, 12 Maggio 2021

Considerazioni sparse post "Social Football Cafè", secondo incontro


Al secondo incontro del "Social Football Cafè", dedicato al tema "Women in Football Leadership" e mediato nell'occasione da Emanuela Perinetti di Sport Dots, sono intervenute Francesca Buttara, responsabile delle relazioni istituzionali della Lega Pro, e Rebecca Corsi, presidente dell'Empoli Ladies FBC e vicepresidente dell'Empoli FC, trattando in maniera chiara ed esaustiva alcuni tra gli argomenti più attuali riguardanti il ruolo delle donne nel calcio di oggi.


- Il secondo incontro del "Social Football Cafè" si è aperto con la presentazioni di alcuni numeri riguardanti gli ostacoli alla leadership femminile nel mondo dello sport: gli impedimenti principali per le donne sono rappresentati da fattori esterni, quali l'ambiente non favorevole (48%) o la discriminazione basata sul genere e gli stereotipi (25%), mentre la restante parte di torta è raffigurata da fattori interni come la mancanza di fiducia in se stesse nella capacità di guidare gli altri (12%) o la mancanza di risorse, competenze e formazione (15%). A tal proposito, mentre da un lato Francesca Buttara sottolinea come in Lega Pro ci sia una buona rappresentanza femminile nei ruoli dirigenziali, dall'altro invece Rebecca Corsi mette in luce le difficoltà che una donna che ricopre una carica di rilievo debba quotidianamente affrontare, in particolare trovandosi a dover dimostrare sempre di più di quanto debba dimostrare un uomo;

- Per ciò che riguarda il tema della presenza femminile nelle società, Francesca Buttara afferma come le aziende guidate da donne tendano a performare meglio e considera le quote rosa come uno strumento temporaneo che servirà fino a quando non si costruirà una cultura in grado di farlo diventare la normalità, precisando che come in un ambiente maschile come il mondo del calcio sia necessaria la presenza femminile, così in molti ambienti considerati femminili sia altrettanto necessaria la presenza maschile. Rebecca Corsi aggiunge che alla base di tutto ci debba essere un cambio di mentalità: stabilire norme in difesa delle donne vuol dire sminuirne i contenuti e considerarle una categoria debole. Uomini e donne sono egualmente persone e per questo motivo il compito più importante spetta alla formazione e all'educazione che viene fornita dai settori giovanili e dalle scuole. Il presidente dell'Empoli Ladies riporta quindi il caso della sua società, che organizza open day smistando i bambini partecipanti in squadre miste e concludendo il suo intervento sostenendo come il calcio maschile debba fare da traino al calcio femminile per uscire dalla bolla del dilettantismo. Lei stessa ha la possibilità di seguire la prima squadra maschile e ha notato come questo le sia stato utile per crescere e comprendere i meccanismi per gestire una società, evidenziando dunque una necessaria commistione tra uomini e donne in un'ottica di crescita continua;

- Affrontando il tema della sostenibilità, Francesca Buttara ammonisce che il calcio italiano, con le vicende Superlega e Coppa Italia, non stia facendo una bella figura, soprattutto in un momento di crisi come quello che il mondo intero sta affrontando. Come già evidenziato da Marcel Vulpis nel primo incontro, in Lega Pro i problemi di sostenibilità sono presenti già da prima della pandemia: risulta oggettivo infatti che il calcio della serie C non possa andare avanti ancora per molto con gli stadi chiusi, così come risultano pesanti le spese per i tamponi, le quali gravano sulle spalle di imprenditori che badano in primis alla propria impresa e poi alla macchina sportiva;

- Rebecca Corsi concorda con quanto detto sopra, aggiungendo che gli stessi problemi influiscono in modo importante anche sul calcio femminile: "Fortunatamente l'Empoli ha una buona struttura societaria maschile e femminile, grazie anche alla promozione della squadra maschile in serie A". Un altro tema caldo riguarda la questione procuratori e su questo il presidente dell'Empoli Ladies è durissima: “Hanno piegato il meccanismo del maschile con delle cifre astronomiche che oggi non sono più gestibili. Le società non ce la fanno più ad avere sulle spalle oltre agli stipendi dei calciatori anche le varie commissioni dei procuratori. Gli sforzi sono tanti, oggi abbiamo dei partner che agiscono nel maschile e ci aiutano col femminile perché abbiamo comunque la divisione appena arrivata in Serie A, altrimenti sarebbe stato insostenibile. Il professionismo che ci hanno presentato qualche mese fa ad oggi è totalmente insostenibile”;

- Per ciò che riguarda infine le infrastrutture, Francesca Buttara e Rebecca Corsi concordano sottolineando che lo sport non sia solo agonismo, ma che abbia anche dimensione economica e sociale e debba farsi portatore di valori quali, ad esempio, l'inclusione sociale, la transizione ecologica e la digitalizzazione. Entrambe condividono il fatto che gli stadi debbano trasformarsi in luoghi di riqualificazione urbana e di transizione ecologica e che in questo le donne possano dare un contributo importante grazie alla maggiore sensibilità su alcuni temi forti, riguardanti le nuove generazioni o le categorie più deboli. La conclusione del talk è affidata ad Emanuela Perinetti, che evidenzia come l'aumento di donne che ricoprono cariche di livello nel mondo calcistico (e non) “non è solo una questione di diritto, ma di merito ed effettivo vantaggio per le organizzazioni. Nelle scuole servono programmi di formazione, sarebbero importantissimi per i risultati sul campo e soprattutto per quelli fuori”.

  • Fausto Nardone, nato a Verona nel ’93, anno in cui il suo idolo Pinturicchio rinunciò alla tavolozza dei colori per iniziare a dipingere solo in bianco e nero. Tifoso juventino e avellinese grazie (o a causa) di suo padre, adora l’estetica concreta di Guardiola, la variante Ascari di Monza e il rovescio a una mano di Federer. Si guadagna la pagnotta occupandosi di comunicazione e marketing ed extra-sportivamente ama cucinare, viaggiare per ostelli, guardare Cinepanettoni e ascoltare i Red Hot Chili Peppers. Il suo ricordo sportivo più bello? Stagione 2002/2003, campionato di Serie C1, Stadio Partenio-Lombardi: Avellino 3 - Benevento 1.

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