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- di Lorenzo Piscaglia

Considerazioni sparse post Finali World Padel Tour Vigo Open


Campo lento, si vince di tattica. Dimostrano Riera-Llaguno e Bela-Sanyo.


- Non conta quanto sei forte e giovane, conta che se vai al terzo set con Bela-Sanyo difficilmente ne esci vincitore. Ti entrano sotto pelle, ti costringono a giocare continuamente sulle tue debolezze. Fondamentalmente ti regalano un clínic su come chiudere le partite e vincere i tornei;

- La difesa di Di Nenno funziona ed è tra i migliori del circuito in questo aspetto. L’esperienza si paga, ma per crescere deve passare da questi tornei. E con Paquito di fianco il resto della stagione un trofeo non deve essere utopia per lui;

- Paquito ha giocato un torneo probabilmente da Mvp. Forse questa stessa cosa lo ha condizionato nel terzo set. Si vuole caricare la coppia sulle spalle e troppo spesso “ruba” palle al suo compagno lasciando liberi spazi all’intelligenza tattica di Sanyo Gutiérrez. Forse con più pazienza avrebbero potuto aggredire maggiormente l’acciaccato Belasteguin;

- Sembrava un fil rouge difficile da spezzare dopo il primo set dominato da Triay-Salazar. Ma Riera e Llaguno non si sciolgono sulle bollenti palle avversarie e con nervi saldi vincono in rimonta la finale più bella di questo inizio di temporada per 2-6 6-3 7-5.;

- Hanno di che recriminare Salazar-Triay. La loro superiorità e continuità al momento è fuori discussione. Ma su questi campi lenti, dove la potenza di Gemma è meno letale, devono trovare soluzioni più intelligenti per rimanere all’interno del ritmo partita. Stratosferiche da questo punto di vista Patty e Virginia, che cambiano completamente ritmo, abbassandolo a loro piacimento negli ultimi due decisivi set. Il finale del terzo set è da “giù il cappello”, perché mantenere i nervi saldi con Salazar-Triay dall’altra parte della rete non è affatto un gioco da ragazzi. Brave!

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Classe '92. Crede fortemente che il simbolo della perfezione estetica sia stato il jumper di Kobe Bryant. Noto ai più come conduttore del podcast fantacalcistico Fattore Campo tende a ripetere la stessa identica frase ogni lunedì mattina post calcolo della giornata: "Non c'è fortuna per gli artisti". Ah, particolare sfuggito: Mourinho è il suo vero padre.

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