
Considerazioni sparse post Roma-Lazio (2-0)
Sul tramonto del campionato la Roma riesce a vincere un big match, grazie ai lampi di Dzeko e Pedro.
- Nel primo tempo la Lazio sembra coprire meglio il campo ed ha 2 occasioni ghiottissime con Luis Alberto e Milinkovic. La Roma fa una prova ordinata e di buona volontà, ma contro la difesa avversaria schierata sembrano latitare soluzioni in fase di possesso palla. Al 42’ un lampo di Dzeko squarcia il match: scherza Acerbi e serve un cioccolatino che Mkhtiaryan (12 in stagione) deve solo spingere in rete. Col vantaggio la Roma prende fiducia, mentre la Lazio sparisce gradualmente dal campo;
- I biancocelesti, sfumato il sogno Champions, sembrano essere arrivati un po’ scarichi a questo derby. Finché restano aggrappati al match, Luis Alberto disegna calcio e Milinkovic Savic si divora gli spazi alle spalle del centrocampo avversario. Lazzari punge in avvio, ma poi si spegne. Acerbi va stranamente in tilt, mentre Muriqui resta un oggetto misterioso e fatica a dialogare con Immobile, che resta troppo isolato;
- L’MVP assoluto del match è Edin Dzeko, che avrebbe meritato una standing ovation all’uscita da quello che potrebbe essere il suo ultimo derby e ultimo match all’Olimpico. Gioca a tutto campo, si sacrifica per la squadra, inventa un gol e fa impazzire Acerbi fino a causarne l’espulsione. Il brasiliano Fuzato, decisivo in 2 occasioni, fa vivere l’ebbrezza ai suoi di avere un portiere, sensazione quasi mai provata in stagione. Grandissima prestazione anche di Darboe, primo nato negli anni 2000 a disputare la stracittadina. Cristante mette l’elmetto e disputa un match di quantità e qualità, mentre ElSharaawy sembra ancora lontano dalla condizione migliore;
- La Lazio cede il passo dopo una grande rincorsa. A pesare sulla stagione è stato soprattutto la prima parte, dove le assenze, l’impegno in Champions e la scarsa profondità della rosa l’hanno penalizzata in maniera determinante. Il lavoro di Inzaghi è comunque sotto gli occhi di tutti: ora bisognerà capire se questo gruppo, che di qualità ne ha (soprattutto a centrocampo), è ancora affamato o se ci sarà bisogno di dare una scossa dopo tanti anni a buonissimi livelli;
- La vittoria acuisce i rimpiante per la stagione romanista: se i giallorossi avessero difeso sempre con questa attenzione e organizzazione, data la quantità di talento a disposizione davanti, avrebbero quantomeno potuto lottare per un obiettivo più ambizioso del settimo posto. Siamo contenti che Fonseca lasci con un sorriso: il bilancio finale non può essere positivo, ma il portoghese non ha mai cercato alibi, anche nei momenti in cui le chilometriche assenze sono diventate un fattore decisivo, e ha comunque il merito di aver scoperto o riscoperto giocatori come Karsdorp, Spinazzola, Villar e Darboe.
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