, 8 Maggio 2021

Considerazioni sparse post Fiorentina-Lazio (2-0)


Lazio ortodossa e prevedibile sente lontana la sigla della Champions perdendo dinanzi ad una Fiorentina cinica e vogliosa, che di contro sentirà ancora (l'orrendo) inno della Serie A.


- L'ortodossia di Simone Inzaghi, quando non supportata dall'estro del suo reparto offensivo, centrocampisti inclusi, comporta una manovra lenta e prevedibile che, contro squadre chiuse, porta a miserie calcistiche. Le linee verticali chiuse dalla Fiorentina e la vena realizzativa di Vlahovic, d'altro lato, guidano la Viola a centrare il risultato pieno portandosi ad un passo dalla matematica salvezza a tre giornate dalla fine della stagione;

- Nell'arco dell'intera partita la squadra biancoceleste tiene il pallino del gioco e, nel primo tempo, porta spesso grossi grattacapi a Dragowsky che si destreggia con l'istinto di Yashin sulle ripetute folate di Immobile e Milinkovic Savic. La Fiorentina, cinicamente, approfitta di un rinvio sbilenco e, ringraziando la giornata pessima di Radu (circostanza ben visibile sin dal fischio finale ad un occhio attento), si porta in vantaggio;

- Il palcoscenico del secondo tempo vede il medesimo canovaccio andare in scena con i suoi protagonisti, in camicetta fluo, però, più nervosi, stanchi, frustrati e imbrigliati in un modulo che non riesce a dare sbocchi sottoporta. I calci da fermo paiono una sciagura più che una reale possibilità di portare problemi al portiere viola: un esempio sono le palle corte dalla trequarti con i difensori in area porta all'indebita esposizione a potenziali ripartenze fiorentine e i calci d'angolo puntualmente regalati alle mani sicure del portiere avversario. Questa è una scena che qualunque tifoso Laziale conosce, ormai, a memoria;

- La Fiorentina ci mette grinta, concentrazione, rinuncia alle seconde palle ma chiude gli spazi in ampiezza e centralmente lasciando, spesso, solo Vlahovic contro la difensa biancoceleste. A differenza della Lazio, però, sfrutta appieno le due occasioni che si sono palesate, di cui una su calcio d'angolo. Vuole la salvezza e ostinatamente fa di tutto per ottenerla sfoderando quella mentalità adatta alla zona di classifica occupata ed a fine partita porta a casa i tre punti;

- Singoli: Vlahovic spicca su tutti, svetta, si fa trovare pronto dimostrando di essere il quid pluris per la permanenza nella massima serie realizzando il suo 21eismo gol stagionale. Ribery più di lotta che di governo, sa che non è il momento di esaltare le folle (benché a distanza) ma capisce che deve essere riferimento per la sua squadra. Sponda opposta: Marusic si conferma intuizione brillante di Inzaghi, benché dettata da necessità. Sergej illumina nel deserto offensivo predicando nel buio. Luis Alberto è spento. Radu rimasto a Roma. Cambi non pervenuti benché la cazzimma di Pereira regala, quantomeno, un emozione.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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