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2 min

- di Antonio Mazzolli

Considerazioni sparse post Sassuolo-Juventus (1-3)


C'è ancora vita sul pianeta Juventus, grazie ai suoi fuoriclasse. Ma per la Champions il destino resta nelle mani delle rivali.


- Era difficile far peggio rispetto alla partita con il Milan, ma oggi la Juventus almeno ci mette voglia e grinta e se la gioca con le stesse carte di De Zerbi: la tecnica al centro di tutto. Certo è che la squadra di Pirlo soffre maledettamente le folate del Sassuolo e rischia ancora una volta di andare sotto: se contro il Milan il rigore parato da Szczesny non aveva sortito nessun effetto a livello mentale, il rigore parato da Buffon a Berardi è il vero inizio del match di stasera. Giusto coronamento per un'altra avventura che sta per finire;

- Il Sassuolo è vittima delle sue stesse individualità: nel primo tempo non riesce ad approfittare di una difesa bianconera che non riesce a tenere l'ampiezza, e non punisce nonostante le 4-5 occasioni nitide. L'inizio lento è ormai un leit motiv della squadra di Pirlo. Dall'altra parte le individualità sono il vero ago della bilancia: il "Cristiano ferito" beneficia della visita alla Ferrari e stasera è in versione Cavallino. Segna e colpisce un palo come se fosse nei giorni migliori;

- E' giusto dare a Cesare quel che è di Cesare: Rabiot è largamente il miglior centrocampista nella rosa e stasera lo dimostra con un gol e un assist. Merita la riconferma più di altri. La scelta di Arthur invece non paga: troppo leggero il brasiliano di fronte all'aggressione del centrocampo energico del Sassuolo. Anche Dybala si risveglia da un sonno che sembrava destinato a continuare e trova il gol numero 100 appena dopo mezz'ora a Cr7;

- Veder giocare la squadra di De Zerbi rimane sempre uno spettacolo, ma torna in ballo la lunghissima dicotomia tra risultatismo e bel gioco: a volte sarebbe bello vedere un passaggio in meno e un tiro in più. Ma la verità è che dopo un inizio difficile, i quattro dietro della Juventus si muovono coordinati e limitano i danni. Il settimo posto è ancora possibile, ma a prescindere da questo vedere De Zerbi merita un futuro luminoso vicino o lontano da Reggio Emilia. Vedere Locatelli, Raspadori e Traoré giocare come dei trentenni dà fiducia per l'Italia e per la Serie A;

- Per la corsa Champions, rimane molto difficile per la Juventus: per rientrare nelle quattro serve un suicidio di una tra Atalanta, Napoli e Milan. Poi sarà tempo, a prescindere, di cambiamenti.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato nel 1997 nella provincia toscana e laureato in Scienze della Comunicazione a Siena. Innamorato del calcio grazie alla partita del Torneo di Viareggio che si giocava una volta all'anno nel mio paese e alle VHS con le sfide della Juventus per intero. Tifoso dei bianconeri, dell'Hockey Follonica (squadra della mia città) e della vecchia Montepaschi Siena. Mi emoziona qualsiasi tipo di impresa sportiva e cerco di scoprire prima il lato umano e poi agonistico dei protagonisti nel mondo dello sport. In attesa di ricominciare a studiare, osservo, memorizzo e prendo appunti.

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