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2 min

- di Matteo Orlandi

Considerazioni sparse post Juventus-Inter (3-2)


È successo veramente di tutto.


- Dobbiamo partire da una premessa. Da un po’ di tempo su Sportellate non si parla più di episodi arbitrali nelle nostre considerazioni sparse. Oggi è assolutamente impossibile. Non abbiamo mai visto una partita così vistosamente composta e ricomposta, così condizionata, rovinata, deturpata da una squadra arbitrale tanto scarsa e arrogante, in ogni singola scelta, in ogni momeno di gestione di gara. Alla fine nel caos più totale la Juve esce con i tre punti in tasca, tutto sommato meritati;

- È stata una partita inevitabilmente divertente, perchè niente intrattiene più della confusione. La Juve gioca un ottimo primo tempo, di attenzione e concentrazione, contro un Inter un po’ troppo molle. Nella ripresa i bianconeri finiscono in dieci e si asserragliano dentro l’area. L’Inter si trova costretta a giocare la partita che odia, in costruzione contro un avversario in trincea. Costruisce qualcosa, trova un gol di nervi, ma poi cade tramortita in un finale mozartiano pieno di follia, errori, teatro;

- Se dobbiamo parlare di calcio, Pirlo continua ad apparire discutibile e confuso nella sua gestione della rosa, cancellando quanto di buono fatto vedere contro il Sassuolo e ripresentandosi senza attaccanti. L’idea funziona a metà. Kulusevski in quella posizione sembra sempre un ospite, più che un padrone di casa. Ancora passi avanti da Rabiot intanto, ragazzo da cui non sarebbe follia ripartire, al netto della claque mediatica che lo vorrebbe responsabile anche dell’11 settembre. Questi sono tre punti più simbolici che utili, un grido d’orgoglio nella notte di un gruppo arrivato dilaniato a fine stagione;

- L’Inter ha approcciato quasi con flemma la partita, per poi finire travolta nella corrida finale. Nel secondo tempo la squadra di Conte mette in campo tutto quello che ha e pur di provare a fare punti rinuncia al dogma della difesa a tre. Oggi non è bastato. Una sconfitta che non sposta di una virgola la stagione nerazzurra ma che lascia un po’ di amaro in bocca. Conte avrebbe adorato buttare fuori la Juve dalla prossima Champions;

- Cuadrado, l’mvp della stagione bianconera, cancella con merito quel brutto zero sulla colonna dei gol. Se c’è peró una cosa che la Juve porta via a testa alta da questa partita più di tutte è la figura statuaria di De Ligt, un totem insormontabile, eroico a tratti. Difensore spaziale, la pietra da cui ripartire nel futuro, senza discussioni.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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