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3 min

- di Marco Bellinazzo

Considerazioni sparse post Genoa-Atalanta (3-4)


Dominando per un tempo e cincischiando per un altro, la Dea conquista meritatamente la terza qualificazione consecutiva alla Champions League.


- Per fare una partita di calcio ci vogliono due squadre, ma a Marassi nel primo tempo se ne presenta davvero una sola e quello che va in scena, più che un incontro di calcio, è un vero e proprio soliloquio di un'Atalanta mai interlocutoria. La fresca salvezza dei rossoblu porta Ballardini a dar giustamente spazio a qualche giovane in più e a qualche seconda linea, trasmettendo tranquillità sin dalla scelta degli 11: un atteggiamento che, al cospetto di un'Atalanta motivata a far punti oltre che naturalmente più forte, porta alla logica conseguenza di un naufragio annunciato. Nonostante una pericolosa ripresa di svago, che vede il parziale rientro dei ragazzi di Ballardini, la Dea stacca il pass per la prossima Champions e lo fa con pieno merito;

- Malinovskyi e Zapata sono semplicemente incontenibili. Il colombiano in soli 45 minuti (perché Gasperini lo risparmia per la finale di Coppa Italia) fa letteralmente quello che vuole, mostrando una superiorità imbarazzante contro tutta la difesa avversaria, di cui Radovanovic è lo sciagurato rappresentante. Per l'ucraino sono quasi finite le parole, in questo momento è in totale delirio di onnipotenza: sembra volare sul campo di gioco e tutto quello che tocca diventa oro. Le prime due reti sono il frutto della reciprocità di gol e assist tra i due protagonisti assoluti, che si trovano a meraviglia e in appena mezz'ora indirizzano la partita sulla strada di Bergamo;

- Impressionante quante armi abbia a sua disposizione Gasperini, che attinge copiosamente alle rotazioni, sia tra le partite che all'interno della partita stessa, ma senza minimamente intaccare il livello di qualità espresso. Oltre alla devastante qualità offensiva, che si concretizza con un incredibile numero di marcatori sempre diversi, la superiorità atalantina si manifesta soprattutto in mezzo al campo, dove la coppia Freuler-De Roon si impone a ritmi spesso insostenibili per chi li affronta. Se poi Gosens e Hateboer riempiono l'area come per il gol dello 0-3, allora le minacce per le difese avversarie diventano veramente troppe;

- Impossibile criticare, anche solo per un secondo, Ballardini e il suo lavoro con questo gruppo. La sconfitta di oggi è netta, anche a dispetto di un secondo tempo un po' più allegro della retroguardia atalantina che rende migliore il parziale, ma se proviamo a ricordare la situazione in cui il tecnico di Ravenna ha ereditato questa squadra in inverno, una salvezza a due giornate dalla fine costituisce una vera e propria impresa, e come tale va celebrata. Dopo i festeggiamenti di mercoledì, oggi si porta a casa le buone prove di giovani come Portanova, Melegoni, Rovella o Caso e un abbozzo di rimonta, dettata sì dal calo di tensione nerazzurro, ma anche dall'atteggiamento positivo messo in campo a dispetto di un passivo pesante. Per oggi non serviva altro;

- Può migliorare questa Atalanta? Eccome, e i margini stanno tutti nel secondo tempo così naif giocato dagli uomini di Gasperini che, se abbassano il loro ritmo forsennato, vanno in sofferenza più del dovuto anche in condizioni di apparente controllo. La gestione così superficiale dell'ampio vantaggio maturato nel primo tempo, mette in discussione, anche se per pochi minuti, un match praticamente già vinto e, per una squadra che si sta abituando ad importanti palcoscenici europei, questo non è qualcosa che ci si può permettere regolarmente. Per stavolta è sufficiente, ma mercoledì c'è in palio un trofeo e in genere, nelle finali, gli errori si pagano.


ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato a Biella il 30/07/93, laureato in Matematica per motivi che non riesco a ricordare. Juventino di nascita, vivo malissimo anche guardando le partite dell’Arsenal, di Roger Federer e di qualunque squadra io scelga a Football Manager (unico sport che ho realmente praticato). Fanciullescamente infatuato di Thierry Henry, sedotto in età consapevole da Massimiliano Allegri, sempiternamente devoto a Noel Gallagher.

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