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2 min

- di Antonio Mazzolli

Considerazioni sparse post Udinese-Juventus (1-2)


La Juventus stava per mettere a serio rischio la qualificazione Champions. Poi Ronaldo si è ricordato come si fa gol.


- Un time-out diventato famoso del coach Pianigiani quando allenava la Nazionale Italiana di basket fu concluso con un “Facciamo a cazzotti almeno!” durante un match in cui la squadra aveva mostrato grandi difficoltà. La partita della Juventus è un continuo encefalogramma piatto: non crea, sembra in difficoltà fisica, non ci sono picchi di alcun tipo. Poi c’è Cristiano Ronaldo che la risolve, all’interno di un prova che per i primi 80’ era stata a tratti irritante: per il portoghese ritorno al gol dopo tre partite di digiuno;

- L’unica cosa positiva della Juventus oggi è il risultato: continuare a girare lentamente palla senza occupare l’area non è una buona tattica. Se i bianconeri vogliono la qualificazione alla Champions dovranno sudare e non possono rinunciare a un riferimento offensivo: l'ingresso di Morata mette almeno apprensione alla difesa dell'Udinese. Questa squadra ha evidenti limiti di concentrazione e l’immagine giusta è il gol subito da Molina, che difficilmente può essere visto in campi professionistici;

- Dal canto suo, l’Udinese fa la partita che deve fare: compatta dietro la linea della palla, senza quasi mai andare in difficoltà sul giro palla della Juventus. Gotti ha saputo assemblare un gruppo con molta quantità e poca qualità grazie all’organizzazione: la salvezza dell’Udinese è gran parte per merito suo. De Paul merita altri palcoscenici, Nuytinck domina all’interno della sua area di rigore;

- Le prove di molti bianconeri sono oggi a tratti imbarazzanti: Bernardeschi sembra un corpo estraneo e McKennie sembra il lontano parente di quello che si era presentato a inizio stagione. Dybala soffre maledettamente la distanza dalla porta. I punti da cui ripartire sono pochi: De Ligt, Danilo e forse un Bentancur che oggi è parso più geometra del solito;

- Il futuro di Pirlo, a prescindere da quale sia il verdetto finale, sembra scritto: la squadra non gira e lo Scudetto conquistato dall’Inter deve essere una spinta per la dirigenza a cambiare guida tecnica. Forse qualcuno da Livorno si sta scaldando. Il calendario della Juventus passerà dalla sfida contro il Milan e la tutt’altro semplice sfida con il Sassuolo: il vantaggio potrebbe essere avere la squadra di Conte già scudettata.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato nel 1997 nella provincia toscana e laureato in Scienze della Comunicazione a Siena. Innamorato del calcio grazie alla partita del Torneo di Viareggio che si giocava una volta all'anno nel mio paese e alle VHS con le sfide della Juventus per intero. Tifoso dei bianconeri, dell'Hockey Follonica (squadra della mia città) e della vecchia Montepaschi Siena. Mi emoziona qualsiasi tipo di impresa sportiva e cerco di scoprire prima il lato umano e poi agonistico dei protagonisti nel mondo dello sport. In attesa di ricominciare a studiare, osservo, memorizzo e prendo appunti.

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