Logo sportellate
, 9 Maggio 2021

Considerazioni sparse post Juventus-Milan (0-3)


Il Milan banchetta a Torino, contro una Juventus impresentabile.


- Dopo nove anni di sole sconfitte, il Milan esce dallo Stadium sentendo nelle orecchie l’inno della Champions, in una partita che ricorda a tutti l’importanza del ruolo dell’allenatore nel calcio. Sono tre punti capitali, ottenuti con una supremazia che non avrebbe potuto immaginare nemmeno il più inguaribile ottimista tra i milanisti. L’Europa che conta è vicina, e sarebbe pienamente meritata per quanto fatto vedere da questo gruppo in questa stagione. La frana della Juve, iniziata a febbraio, arriva oggi al suo culmine. È tutto distrutto, non c’è niente da salvare. Mancano poche partite ma in ogni caso, ogni secondo in cui Pirlo rimane l’allenatore di questa squadra è un secondo sprecato;

- È stata una partita particolarmente brutta nel primo tempo, giocato a ritmi bassissimi e pieno di interruzioni. La gemma di Brahim Diaz a fine primo tempo indirizza la ripresa e atterra la Juve. Nel secondo tempo i bianconeri provano a ruminare gioco ma creano pochissimo, nel solito marasma confusionario tattico partorito dalla testa dell’imbarazzante Pirlo. Il Milan gioca meglio, sta in campo con un’idea e domina più di testa che di piedi la partita, non subendo mentalmente neppure il rigore sbagliato da Kessie. Lo 0-3 finale è pesantissimo, meritato e simbolico;

- A dire la verità il Milan non ha giocato una partita tecnicamente eccezionale. I migliori in campo sono stati Kjaer e Tomori, premiato dal gol, imperiosi nella propria area di rigore. Per il resto è stata più l’attenzione e l’abnegazione alla causa a fare la differenza, in una squadra che per lunghi tratti della partita si è limitata con sapienza a fare il compitino, piena di singoli in riserva, Kessie su tutti. I jolly di Brahim e Rebic hanno poi dato la mazzata. Il fatto che il Milan abbia vinto 0-3 a Torino senza nemmeno giocare una partita memorabile, la dice lunga sulla nullità proposta dalla squadra di Pirlo;

- L’incompetenza assoluta e la responsabilità personale di Pirlo emerge in modo chiaro quando ci si accorge che la Juve inizia a mettere in campo qualcosa di accettabile solo nel momento in cui entra in campo Dybala, lasciato inspiegabilmente in panchina per 78 minuti. Intorno il solito allucinante caos. Chiesa per qualche tratto della partita ha giocato un’azione a destra e poi un’azione a sinistra, a rotazione, senza senso. McKennie ha vagato 60 minuti senza meta, senza posizione.  Bentancur ha ormai disimparato i fondamentali del calcio, eppure è sempre lì, costretto ad impostare quasi con sadismo dal suo allenatore, esposto ad inevitabili e continui imbarazzi. Un disastro dietro l’altro, un tracollo senza giustificazioni plausibili, che parte da errori societari imperdonabili. Non si puó vincere sempre, ma il modo con cui la Juve ha dissipato nove anni di trionfi è inaccettabile;

- Cerchiamo di essere chiari. A nostro parere il Milan è tra le squadre migliori del campionato per rapporto punti/qualità della rosa. Se Pioli dovesse portare a Milanello la qualificazione in Champions meriterebbe una statua, alla faccia di un ambiente un po’ lugubre che ogni tanto lo contorna in maniera troppo severa. Un appunto peró: il prossimo anno servirà un altro attaccante. Ibrahimovic è stato decisivo per la rinascita di questa rosa ma forse dopo un anno e mezzo andava gentilmente accompagnato alla porta. Oggi una partita di sofferenza ed esperienza, condita dall’ennesimo infortunio. Sarà dura il prossimo anno puntare ancora su di lui.

  • È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

pencilcrossmenu