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- di Eduardo Magarelli

Considerazioni sparse post Berrettini-Fognini (6-3 6-4) ATP Masters 1000 Madrid


Vittoria in scioltezza per Matteo Berrettini, implacabile con il suo servizio. Passo falso per Fognini, fin da inizio match con poca verve e una condizione fisica precaria.


- La stagione fino a 10 giorni fa era stata identica per i due campioni italiani. Un ottimo Australian Open seguito da vari problemi fisici che avevano condizionato in negativo l'arrivo sul rosso. Dopo un torneo di Montecarlo che aveva lasciato più rimpianti che buoni auspici, la stagione dei due ha imboccato vie opposte. A pochi giorni di distanza Fabio veniva squalificato a Barcellona e Matteo vinceva entusiasmando Belgrado. Il match di oggi certifica il momento antitetico vissuto dai due campioni italiani: Matteo in fiducia e concentrato sui suoi punti forti; Fabio svogliato e confuso, con tanti dubbi sulle sue reali condizioni fisiche;

- Berrettini oggi non ha sbagliato nulla. Il suo servizio è implacabile: supera i 200 km/h anche esterno. Se entra la prima non si scambia, come avvenuto quasi sempre nel primo set. Ha costretto Fognini a rispondere 3 metri lontano dalla riga e quelle poche volte che il ligure non ha risposto sui teloni, il dritto di Berrettini ha reso vana qualsiasi speranza di break. Ottimo come al solito l'utilizzo della palla corta, arma spesso sottovalutata di Matteo ma congeniale al suo gioco. Il tocco è delicato e fluido, l'intelligenza nel saper quando o dove giocarla non è scontata e manca a quasi tutti i top;

- Ha sorpreso positivamente del gioco di Berrettini la costanza con il rovescio, suo tallone d'Achille e spesso fin troppo remissivo. Nel prepartita si prospettava un Fognini martellante sulla diagonale sinistra, su cui in teoria ci dovrebbe essere un abisso a suo favore. Questo non è praticamente mai successo, a riprova dell'ottimo movimento di gambe di Matteo nello spostarsi sul dritto, ma anche di un rovescio con cui perde sempre meno campo. Oltre al colpo bimane su queste superfici il suo slice può far molto male, soprattutto a giocatori come Fabio abbastanza restii nel piegare le ginocchia e colpire palle cosi basse e senza peso;

- Dai primissimi scambi lo sguardo di Fognini non prometteva niente di buono. Erano occhi spenti, di un giocatore con poca motivazione ed entrato in campo con poche speranze di successo. Già al primo turno si era visto un Fabio non al meglio. Tanti errori e gambe non veloci come ci ha abituato. La sua carriera parla chiaro: ama giocare scambi lunghi, cosi da trovare ritmo e prender le misure dei suoi colpi. Ha fatto sempre fatica contro i big server, la cui filosofia di gioco è opposta. Nelle giornate peggiori, come questa, ci ha reso testimoni di monologhi da teatrante affermato. Oggi è rimasto in silenzio per buona parte della partita, senza dar la benché minima sensazione di voler ribaltare il risultato. Potrebbe esser un campanello dall'allarme, speriamo che si sia voluto contenere affrontando un suo amico e connazionale;

- Il Berrettini visto nelle ultime settimane fa ben sperare per il proseguo della stagione. Già in questo torneo può continuare la sua corsa, essendo dalla parte di Medvedev che questa superficie mal sopporta. Al prossimo turno affronterà Ramos o Delbonis, due terraioli puri ma che non possono intimidire la versione scintillante odierna. C'è una top 10 da difendere con i denti e una seconda partecipazione alle Finals da raggiungere, tabelloni come questo fanno gola e possono regalare punti fondamentali nella corsa a Torino.


ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

22 anni studente di Lettere - Cultura Teatrale a Bari e per hobby barman. Appassionato, se non ossessionato, dallo sport da quando lattante preferivo le repliche della Premier League ai Looney Tunes. Crescendo diventato poi insonne per godersi le partite NBA sulla west coast alle 4:30 o i primi turni dell'Australian Open. Il mio più grande desiderio sarebbe far diventare la mia grande passione il mio lavoro, la mia vita.

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