, 11 Maggio 2021

Considerazioni sparse post Napoli-Udinese (5-1)


Finisce in goleada al Maradona: 5 gol che, se per l'Udinese sono indolori, per il Napoli sono un prezioso punto esclamativo nella corsa Champions.


- Cinquina spettacolare degli azzurri, che dopo la battuta di arresto di Cagliari sembrano decisi a non fare prigionieri per queste ultime uscite stagionali: la squadra di Gattuso non toglie mai il piede dall'acceleratore, per una gara condotta sempre a un ritmo insostenibile per gli avversari;

- Che dire della squadra di Gotti? Vero che quando le motivazioni latitano prestazioni sotto tono sono all'ordine del giorno, ma oggi i friulani hanno fatto la figura della scolaresca in gita nel bellissimo capoluogo campano: decisamente schiacciante la superiorità degli azzurri nel cuore del campo, là dove Fabian e Zielinski hanno giganteggiato sui poveri Makengo e Walace;

- Napoli questa volta più forte anche di sé stesso e dei suoi continui fantasmi: se al termine del primo tempo gli incubi partenopei si sono materializzati nell'imponente mole di Okaka, che al primo (e unico) tiro in porta bianconero ha trovato la splendida rete che ha, quantomeno nominalmente, riaperto i giochi, stavolta il Napoli non si è disunito ma ha saputo nella ripresa riallacciare i fili del suo gioco e riprendere la sua marcia da schiacciasassi sugli avversari;

- Osimhen stavolta non timbra il cartellino (pur giocando una partita più che buona sotto il profilo tattico)? Che problema c'è: la cooperativa del gol (già tre giocatori oltre la doppia cifra in campionato, con Mertens e Politano fermi a quota 9 e con due partite a disposizione) trova altri partecipanti da mandare in rete. In particolare, la perla dal vertice dell'area di rigore di Fabian Ruiz è per palati raffinatissimi;

- Insomma un Napoli che vede sempre più vicino il traguardo Champions League, competizione dove tornerebbe dopo un anno di assenza. Un traguardo che, vista la qualità a disposizione, meriterebbe ampiamente di raggiungere: anzi, alle pendici del Vesuvio ci sarebbe anche da rammaricarsi di troppi punti buttati via a cavallo di gennaio-marzo, che avrebbero potuto dare ben altro volto al torneo degli azzurri...

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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