9 Maggio 2021

Considerazioni sparse post Berrettini-Zverev (7-6 4-6 3-6)


Ha la meglio lo Scudo in vibranio di Zverev sul Martello del Dio del Tuono di Matteo. Un paio di recriminazioni per Berrettini dopo un primo set incredibile vinto al tie break. Alla lunga il fisico prima e la mente poi hanno ceduto all'infallibile difesa del tedesco.


- "Come accorci sei morto". Hanno cosi sentenziato a inizio match Pero e Bertolucci in cabina di commento, leggendo perfettamente l'andatura del match. Matteo nel primo set ha ancora una volta impugnato il Mjolnir per scagliare saette di diritto sull'avversario. Zverev si posiziona a fondo campo e difende su tutto, come se avesse uno scudo invisibile attorno a se. O forse più semplicemente, al posto della racchetta uno scudo indistruttibile, come quello di Capitan America. Escluso il tiebreak Zverev ha sbagliato pochissimo, controbattendo ogni accellerazione di Matteo, costretto a vincere il punto tre o quattro volte per ottenere un singolo 15. L'invulnerabilità del tedesco ha scalfito lentamente le certezze di Matteo, costretto agli straordinari da inizio match;

- L'esito del primo set ha illuso noi e Matteo. Quando si vince un tiebreak così pazzo e lottato spesso si vede il tracollo psicologico dell'avversario. Se poi sfidi un giocatore famoso per i suoi alti e bassi, ci pensi più di una volta vincendo tre game di servizio consecutivi a zero. La partita fino al 6 pari era stata estremamente equilibrata, senza acuti da parte di entrambi. Matteo è stato capace di alzare il livello spaventosamente, con l'estrazione inattesa dal cilindro di un rovescio vincente lungo linea. Ci ha fatto tremare gettando alle ortiche il vantaggio di 5-0 e concedendo un set point, salvo reagire impetuosamente anche grazie ad uno dei tanti doppi falli incomprensibili di Zverev;

- Fino al tre pari del secondo set la partita sembrava in controllo. Da qui in poi il crollo di Berrettini è stato palese, se inizialmente in risposta non riuscendo mai con il rovescio a trovare il campo, poi con il dritto con tanti errori. A fine match si contano ben 50 gratuiti per Matteo. Troppi per poter vincere una finale cosi importante. Zverev ha continuato a servire alla grande e difendere meglio, dando in realtà anche piccole chance di recupero a Berrettini, non sfruttandole per grandi meriti del tedesco. Nel terzo set in particolare, nel game precedente il break decisivo, Berrettini ha avuto una succulenta palla break, su cui non ha potuto neanche far partire lo scambio. La solidità del tedesco non ha lasciato scampo a Matteo;

- Zverev non ha eccelso stasera, come in realtà raramente ha fatto in carriera. Non è un giocatore che cattura l'occhio dello spettatore, preferendo un gioco faticoso e di corsa difendendo tre metri lontano dal campo. Grandissimi ex giocatori del calibro di Ferrer, Lendl e Ferrero si sono avvicendati nel suo angolo. Hanno tutti fallito nel farlo avanzare in nome di un gioco più propositivo. Si è tante volte criticato questo suo atteggiamento, non comprendendo come un giocatore cosi alto potesse giocare in questa maniera. Zverev questa settimana ha dimostrato al mondo che sulla terra questa tattica funziona. Difende su tutto e alla prima palla centrale riesce ad entrare in campo prendendo le redini del gioco. Nadal ne sa qualcosa. I tanti doppi falli non sono una novità, mentre lo è la tenuta mentale ferrea di tutto il torneo, ma ancor di più oggi dopo il primo set. Questo Zverev a Roma e Parigi può dar filo da torcere a chiunque;

- Matteo non ha retto il ritmo forsennato del primo set nei successivi due. Dopo un primo spavento nel secondo set forse ha pensato che il peggio fosse passato, che era lì ad un passo dalla più prestigiosa vittoria in carriera. E' diventato titubante nelle scelte offensive, ragionando troppo e perdendo la spavalderia con cui si era imposto nel primo set. Il rovescio che aveva incantato nei turni precedenti ha retto l'urto del miglior colpo dell'avversario per un set. Dopodichè ha perso sempre più campo concedendolo a Zverev. Lo slice non ha mai fatto male, anzi ha spesso concesso una facile accelerazione al tedesco. Questo risultato è certamente un peccato, ma è anche la consacrazione definitiva dell'essere uno dei migliori al mondo, capace di vincere e dominare su tutte le superfici. Come ha detto Zverev a fine match: "ne vincerai tante altre Matteo!".

  • 22 anni studente di Lettere - Cultura Teatrale a Bari e per hobby barman. Appassionato, se non ossessionato, dallo sport da quando lattante preferivo le repliche della Premier League ai Looney Tunes. Crescendo diventato poi insonne per godersi le partite NBA sulla west coast alle 4:30 o i primi turni dell'Australian Open. Il mio più grande desiderio sarebbe far diventare la mia grande passione il mio lavoro, la mia vita.

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