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, 12 Maggio 2021

Considerazioni sparse post Inter-Roma (3-1)


L'Inter mette in mostra meccanismi rodati e killer instinct, la Roma buona volontà ma anche i soliti limiti


- L’Inter già campione d’Italia ospita una sfida tra due squadre agli antipodi: la Roma brillante in Europa e depressa in campionato contro il team di Conte che ha “sfruttato” la prematura uscita in Champions per monopolizzare la Serie A;

- La Roma, come nelle ultime partite, si presenta con una linea a 4. Con i terzini che spingono come quando la squadra difendeva a 3, però, i centrali si trovano spesso 1 vs 1 con i due attaccanti dell’Inter. Tatticamente nel primo tempo la Roma sembra quasi consegnarsi ai campioni d’Italia: Lukaku e Lautaro vanno a nozze con gli spazi lasciati a disposizione, gli inserimenti dei centrocampisti avversari vengono assorbiti male e la fase difensiva in transizione è un disastro (confermandosi il principale tallone d’Achille di questa squadra). Nella ripresa i giallorossi crescono, aggrediscono con più efficacia e prendono il controllo del match;

- L’Inter, nonostante il ricorso al turnover, gioca una buona gara, anche se con un’insolita “leggerezza” inevitabilmente dovuta all’obiettivo già raggiunto. Nei primi 45’, ogni volta che i nerazzurri superano la prima pressione avversaria, grazie alla tanto vituperata costruzione dal basso, riescono sempre a rendersi pericolosi scombinando la difesa della Roma. Oltre alle rodate combinazioni delle due punte - ormai specialità della casa - lavorano molto bene i 3 interni nell’attaccare gli spazi alle spalle dei centrocampisti avversari. In una ripresa caratterizzata da tanta sofferenza, viene a galla ancora una volta il grande killer insinct della squadra nei momenti clou del match;

- Si rivede il desaparecido Vecino (prima di oggi appena 120’ in A) e fin che ne ha gioca una grande partita, attaccando alle spalle il centrocampo avversario. Lukaku è, come al solito, il fulcro della manovra, grazie alla sua incontenibile fisicità e la capacità di aprire spazi per i compagni. Molto bene anche Darmian, in affanno invece Ranocchia e D’Ambrosio. Hakimi entra e chiude il match. 88 punti in 36 match sono un gran bottino: se il gruppo resterà questo, la prossima stagione non sarà semplice scucire lo scudetto dalle maglie nerazzurre.

- Nella Roma Mancini è decisamente svagato. Cristante si conferma più a suo agio nei panni di centrocampista incursore che di difensore centrale. Dzeko lavora bene, apparecchia il 2-1 per Mkhtaryan e poi è sfortunato a sbattere sul palo. Il giovanissimo Darboe soffre i primi 30’, poi cresce e mostra personalità e qualità. Complessivamente gli uomini di Fonseca, pur con i loro limiti, giocano una gara volenterosa e non avrebbero demeritato il pari. Adesso diventa decisivo il derby per difendere il settimo posto, che varrebbe la malinconica qualificazione alla Conference League.

  • Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore.
    Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali.
    Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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