
Le 7 migliori conferenze stampa italiane di José Mourinho
Tramontata la SupeLega, la notizia che ha tenuto banco in Italia questa settimana, più delle zone gialle con annesse polemiche, delle vaccinazioni, di Fedez contro la Rai e dello scudetto dell'Inter, è stata senza alcun dubbio il ritorno di José Mourinho in Serie A. Dove non ve lo dico nemmeno, tanto lo saprete già. Ecco allora una buona occasione per fare un rapido ripasso di alcune delle migliori dichiarazioni dell'allenatore di Setubal nel Bel Paese.
1. Non potevamo non iniziare con il suo primo giorno in Italia. Gli sono bastati quindici secondi per conquistare tutti e strappare gli applausi della sala stampa, con i giornalisti ignari di ciò che li avrebbe attesi.
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Il nostro lavoro si basa sull'impegno e la passione di una redazione giovane. Tramite l'associazione ci aiuti a crescere e migliorare sempre la qualità dei contenuti. Associati ora!2. "Se qualcuno Monaco vuole essere conosciuto perché parla di me mi deve pagare" è rimasto negli annali, in risposta all'AD catanese Lo Monaco che, dopo le dichiarazioni di Mourinho post Inter-Catania, si era spinto fino ad un "Mourinho andrebbe preso a bastonate sui denti". Uscita ovviamente ritrattata il giorno successivo.
3. Il motivo per cui è amato e odiato allo stesso tempo è, nel bene e nel male, non aver mai avuto peli sulla lingua.
4. José Mourinho ama i giornalisti.
5. Più volte nei post partita ha polemizzato contro gli arbitri ed evidenziato una disparità di trattamento nei confronti dell'Inter per rendere più aperto il campionato. Tutti ci ricordiamo dell'espulsione di Sneijeder dopo l'ironico applauso nei confronti dell'arbitro. Nonostante il 2-0 non era molto felice a fine partita.
6. José e il paragone con gli struzzi...
7. "Prostituzione intellettuale, zeru tituli, non sono campione del prime time".
Cento di queste dichiarazioni José, in attesa di vederti far polemica al Club di Caressa.
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Nato a Caltanissetta, classe ’94. Laureato in Economia Aziendale con un’ambiziosa ed utopistica tesi su una proposta d’introduzione del salary cap nel calcio europeo. Attualmente studente magistrale in Strategia, Management e Controllo. Nel frattempo, prova a scrivere di calcio e pallacanestro, visto che di pennellare come van Hooijdonk e tirare come Klay Thompson non se ne parla proprio. Sogna una conversazione a tavolino con Sarri, Bielsa e Popovich, meglio se accompagnata da una bottiglia di buon vino.
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