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2 min

- di Simone Renza

Considerazioni sparse post Lazio-Parma (1-0)


Il gioco in fondo è tutto in quella sfera che varca la linea, e che porta il ritmo cardiaco a livelli da capogiro.


- A fine '800 il Football si distinse dal Rugby perché, con i piedi, i giocatori avrebbero dovuto fare gol. Ebbene, i pionieri del gioco non avrebbero mai immaginato che nel Football proprio quel gesto, proprio l'atto di finalizzazione della costruzione dell’azione sarebbe potuto arrivare all'ultimo secondo ed avrebbe potuto portare gli avventori dalla profonda delusione alla gioia più grande. Ebbene, oggi, durante Lazio-Parma, il miracolo, la giostra emozionale, si è ancora una volta ripetuta grazie ad un attaccante che è arrivato a 150 gol in Serie A e che risponde al nome di Ciro Immobile;

- Nel corso dell'intera partita i ritmi sono piuttosto bassi, quasi fosse una di quelle partite di Coppa Italia giocate a Dicembre alle 15. 60 bpm di massima. Nel primo tempo una traversa di Luis Alberto e, nel secondo, una parata di Sepe su tiro di Muriqi, lato biancoceleste, un palo interno e una deviazione, sempre sul palo, lato emiliano sono gli unici sussulti. Tanta orizzontalità nel gioco, troppa;

- Il Parma rimane un mistero buffo: squadra compatta, con qualità che però è già retrocessa. D'Aversa fa giocare bene i crociati che non avrebbero meritato questo esito: sia nella specifica partita che nel campionato. i componenti la squadra sono giovani ma pronti, giocano ma senza strafare. Pur essendo già in B non perdono mai la concentrazione;

- La Lazio è, per lunghi tratti, apatica, lenta, distratta. Sente questo peso sulle spalle chiamato quarto posto. Il nervosismo è latente. Scene di isteria potrebbero palesarsi da un momento all'altro e i corvi potrebbero planare istantaneamente sull'Olimpico. L'entrata di Caicedo è un feticcio che negli ultimi 10 minuti serve più a rendere vicino un miracolo possibile. Ed in questo caso la fede viene premiata;

- Su Immobile si è detto tutto, tanto, troppo. 150 gol. Bastano questi. Benissimo Strakosha che, finalmente, ci ricorda come un portiere debba e possa parare e non solo costruire dal basso. Inzaghi, anche questo possibile annoverarlo tra gli eventi epocali, cambia modulo. Lato Parma, Brunetta (no, non il noto ministro della Funzione Pubblica) regge la delantera crociata da solo. Bani guida magistralmente la difesa anagraficamente giovane.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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