliano gli altri tornei sul rosso, ma a Roma si sono viste la maggior parte delle migliori sfide tra i due. Quella di oggi, in particolare nel primo set, non ha deluso le aspettative;

- Sono scomparse le insolite fatiche e difficoltà dei turni precedenti, una volta scesi in campo. La concentrazione è altissima come la qualità del gioco, tale che il match potrebbe esser paragonato ad una finale mondiale di scacchi. Si conoscono fin troppo bene, l'uno sa perfettamente le aperture e le chiusure dell'altro. Sanno prevedere i successivi 2/3 colpi dell'avversario, che è perennemente costretto alla perfezione per non esser affondato dalla contromossa. Nole è il primo a fare il break, perdendolo subito e lentamente calando al servizio, dove invece Nadal ha una percentuale altissima, mai raggiunta prima nel torneo. Il perfetto equilibrio e la lotta punto a punto vengono interrotti dai primi frastornanti diritti inside-out di Nadal e da un terribile game al servizio di Nole, con 3 errori non da lui che lo fanno andare su tutte le furie e perdere il set;

- Copione simile alla semifinale con Sonego per Djokovic. Perde il set per un calo improvviso quanto inspiegabile e si innervosisce. Dal primo punto del nuovo set però quel nervosismo lo contiene, lo nasconde dietro una testa china e un livello di tennis che progressivamente aumenta. Nel terzo game è sul bordo di un balcone. Ad un passo dall'esplodere. Cambia marcia, serve due ace annullando palle break e non sbagliando più nulla per i cinque game consecutivi si aggiudica il set. Nadal spinge meno da fondo e non comanda quasi mai gli scambi di diritto. In un paio di essi praticamente già vinti sbaglia il colpo più semplice, contro un Nole centrato che concede il minimo sindacale. Ma la partita è insensata ed impronosticabile. Nadal non soccombe nel quinto game del terzo, grazie ad un errore impronosticabile di Djokovic con un diritto a campo aperto gettato in rete. La finale si decide in quel colpo. Nole esce emotivamente dal match perdendo il successivo game a zero e accomoda il decimo titolo a Roma di Nadal;

- Le 6 ore di ieri, in due last man standing match, hanno lacerato più i nervi che il fisico di Djokovic. E' stato altalenante per tutto il match. Sia nel gioco, con alcune scelte abbastanza incomprensibili come il cercare disperatamente di rallentare lo scambio alzando la traiettoria. Sia mentalmente uscendo per brevi tratti dalla contesa. Ha tante volte fatto male a Nadal non dandogli mai l'occasione di girarsi sul diritto per giocare l'inside out, martellando con il suo rovescio il lungolinea. Oggi lo ha fatto solo a inizio match e in parte nel secondo, aprendo gli angoli e costringendo Rafa al tergicristallo. Ha scelto l'attesa invece della propositività, espressa solo a tratti con le sue amate palle corte. Troppo incostante per battere questo Rafa. Sono cinque anni che perde contro Nadal sul rosso, in vista del Roland Garros questo dato desta preoccupazione;

- Mai prima d'ora era giunto in finale annullando match point Rafa Nadal. Ben due contro Shapovalov, che come oggi Nole sulla palla break nel terzo set, sbagliò incredilmente un diritto da metà campo sul più bello. Fortuna a parte - anche quella di un nastro oggi iberico - Nadal ancora una volta si presenterà a Parigi con un 1000 su terra vinto. Aveva deluso non poco nei tornei precedenti, ma qui ha alzato incredilmente il livello. Non vincendo mai in maniera netta distruggendo l'avversario, ma lottando con le unghie e con i denti, anche con il sangue per due rovinose cadute per delle linee inchiodate malamente. Imbarazzante la tenuta e la gestione del campo da parte degli organizzatori. Il servizio di Rafa aveva faticato e non poco nelle ultime settimane. Ha naturalmente giocato il miglior match al servizio nella partita più importante, da vero fuoriclasse qual è. Ci permettiamo però una piccola provocazione in vista dell'Open di Francia: questi Djokovic e Nadal non sono i migliori mai visti, anche perchè gli anni passano inesorabilmente. I giovani fremono e danno come mai prima d'ora filo da torcere ai "vecchietti". Fra due settimane ne vedremo delle belle, e forse anche qualche vittoria a sorpresa. Speriamo magari di un giovane italiano...

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

22 anni studente di Lettere - Cultura Teatrale a Bari e per hobby barman. Appassionato, se non ossessionato, dallo sport da quando lattante preferivo le repliche della Premier League ai Looney Tunes. Crescendo diventato poi insonne per godersi le partite NBA sulla west coast alle 4:30 o i primi turni dell'Australian Open. Il mio più grande desiderio sarebbe far diventare la mia grande passione il mio lavoro, la mia vita.

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