
Considerazioni sparse post Parma-Atalanta (2-5)
La Dea si riprende il secondo posto e passa facilmente sul campo di un Parma derelitto.
- Manifesta superiorità tecnica e tattica. Al Tardini di Parma l'Atalanta trionfa su ciò che resta dei Ducali già con la testa in vacanza e alla prossima annata in B. Un 2-5 di dimensioni fragorose ma corrette, per una Dea che si impossessa nuovamente della seconda piazza della Serie A ed è sempre più diretta verso il Paradiso bergamasco, vale a dire la terza qualificazione diretta alla prossima Champions League;
- Nel primo tempo il punteggio è bugiardo, nel senso che l'Atalanta va all'intervallo in vantaggio di solo una rete. Pochissimo è il divario sul tabellino, rispetto alla quantità di gioco e occasioni da rete sviluppate dagli uomini di Gasperini, che per il Lato A del match vota per l'attacco costituito da Ilicic e Zapata, insieme a Malinovskyi. Proprio l'ucraino è l'asso nella manica che spariglia le tenue resistenze dei Ducali con una staffilata da fuori. Poi Zapata coglie una traversa e Gosens di testa non supera Sepe;
- Inizia il secondo atto della recita nella città del compositore Verdi e gli orobici chiudono subito la pratica. Gasp sfoglia l'infinita margherita di talento che dispone in panchina e getta Muriel e Pessina. Proprio il colombiano imbuca per l'ex Verona che trafigge un rivedibile portiere emiliano. Da lì il torrente bergamasco esonda e abbatte i resti della retroguardia del Parma. Muriel banchetta, sigla una doppietta e alimenta una media gol fantascientifica (21 reti in campionato, solo CR7 ha fatto meglio di lui). Entrano pure Pasalic e Miranchuk, col primo che regala due assist a Muriel e Pessina, il secondo arrotonda il punteggio sul pokerissimo finale;
- Non c'è granché da dire sull'analisi del match. La banda ospite ha triturato dal punto di vista del ritmo, della circolazione di palla e di qualità generale gli avversari di casa. Segnaliamo che Malinovskyi nelle ultime otto uscite ha fornito cinque gol e sette assist, numeri da top del ruolo. Dura trovare insufficienti negli atalantini, mentre nei Ducali praticamente tutti dietro la lavagna (Gervinho e Bruno Alves da rottamare a questi livelli);
- Chiudiamo con l'immagine di uno sconsolato D'Aversa sulla panchina dei Crociati. Il Parma è retrocesso e col destino già segnato, ed ogni partita fino al termine del campionato rappresenta una nuova tappa verso la Via Crucis definitiva. Il mister dei Ducali tornava in sella ai parmensi - al posto di Liverani - proprio in seguito alla disfatta dei parmensi nel match d'andata a Bergamo. In 19 partite il Parma di D'Aversa ha vinto una sola volta, dimostrando un gioco scarno e arido. Almeno oggi hanno segnato Brunetta e Sohm, due classe '99 da cui ripartire dalla cadetteria.
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