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2 min

- di Andrea Ebana

Considerazioni sparse post Torino-Milan (0-7)


Il Milan passeggia con un punteggio più che tennistico su un Torino troppo brutto per essere vero: per i rossoneri è quasi Champions, il Toro è in piena bagarre salvezza.


Il Milan passeggia con un risultato più che tennistico su un Torino troppo brutto per essere vero: il punteggio di 7-0 riassume una partita dominata in lungo e in largo, in cui i rossoneri hanno schiacciato senza pietà una squadra che, di fatto, non è nemmeno scesa in campo per opporre resistenza ed ora si trova invischiata più che mai nella lotta per non retrocedere. La squadra di Pioli esce dalla tre giorni torinese con 6 punti, 10 gol segnati e 0 subiti: un trionfo senza se e senza ma, nel momento più decisivo della stagione;

- Sette gol sono tanti, ma il risultato non è stato bugiardo: la sbloccano Theo Hernandez ed un rigore scellerato provocato da Lyanco e siglato da Kessie (che si fa perdonare l’errore dello Stadium), e poi la gara è in discesa per la squadra di Pioli. Il Milan gioca bene, arriva sempre primo sulla palla, costruisce con rapidità ed intelligenza tattica, sembra tornato quella macchina perfetta ed in fiducia che l’aveva portata in cima alla classifica per lungo tempo: non molla nemmeno il finale e rifila un passivo pesantissimo a degli avversari decisamente abbattuti;

Capitolo assenze: tutti hanno puntato il dito su quella di Ibra, ma alla fine quelle che hanno pesato di più sono quelle della difesa del Torino, sciolta ad ogni offensiva milanista come il burro di fronte ad un coltello caldo. Nell’attacco rossonero, in sostituzione di Zlatan, invece si scatena Rebic addirittura con una tripletta, ma la manovra intera, soprattutto quando gli spazi si sono aperti, è stata da applausi;

– Il Torino veniva da un periodo positivo, ma stasera non è sceso in campo. E’ senz’altro la prestazione peggiore dall’arrivo di Nicola: a dirla tutta il tecnico granata aveva adoperato un turnover larghissimo (fuori Belotti, Ansaldi, Verdi, Sanabria), ma così è sembrato semplicemente che abbia “sacrificato” la gara in vista delle prossime. Le seconde linee del Torino a questo livello non sono presentabili, e la gara di stasera l’ha dimostrato. L’unica speranza granata è, per parafrasare Boskov, che sia “meglio perdere una volta 7-0” che 7 volte 1-0: c’è da riprendersi in fretta, perché nelle ultime gare ci si giocherà la permanenza in Serie A;

- Se guardiamo la classifica, al Milan basta poco per centrare la Champions: un obiettivo perseguito, meritato, soprattutto alla luce di questa reazione delle ultime gare dopo un periodo francamente difficile. Il Torino invece si riduce a doversi giocare la salvezza in due spareggi veri e propri, oltretutto con le scorie psicologiche della figuraccia di stasera: le gare con Spezia e Benevento saranno decisive, e l’unica piccola consolazione deriva dal fatto di aver un vantaggio da preservare (+4) ed una gara da recuperare (con la Lazio in trasferta).

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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