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2 min

- di Andrea Ebana

Considerazioni sparse post Torino-Parma (1-0)


Il Toro centra tre punti di importanza capitale e condanna il Parma alla matematica retrocessione in Serie B.


– Nel posticipo del lunedì il Toro insegue i punti salvezza, mentre il Parma gioca per l'onore delle armi; ne nasce una gara bloccata in cui alla fine le maggiori motivazioni granata hanno la meglio, condannando i crociati alla matematica retrocessione in Serie B. La partita non è certo delle migliori dal punto di vista tecnico, ma a fine stagione tra una squadra costretta a vincere per salvarsi ed una praticamente già in cadetteria non ci si poteva di certo aspettare il futbol bailado;

- Il Torino inizialmente sente tutto il peso di aver un solo risultato a disposizione: la palla scotta tra i piedi dei granata, che nel primo tempo faticano a macinare gioco, complice la contemporanea assenza delle sue fonti di gioco, Mandragora e Verdi. Nel secondo tempo la musica cambia e la squadra di Nicola si fa più propositiva, centrando il gol scaccia-paura intorno all’ora di gioco, concedendo pochissimo per la mezz’ora restante e fallendo anche qualche occasione di raddoppio (palo e gol annullato per il Gallo Belotti);

- Per quanto riguarda i singoli, i protagonisti sono gli esterni granata Vojvoda e Ansaldi. Se il primo ha riscattato una stagione in ombra con un gol decisivo nell’economia della stagione, il secondo è una piacevole conferma per il Torino: capace di calciare con entrambi i piedi, sempre autore di spunti interessanti (quinto assist in stagione), gran tiratore, ci si chiede dove sarebbe arrivato se gli infortuni non avessero tormentato la sua carriera. Non è un caso che il gol della provvidenza sia arrivato da una loro combinazione, con una scorribanda sulla sinistra dell’argentino finalizzata a porta vuota dal kosovaro;

Per il Torino questi tre punti hanno una importanza capitale: permettono infatti ai granata da un lato di far retrocedere una diretta concorrente, e dall’altro di portarsi a +3 sulla zona rossa, superando Benevento e Cagliari e raggiungendo lo Spezia. Non certamente la migliore prestazione della squadra di Nicola: il tecnico granata però conosce benissimo le sabbie mobili della lotta salvezza, e sa benissimo quanto conti saper ottenere queste vittorie sporche per uscirne. Per completare l'opera può sfruttare un calendario tutto sommato abbordabile (specie se confrontato a quello delle concorrenti), l'apprezzabile condizione fisica mostrata stasera e, soprattutto, il rientro delle sue pedine migliori;

- Il Parma saluta matematicamente la Serie A con una prestazione che da una parte non disonora il suo campionato, ma dall’altra mette in luce tutti i limiti con cui ha dovuto far i conti. La stagione è certamente nata male, dalla scelta tardiva di assumere Liverani al recupero, altrettanto tardivo, di D’Aversa: la fase difensiva è sempre stata un colabrodo per gli emiliani, che inoltre hanno il peggior attacco del campionato. Qualche elemento interessante da cui ripartire sembra esserci, però il vero nodo sta nel capire quanta fame di affermarsi abbia la proprietà Krause, il cui ambientamento nel campionato italiano non è stato di certo brillante.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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