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3 min

- di Matteo Cardia

Patson Daka, l'ennesimo talento della casata Red Bull


Patson Daka è la dimostrazione di come scouting, progettualità e fiducia nel singolo possano essere un'arma vincente. Da erede di Haaland a giocatore simbolo del Red Bull Salisburgo.


Al Red Bull Salisburgo le eredità si raccolgono quando si è ancora giovani. Così, quando Erling Haaland ha lasciato l’Austria per trasferirsi a Dortmund, è stato chiaro che a prendere le redini dell’attacco sarebbe stato un giovane zambiano, che già in coppia con il norvegese aveva mostrato il suo talento. In meno di due stagioni, Patson Daka ha dimostrato a tutti che il lavoro del club austriaco è stato ancora una volta perfetto.

Bottom - up

Dal basso verso l’alto, da sud verso nord. Un percorso comune a tutti i giocatori che arrivano dal continente africano. Non è facile arrivare in Europa e a volte la strada è solo una, come racconta la storia di Darboe, ma negli ultimi anni lo scouting delle società, unito a progetti appositi, ha permesso di arrivare a scoprire talenti che prima rimanevano relegati nei campionati locali, dove la passione sugli spalti supera di gran lunga la qualità in campo. La scoperta di Daka è fatta di vari passaggi figli di questi cambiamenti avvenuti negli anni. È il 2012 quando l’associazione panafricana Airtel Rising Stars tiene dei provini per individuare i migliori prospetti nell’area di Chingola, il distretto in cui il classe 1998 è nato e cresciuto. Bastano dieci minuti per capire che il bambino ha qualcosa di diverso dagli altri. Così comincia un’ascesa che porta il ragazzo a capitanare una selezione del suo paese in un torneo in Nigeria e poi ad entrare nel giro delle nazionali giovanili del suo paese. Esordisce nel massimo campionato nazionale dividendosi tra Kafue Celtic e Power Dynamos tra 2015 e 2016, anno in cui esordisce anche nella Nazionale A. La velocità con cui Daka si distingue, complici anche le grandi prestazioni al mondiale U20 del 2017, fa finire il giovane nei radar della 12 Management Agency, guidata dall’ex attaccante maliano del Siviglia Freddie Kanoute. Un passaggio fondamentale, perché il talento zambiano non finisce nelle mani di procuratori improvvisati o di speculatori, e perché i legami di Kanoute con la galassia Red Bull consentono al giovane attaccante di arrivare a quell’Europa sempre sognata: Salisburgo è la prima tappa obbligatoria, l’ambiente destinato a far maturare il giocatore e la persona, e che ha fatto bene ad altri calciatori africani come Mané. Daka ripaga subito la fiducia e nelle due partite d’esordio dell’edizione 2016-2017 della Youth League vinta dal Red Bull Salisburgo va in gol sia in semifinale che in finale.

L’anno dopo viene ceduto in prestito al Liefering, squadra satellite che milita in seconda divisione. Una stagione è sufficiente per dimostrare che può stare al piano superiore: 4 gol e 5 assist in diciotto partite disputate. La stagione 2018-2019 è d’ambientamento, le due successive, invece, fanno rima con consacrazione: 60 gol in due annate, uniti a 22 assist. Numeri da capogiro, che hanno fatto finire il nome di Patson Daka nei taccuini dei più importanti club inglesi già da gennaio scorso, ma anche tra i nomi visionati dal Milan.

Ideale

Punta centrale pura ma abile nello svariare su tutto il fronte offensivo. Fisico ma allo stesso tempo capace di esaltarsi nel breve e a campo aperto. Caratteristiche che lo rendono l’attaccante ideale per il calcio odierno e con ancora grandi margini di miglioramento: perché lo zambiano ha ancora solo ventidue anni. Patson Daka ha nel suo DNA il gol, come i numeri prima citati possono confermare, ma è anche un giocatore utile alla squadra, come dimostrato dal numero di assist complessivo nelle ultime due stagioni. L’ultima stagione è stata quella con le medie migliori: le responsabilità sono ancor più aumentate e i quasi cinque tiri di media a partita lo testimoniano. Naturalmente destro, il piede debole è in realtà già educato: in più situazioni Daka non ha paura di usare il mancino, soprattutto quando si trova dentro i sedici metri.

Il cambio di ritmo, grazie a un primo passo spesso mortifero, è uno dei marchi di fabbrica del giocatore, arma principale nell’uno contro uno con i difensori avversari. Una caratteristica che unita all’allungo risulta il più delle volte determinante. Il passaggio a uno step di più alto livello potrebbe aiutare l’attaccante nel miglioramento spalle alla porta e nel gioco aereo, ma anche nel cinismo necessario nelle grandi partite, soprattutto in quelle competizioni internazionali dove il giovane è stato fino ad ora meno impattante.

Giovane ma già con delle responsabilità importanti. Patson Daka sembra ormai pronto per il grande salto in uno dei cinque top campionati europei, con la Premier League come orizzonte più probabile. Il talento zambiano rimarrà comunque un perfetto esempio di come scouting e progettualità possono correre insieme ed esaltare i talenti, da qualunque parte del mondo provengano.


ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Sardo, classe 96. Studente di Relazioni Internazionali, allergico a molte cose e aspirante giornalista. Lo sport è stato il mio primo amore.

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